Ubisoft ha vissuto una delle giornate più nere della sua storia recente in borsa, con un crollo improvviso del valore delle azioni subito dopo l’annuncio di una drastica ristrutturazione aziendale, con il mercato che ha reagito in modo estremamente negativo alle decisioni comunicate dal gruppo francese, interpretate come il segnale di una crisi strutturale ancora lontana dall’essere risolta. Nel giro di poche ore, il titolo ha perso oltre un terzo del suo valore, facendo segnare uno dei peggiori ribassi dalla quotazione del 1996.
Insider Gaming segnala che secondo i dati di mercato, le azioni Ubisoft sono scese di circa il 33–35%, passando da poco più di 5,20 euro a una fascia compresa tra 4,35 e 4,44 euro. Il dato è ancora più significativo se inserito in un contesto più ampio: negli ultimi sei mesi il valore del titolo si è dimezzato, mentre la valutazione complessiva dell’azienda è precipitata da circa 11 miliardi di euro nel 2018 a poco più di 600 milioni oggi.
All’origine del crollo c’è l’annuncio di un “reset” organizzativo, operativo e del portafoglio prodotti. Ubisoft ha confermato la cancellazione di sei giochi in sviluppo, tra cui il molto atteso Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo Remake, e il rinvio di altri sette progetti. La ristrutturazione comporta anche la chiusura di almeno due studi, quelli di Halifax e Stoccolma, e una significativa riduzione del personale, nell’ottica di un taglio deciso dei costi.
Il nuovo modello operativo prevede una struttura decentralizzata basata su cinque Creative House, ciascuna focalizzata su specifici generi. La strategia punta a rendere Ubisoft un’organizzazione più “gamer-centric”, concentrata soprattutto su esperienze open world e su titoli pensati come giochi-servizio. A supporto di questo approccio sono stati annunciati investimenti mirati, una maggiore specializzazione dei team e l’uso di tecnologie avanzate, inclusi strumenti di intelligenza artificiale generativa orientati all’esperienza dei giocatori.
Sul fronte dei singoli progetti, non tutto è stato cancellato: Beyond Good & Evil 2 sarebbe sopravvissuto all’ultima ondata di tagli, mentre il remake di Assassin’s Creed IV: Black Flag risulterebbe fortemente ridimensionato nei piani, con un possibile slittamento fino al 2027. Nel complesso, la reazione del mercato evidenzia una forte perdita di fiducia degli investitori, che vedono nella ristrutturazione un segnale di difficoltà più che di rilancio immediato.
