Con Amazon Prima è facilissimo iscriversi con offerta gratuita, il problema arriva quando si vuole procedere con la cancellazione.
Amazon è sotto processo a Seattle. Ci vorrà un mese prima che si arrivi ad una sentenza che potrebbe sanzionare il colosso statunitense dopo le accuse lanciate dalla Federal Trade Commission. Approfondiamo la vicenda per capire qual è l’accusa sollevata e come i consumatori possono difendersi.
Prima è l’abbonamento Amazon che offre numerosi vantaggi come la spedizione in un giorno senza costi aggiuntivi su milioni di prodotti, offerte esclusive, l’accesso a Prime Video, ad Amazon Music Prime e Prime Gaming. Il colosso statunitense propone un periodo di prova gratuito di 30 giorni per capire se Prime è veramente vantaggioso e soddisfa le proprie esigenze.
Poi scatta l’abbonamento a 4,99 euro al mese oppure 49,90 euro l’anno o a 2,49 euro al mese per gli studenti e i giovani dai 18 ai 22 anni di età. Una volta abbonati ma non soddisfatti, gli utenti possono annullare l’abbonamento in ogni momento – si legge sul sito Amazon.it – accedendo alla sezione Il Mio Prime. Se non dovessero aver usufruito di alcun vantaggio potrebbero chiedere anche il rimborso in base al piano sottoscritto. Al termine del periodo di prova gratuito, sarà addebitata la quota. Il problema è che tanti utenti si sono iscritti a Prime inconsapevolmente.
Le accuse lanciate ad Amazon Prime
Secondo la Federal Trade Commission Amazon ha spinto gli utenti ad iscriversi a Prime in modo subdolo, tramite trucchi di design studiati proprio per far aderire all’abbonamento senza che gli interessati se ne rendessero conto. Una volta capito di aver sottoscritto Prime, poi, gli utenti desiderosi di cancellare l’abbonamento si ritrovano in un vero e proprio incubo burocratico.

Così facendo il colosso ha violato due Leggi federali ossia il Restore Online Shopper’s Confidance ACT che tutela dagli imbrogli negli acquisti telematici e la Sezione 5 del FTC Act. L’uso dei dark pattern, le interfacce progettate per spingere l’utente ad agire in un determinato modo non è consentito. Nello specifico la FTC accusa Amazon di chiedere i dati della carta di credito prima ancora di dare spiegazioni sull’abbonamento Prime, sui costi e su cosa comporta violando il ROSCA, la Legge che tutela i consumatori dagli abbonamenti ingannevoli.
Un’altra accusa è di rendere impossibile la cancellazione dell’abbonamento. Questa, invece, dovrebbe essere semplice come l’iscrizione. Amazon naturalmente ha respinto le accuse. Sostiene che l’iter di cancellazione non ha nulla di complicato e che i clienti apprezzano il servizio. Saranno i giudici a decidere chi ha ragione.
