Nel 1980 emerge, attraverso la pubblicazione di un libro e una serie televisiva di 10 puntate, uno slogan culturale-economico divenuto simbolo del capitalismo di libero mercato: Free to Choose. Essere liberi di scegliere. Un principio che il premio Nobel Milton Friedman e la moglie Rose hanno promosso offrendo molteplici argomentazioni a favore di questo tipo di economia, parlando di tutela economica e sicurezza dei consumatori, elevati livelli d’istruzione e altri fattori che favoriscono il benessere della società nel suo insieme attraverso il mercato.
Un principio che tutt’oggi potrebbe essere seguito senza problemi dal cittadino medio, o quasi. L’affermazione graduale di colossi nel mondo tech ha avuto e sta avendo un impatto nel quotidiano di chiunque. Tra le app di streaming musicale, Spotify nel Q1 2025 continuava a dominare con uno share del 31,5%. Google Chrome oggi ha un market share del 71,22% tra i browser. Meta con Facebook e Instagram è il leader globale nelle esperienze social, per non parlare di WhatsApp nella messaggistica. Nel campo dei sistemi operativi per computer, Windows è la soluzione più usata, preinstallata in qualsiasi laptop e scelta senza pensieri dagli utenti di tutto il mondo.
L’uniformità d’uso di tutte le piattaforme citate è legata a fattori come praticità, numero di utenti, moda e, perché no, anche utilità. Però, negli ultimi anni – e specialmente nel 2025 con l’avvento dell’IA – ha iniziato a esserci una maggiore consapevolezza dei rischi e benefici di tali servizi. In primis, per quanto possano tali servizi essere facili da usare, sono legati a timori su privacy e sostenibilità che crescono di mese in mese. Gli artisti su Spotify vengono pagati pochissimo, gli algoritmi intercettano i nostri desideri di ricerca e l’IA ottiene accesso silenzioso a dati sensibili per “migliorare la nostra esperienza”. Da qui, inizia la ricerca di alternative.

Linux, l’alternativa per il gaming
Per quanto concerne la dimensione videoludica su PC, pensare ad alternative a Windows è pressoché impossibile per l’utente tipico. Grazie all’avvento di Steam Deck e alla spinta di Valve su SteamOS, però, Linux è diventata una parola molto pronunciata anche dai newbies. Il sondaggio dell’hardware di Steam per il mese di novembre 2025 sta effettivamente rivelando una lenta ma stabile transizione del pubblico. Il 94% circa è ancora legato a Windows e nota un calo quasi impercettibile (-0,05%), mentre Linux segna un incremento generale del +0,15% a quota 3,20%. Tra le distro (traducibile in “varianti”) più usate non ci sono riduzioni di share, eccetto per l’aggiornamento all’ultima versione di Linux Mint.
Questo trend non è passato inosservato né agli sviluppatori, né ai creator dei mondi tech e gaming. Mentre da un lato Windows lavora sull’implementazione massiccia dell’IA, dall’altro Gamers Nexus evidenzia gli ottimi benchmark dei sistemi Linux con diverse distro, soprattutto Bazzite. Le performance tendono a pareggiare quelle del riferimento firmato Microsoft, con il beneficio di una maggiore stabilità generale e ancor superiore su sistemi con GPU AMD.
A guidare la carica del Pinguino è stata proprio Steam Deck. La soluzione portatile di mamma Valve porta sempre più sviluppatori a considerare con maggior attenzione l’ottimizzazione dei loro videogiochi su un sistema operativo più essenziale e meno esigente nelle risorse richieste. Grazie al lavoro su Proton e alle funzioni di compatibilità integrate all’app di Steam, la riproduzione di titoli Windows su Linux è più immediata anche se non sono direttamente compatibili.
