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Activision Blizzard non sembra voler cedere sui licenziamenti in Raven Software

Ancora nessuna risposta dai piani alti della compagnia

Lo scorso 6 dicembre i dipendenti dello studio Raven Software, proprietà di Activision Blizzard, sono scesi in strada per protestare riguardo l’ingiusto licenziamento di dodici membri del team. La protesta ha subito attratto il sostegno di altri studi appartenenti ad Activision Blizzard ed ha rafforzato i discorsi di unità all’interno della compagnia, tuttavia non è ancora giunta alcuna reazione da parte dei piani alti della dirigenza aziendale.

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In una lettera recentemente condivisa attraverso la pagina Twitter ufficiale dell’ABK Workers Alliance, i lavoratori in sciopero hanno che che “non sono ancora giunte comunicazioni dalla leadership” riguardo la loro richiesta che ai dipendenti ingiustamente licenziati siano offerte posizioni a tempo pieno.

“Abbiamo enfatizzato come le nostre rimostranze sono fatte nei migliori interessi dello studio (e di tutti i progetti su cui lavora) al primo posto. Il ridimensionamento del dipartimento Raven QA senza avvisi è un fatto preoccupante per noi e molti altri nella compagnia. Nell’interesse di portare cambiamenti positivi per Raven, vorremmo entrare in contatto con la leadership per discutere la situazione corrente”. Questo è quanto riportato nel messaggio.

I lavoratori hanno fatto una lista di tre punti che vogliono discutere con i piani alti di Activision Blizzard: i dettagli riguardo la loro richiesta e le aspettative di ambo le parti; pacchetti di trasferimento per i dipendenti che si sono dovuti trasferire nel Winsconsin per lavorare alla Raven; e il “contesto della situazione” dal punto di vista del management, inclusi gli obbiettivi della leadership per il dipartimento QA di Raven Software.

“Fateci sapere quando sarete in grado di sostenere una conversazione. Vogliamo essere in grado di coltivare una trasparente e fiduciosa relazione con lo studio”, cosi si conclude il messaggio a cui, per ora, non è ancora pervenuta alcuna risposta.

In una mai inviata alla redazione di PC Gamer, un portavoce di Activision Blizzard ha detto che la compagnia è “profondamente attenta al benessere di tutti i suoi team, inclusi i dipartimenti QA”, e ha fatto notare che i manager di Raven “hanno ingaggiato dialogo con lo staff per ascoltare tutte le preoccupazioni e spiegare gli investimenti generali della compagnia nelle risorse di sviluppo”.

“Come annunciato in precedenza, stiamo facendo crescere il nostro investimento generale in sviluppo e risorse per le operazioni e stiamo convertendo circa 500 contratti di lavoro precario in dipendenti full-time, la più grande conversione nella storia di Activision,” ha detto il portavoce.

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“Per i 12 lavoratori precari di Raven i cui contratti non sono stati estesi abbiamo provvisto un periodo di notifica esteso, incluso il pagamento per le due settimane di ferie nel periodo natalizio, e siamo determinati a lavorare a diretto contatto con coloro che necessitano di assistenza per trovare un nuovo lavoro. Raven è piena di gente dedicata all’arricchimento della cultura di Activision, e guardiamo avanti per poter collaborare con i dipendenti per farla funzionare insieme”.

Fonte: PC Gamer

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Giovanni Carrieri

Giovanni Carrieri

Amante dei videogiochi sin dalla più tenera età ho trascorso la fanciullezza sulle console per poi passare, crescendo, al PC, mia attuale piattaforma di riferimento. Amo in particolar modo i giochi di ruolo e gli adventure, specie se open world e con una componente narrativa ben scritta e sceneggiata. Non disdegno il gioco multiplayer, sempre che la compagnia sia buona.

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