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Among Us e Fall Guys: l’anno del fagiolo

Il 2020 sta volgendo al termine e, di certo, quasi nessuno si sarebbe aspettato di vivere nella stranissima realtà che ci ritroviamo oggi tra le mani. Senza voler scendere a parlare di politica, economia o medicina, anche se restiamo saldamente sul percorso videoludico abbiamo a che fare con un resoconto assai strano. Eventi di settore trasformati in copie (spesso scadenti) digitali di sé stessi, ritardi nella pubblicazione di titoli molto attesi, nuove console che vengono lanciate durante uno degli anni peggiori del XXI secolo. Ma c’è qualcosa di diverso, di “imprevisto” in un altro senso. Pochi avrebbero potuto immaginare che il bimestre Agosto/Settembre 2020 sarebbe stato completamente dominato (almeno a livello di attenzione mediatica e di pubblico) da due titoli indie in grado di oscurare anche stelle assai brillanti come il sempreverde Fortnite. Due giochi creati in poco tempo e con pochi mezzi, semplici graficamente e con meccaniche tutt’altro che innovative. Eppure hanno sfondato in modo incredibile e rapidissimo, entrando nell’olimpo di Twitch e diventando in breve tempo popolarissimi. Sto parlando di Fall Guys: Ultimate Knockout ed Among Us.

Fall Guys editoriale anno del fagiolo

Chi scrive queste righe è ben noto per apprezzare gli approcci inusuali, lo stile cartoon e persino la sperimentazione spericolata. Eppure mi sono chiesto più volte “è davvero possibile che dei giochi con meccaniche semplicissime e con protagonisti dei personaggi a forma di fagiolo diventino così popolari?”. La domanda successiva andava oltre il mero stupore e si concentrava sulla motivazione. Ci dev’essere senz’altro un motivo per cui due titoli creati da sviluppatori sconosciuti e con pochi mezzi a disposizione hanno scalzato dal trono mostri sacri del social share. Per quale assurdo motivo un platform/action multiplayer basilare riscuote tanto successo? Perché tutti quanti parlano usando termini come “sus” e si spargono memes a macchia d’olio con protagonisti quei buffi astronauti disegnati pure male? “E’ sempre colpa dei giocatori” ho pensato: colpa di giocatori che ormai si accontentano di robetta estremamente accessibile e che diventa in breve tempo matrice per memes. Poi ho provato entrambi i titoli. Fall Guys: Ultimate Knockout ed Among Us sono due giochi che hanno pochissimo in comune, eppure hanno allo stesso tempo molte cose in comune. Forse sta proprio lì il segreto del successo: nel loro approccio classico da un lato ed innovativo dall’altro. Diciamocela tutta: Fall Guys è Takeshi’s Castle semplificato ed Among Us è Cluedo con gli astronauti. Due concetti vecchi di almeno 30 anni, che però gli sviluppatori hanno avuto l’idea di rimaneggiare ed adattare al contesto attuale approfittando delle possibilità che internet offre in termini di esperienze multiplayer.

Among us editoriale anno del fagiolo

Ecco una serie di motivi grazie ai quali (secondo me, ovviamente) Fall Guys: Ultimate Knockout ed Among Us hanno ottenuto un enorme successo in tempi relativamente brevi. In primis c’è l’accessibilità: i due giochi sono contraddistinti da bassissimi requisiti di apprendimento. Basta meno di mezz’ora per capire tutte le basi di gameplay e circa 1-2 ore per riuscire a barcamenarsi agevolmente. Un bel vantaggio quando si tratta di acchiappare utenza, in particolar modo chi ha poco tempo per giocare e vuole qualcosa di semplice e veloce. Il che ci porta al secondo punto. Un altro aspetto è la rapidità: entrambi i giochi permettono di affrontare sfide dai tempi relativamente brevi. Diciamo in termini generici che se si ha a disposizione 1 ora di tempo è possibile divertirsi con questi titoli senza alcun problema e senza perdere nessun contenuto offerto. Anche la convenienza gioca un ruolo importante: i due titoli costano davvero poco, in particolar modo Among Us è reperibile a meno di 4 euro (su Steam, mentre è gratuito su dispositivi mobile) ed offre divertimento virtualmente infinito… finché ci saranno giocatori, s’intende. Vitale poi per la loro diffusione è la predisposizione allo streaming: sia Fall Guys che Among Us sono perfetti per l’utilizzo su piattaforme come Twitch e YouTube. Ben sapendo che il futuro del marketing sta negli streamers, non è una sorpresa il fatto che i due giochi siano cresciuti esponenzialmente in pochissimo tempo tramite condivisione. Così come lo streaming, un fattore che ha contribuito alla viralità del gioco è la predisposizione al “meme”: la semplicità grafica dei due giochi permette la creazione rapida di memes a tema. Internet è invaso da vignette create con i personaggi dei due giochi (in particolar modo di Among Us) e, come Dark Souls insegna, diventare un meme significa diventare celebre. Infine non si può ignorare il loro valore “competitivo”: i due titoli stimolano la competizione amichevole tra i giocatori. Se è pur vero che, come qualcuno ha detto, questi giochi “rovinano più amicizie delle partite ad UNO”, è anche vero che la competizione è scanzonata e quasi completamente esente da violenza visiva. Si combatte, si lotta, ci si scontra ma non c’è negatività: solo tanto divertimento.

Among us editoriale anno del fagiolo
La viralità di Among Us è stata sfruttata da Durex per le loro campagne di social marketing

Non vorrei che la mia considerazione per questi due giochi venisse fraintesa: sono ben conscio del fatto che esistono titoli di spessore ineguagliabile per queste due piccole produzioni. Magari tra qualche mese non parlerà più nessuno di Among Us o di Fall Guys, così com’è successo per il “fenomeno Pokémon GO” che sembrava spaccare il mondo nel 2016 e si è spento come un fuoco di paglia dopo 2 mesi. Ma è innegabile il successo incredibile avuto da due giochi creati senza eccessive pretese. In particolar modo Among Us è noto per essere rimasto “dormiente” per circa 2 anni (è stato rilasciato nel 2018) con pochissimi utenti, mentre ora è diventato un fenomeno mondiale con sorpresa, ne sono sicuro, persino degli stessi developers. Forse è questo che vogliono i giocatori ora? Qualcosa che adotti un approccio talmente classico da risultare innovativo? In un’epoca in cui i giochi (fin troppo spesso) tentano di emulare i film, arrivano i “personaggi fagiolo” e tirano fuori titoli basati esclusivamente sul gameplay con buona pace per grafica AAA e fotorealismo. Sicuramente è una cosa su cui riflettere, in particolar modo per i publisher che spingono l’acceleratore su crunch e budget stratosferici.

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