I dati registrati da ProtonDB parlano chiaro: mentre questo articolo prende forma si contano 7.385 giochi verificati per Deck, 24.654 classificati come “giocabili” e 27.518 testati con successo e consigliati da almeno un giocatore. È vero che spesso vengono richieste delle modifiche non troppo complicate da applicare e che queste cifre sono basse rispetto al catalogo di Steam. Eppure, si tratta di una quantità già soddisfacente e che include i migliori titoli usciti sul mercato negli ultimi 5 anni.
Ciò che definisce il supporto crescente per questo sistema operativo è il numero di utenti, ovvero la diffusione di Linux in hardware già esistente o ad hoc come Steam Deck o l’imminente Steam Machine.

Un futuro pro-consumer?
Il PC altrimenti soprannominato GabeCube dai fan potrebbe essere il secondo, duro colpo nei confronti di Windows. L’appeal è innegabile anche per i giocatori console, target che potrebbe incrementare il numero totale di player su PC facendoli debuttare direttamente su Linux. In base al prezzo di lancio, che sarà sicuramente legato strettamente alla crisi di RAM e unità di memoria iniziata di recente, Steam Machine potrebbe causare un altro scossone nel mercato alimentando il dibattito “Windows o Linux”?
Tra forum e social, in merito a questa lotta tra Davide e Golia, si parla già di una vittoria quasi netta per l’underdog. Niente bloatware, telemetrie, IA e spyware. Addio agli anticheat kernel, addio all’uso intensivo di RAM e altre risorse di sistema. In base alla distribuzione di Linux scelta l’esperienza è più o meno complessa, ma resta sempre e comunque essenziale. In più, è facile da installare anche su sistemi più datati. Un vantaggio considerevole se intendete resuscitare un vecchio computer evitando le tenaglie e i limiti di Windows 11.
A guidare questa scelta è il desiderio di avere pieno controllo sul sistema, evitando qualsiasi problema legato a quello che viene anche chiamato Winzozz in certi ambienti. Ovvero, passare dal presente più pro-azienda a un futuro pro-consumer. Ma ciò quanto è davvero fattibile ed efficace?
La prova con Ubuntu 24.04.3 LTS
Per rispondere a questa domanda ho deciso di fare un test con Ubuntu 24.04.3 LTS. Una scelta “ovvia” per alcune ragioni, “strana” per altre. Le prime riguardano il supporto continuo all’OS, dato che riceve piccoli update quasi ogni giornoe gode di innumerevoli guide per la risoluzione di problemi tecnici e l’uso del Terminale. Le seconde, invece, dipendono dalle preferenze ed esigenze personali: chi desidera un’esperienza più simile a Windows dovrà puntare su Linux Mint, mentre chi vuole un approccio vicino a Steam Deck deve scegliere Bazzite.
Ubuntu è stato semplicissimo da provare e installare. Una volta predisposto l’SSD e la chiavetta USB con la distro al suo interno, basta scegliere se fare un test in modalità LIVE per vedere se tutto funziona correttamente o adottarlo permanentemente sull’unità di archiviazione selezionata. Dopodiché, basta installare Steam ed Heroic Games Launcher per far funzionare giochi di client come Epic, Amazon e GOG.

A questo punto, iniziano i test. Steam vi indicherà automaticamente i giochi che sono compatibili con Linux e si avviano correttamente senza modifiche. In caso di problemi tecnici, potete sfruttare il layer di compatibilità Proton per far girare il titolo nativo Windows su Linux. Il miglior alleato resta ProtonDB, dove il sistema di classificazione indica quanto sia complesso far funzionare un gioco ed eventuali correzioni necessarie affinché non ci siano bug o cali di performance.
