Il sodalizio tra la software house Microids ed Hercule Poirot continua, con successo ci tocca dire, ad essere produttivo. Con Agatha Christie – Assassinio sul Nilo siamo, infatti, giunti al terzo titolo inerente le gesta dell’acuto investigatore privato francese. Dopo First Cases e Assassinio sull’Orient Express, è ora la volta di mettere sotto torchio la versione videoludica di uno dei gialli più famosi di sempre. Tra conferme e novità, eccoci dunque alle prese con l’ennesima avventura del fido Hercule. Si tratta, dunque, di mero cowmilking o c’è della ciccia sotto questo nome dal sicuro appeal? Delle due, di certo la seconda, ma con qualche limite. Scopriamone dunque di più con la nostra recensione di Agatha Christie – Assassinio sul Nilo.
Squadra vincente non si cambia… forse

Se nel precedente capitolo, Assassinio sull’Orient Express, Microids ha provato a svecchiare la struttura di gioco catapultando il buon Poirot nel bel mezzo del 2020, con Agatha Christie – Assassinio sul Nilo, si torna alle più parche, morigerate e coerenti atmosfere anni ’70, che già abbiamo avuto modo di apprezzare nella trasposizione cinematografica del giallo fimato Agatha Christie. Ad un cambiamento macroscopico come quello appena citato corrisponde, parimenti, una conferma della struttura ludica, basata sulla presenza di un secondo personaggio giocabile per vivacizzare una struttura deduttiva che, altrimenti, sarebbe potuta risultare ripetitiva.
Alla Joanna del precente episodio fa eco la Jane Royce di quello attuale, confermando una alternanza maschile femminile che, oltre a donare varietà al gameplay, mette in scena una umoristica commedia degli errori in cui ogni parte risponderà ai soliti clichét, banali ma divertenti. Al netto di queste considerazioni personali, Agatha Christie – Assassinio sul Nilo può far leva su un comparto narrativo di primissimo ordine che, pur non discostandosi molto dal già ottimo materiale originale, saprà tenerci incollati allo schermo fino ai titoli di coda, alternando momenti di puro divertimento ad altri di frustrazione, a causa di un sistema di risoluzione enigmi, solo a volte però, un filo ostico.
Narrazione parallela, ma…

Come detto poco sopra, il comparto narrativo rappresente la punta di diamante di questo prodotto videoludico. E non potrebbe essere diversamente, essendo il medesimo tratto, tout-court, dalla storia originale di Agatha Christie. Seguendo quanto fatto in Assassinio sull’Orient Express i ragazzi di Microids propongono, mediante la protagonista femminile, un punto di vista alternativo sulla narrazione, a mo di complemento alla narrazione mainstream del protagonista.
Mentre, però, nel precedente capitolo della saga questo stratagemma narrativo funzionava brillantemente, in Assassinio sul Nilo, gli sviluppatori hanno voluto variare le carte in tavola, creando non più di qualche idiosincrasia e problema nella gestione di questa feature. Riportare, infatti, la narrazione nel mezzo degli anni ’70, se da un lato ha restituito l’appeal originale ad una avventura precedentemente snaturata con un salto negli anni ’20 dell’attuale secolo, dall’altro ci mette di fronte a forzature narrative non da poco, vista la natura della coprotagonista femminile.
Jane Royce, una anglo-africana appassionata di investigazione, diventerà, infatti, la spalla di Hercule Poirot, verso cui nutre una ammirazione pressochè totale, aiutandolo nelle sue attività investigative. La presenza di Jane Royce ci fornirà un punto di vista alternativo sulle vicende narrate e scoperte dell’investigatore francese, punto di vista che presta però il fianco a svariate critiche, tanto per il peso della trama parallela quanto per la credibilità del personaggio stesso, spesso e volentieri approssimativo e mal gestito, riguardo alle interazioni con i suoi interlocutori.
Gameplay? Old but always gold

Se, come affermato, il comparto narrativo rappresenta una delle punte di diamante di Agatha Christie – Assassinio sul Nilo, il gameplay dell’ultima produzione Microids non riesce ad assestarsi sui medesimi livelli, come invertendo una peculiare tradizione della saga. Ci troviamo, infatti, di fronte ad un sistema di controllo/interazione che, pur radicato nella tradizione della serie, presenta una serie di evoluzioni tese ad approfondirlo, oltre ad una serie di innovazioni tese a migliorare la quality of life complessiva, riuscendoci, però, solo parzialmente.
Al sistema di “indizi e connessioni”, approfondito e migliorato, gestito per stimolare le “celluline grigie”, così come le chiama il nostro Poirot, è stato aggiunto un sistema di puzzle, dalla difficoltà variabile (e selezionabile – variabile in qualsiasi momento) teso a spezzare ripetitività e monotonia visti nel precedente, pur godibile, capitolo della saga. E, se il passo in avanti da Assassinio sull’Orient Express è evidente, va detto però che, questi enigmi sono di qualità altalenante, talvolta persino fastidiosi. L’idea di fondo, quella di dare varietà al gameplay, si realizza, comportando però una continua interruzione del ritmo di gioco, di suo già non serrato, vista la natura del titolo Microids, rappresentando un passo indietro rispetto al diretto predecessore.
Comparto tecnico old school

Il motore grafico alla base di Agatha Christie – Assassinio sul Nilo si pone in diretta continuità con quello dell’immediato predecessore. Tutte le perplessità inerenti modelli poligonali e rigidità dei movimenti, mosse nei confronti del motore grafico di Assassinio sull’Orient Express, rimangono invariate nel caso di questa nuova iterazione del franchise.
Pur con qualche boost inerente progettazione e modellazione degli ambienti di gioco, il comparto grafico di Assassinio sul Nilo è palesemente vetusto, in guisa old school ma, del resto, questo franchise Microids non ha mai brillato per duttilità e versatilità grafiche, Il comparto sono svolge onestamete il suo compito, mai brillando o arrrivando a vette qualitative eccelse, accompagnandoci sterilmente durante tutto il playthrough.
In Conclusione
Agatha Christie - Assassinio sul Nilo si pone in diretta continuità con Assassinio sull'Orient Express, da cui eredità comparto grafico e tecnico. Un prodotto modesto, che si contraddistingue per un comparto narrativo di eccellenza, non coadiuvato, però da una serie di innovazioni che avrebbero contribuito a svecchiare un gameplay che, per quanto rodato, inizia ad essere agée.
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Voto Game-Experience