Nel mio caso, con una build composta da CPU AMD Ryzen 7 9700X, GPU AMD Radeon RX 7800XT e 32 GB di RAM, l’esperienza è stata ottima out of the box. A farsi notare sin dall’inizio è l’uso molto limitato di RAM e CPU in idle: Windows, in confronto, usa quasi il doppio di memoria per le operazioni base. La leggerezza del sistema è evidente quindi anche durante il gioco. In 2K, Counter-Strike 2 e Cyberpunk 2077 operano con una maggiore stabilità e FPS massimi superiori. Dove i frame al secondo massimi sono inferiori rispetto a Windows, Linux offre quasi sempre FPS minimi superiori e zero stuttering. Ciò è visibile ad esempio con Spider-Man 2, Helldivers 2 e Clair Obscur: Expedition 33.
La tendenza vede anche tempi di avvio più rapidi su Linux e una maggiore reattività nell’uso anche oltre al gaming, ennesimi sintomi di un OS più leggero e ottimizzato. Il computer, anche passando per il dual boot, si avvia più rapidamente rispetto Windows. I programmi per la produttività, invece, sono tutte alternative validissime a quelle mainstream con il vantaggio che sono completamente gratuite e open-source.
Limiti e problemi visti nel test
Non è tutto rose e fiori. Prima di tutto, se siete avidi giocatori di titoli competitivi che usano anti-cheat non supportatevi Linux non fa per voi. Scordatevi League of Legends, Valorant, Battlefield 6, Call of Duty, Fortnite e non solo. Diversi titoli risulteranno incompatibili, come Forza Motorsport e Destiny 2. Altri potrebbero invece richiedervi di smanettare parecchio.
Questa esigenza solleva un secondo problema: Ubuntu (in generale le distro Linux) sono meno pratiche e intuitive da usare per applicare correzioni e modifiche, con il pericolo di rompere l’OS o renderlo inutilizzabile in pochissimi passaggi. L’uso del Terminale è molto complesso per chi è alle prime armi e, in caso di problemi più gravi, non è sempre facile trovare una soluzione anche su siti specializzati. Attenzione quindi alla distro ideale per voi!
Un terzo dettaglio va oltre il gaming: tante app come WhatsApp Desktop e i pacchetti Microsoft Office e Adobe non si possono usare. Se quindi dipendete da esse per l’uso in produttività e non siete disposti ad abbandonarle per opzioni che, come detto prima, sono molto valide ma differenti, non guardate verso il panorama Linux.

Quale distro Linux scegliere per il gaming?
Analizzati i vantaggi e svantaggi detti in precedenza, è facile decidere innanzitutto se passare o meno a Linux anche solo in dual boot per testarlo, tenendo Windows sempre a disposizione. Del resto, se la vostra mente è ben disposta a lanciarsi in una nuova avventura, siete amanti della tecnologia o magari gradite sempre meno le decisioni prese da Microsoft e volete cambiare aria, non servono molte altre ragioni per dare una chance a questo OS alternativo.
Il dubbio successivo è la distro da adottare. Personalmente, Ubuntu si è rivelata una buona scelta per avere un sistema con un ottimo supporto tecnico e una community assai disponibile. Diversi aspetti tecnici più avanzati possono però rendere l’esperienza d’uso meno pratica. Lo stesso può valere per Linux Mint o Fedora. Guardando nello specifico al gaming, un occhio di riguardo all’ottimizzazione viene dato da distro come Bazzite e Pop!_OS. La prima, come già detto, è più simile a SteamOS nell’interfaccia e ha aggiornamenti molto solidi essendo un sistema “immutabile” (ovvero, i file di sistema sono più difficili da modificare, ergo da rompere, portando a maggiore stabilità e sicurezza), ma è anche meno flessibile e meno gentile con sistemi dotati di GPU NVIDIA. Al contrario, Pop!_OS garantisce più versatilità e controllo ma ha anche più rischi ed è più datato.
Non c’è quindi una risposta definitiva che sia giusta. Tutto dipende dal gusto personale per una certa interfaccia o per la sicurezza o versatilità del sistema. Le possibilità sono molte, l’importante è informarsi adeguatamente e agire sapendo a cosa si va incontro. Poi, come dicevano i Friedman, si è davvero liberi di scegliere.
