Il genere auto-battler non è così semplice da rendere unico e stuzzicante. Titoli come The Bazaar e Mechabellum sono riusciti a trovare il loro spazio puntando sul connubio con altri generi e/o con universi ed estetiche riconoscibili e particolarmente apprezzate. Il deckbuilder firmato Tempo e lo strategico mech di Game River sono così diventati bestseller su Steam, al punto da essere ora riconosciuti come due tra gli auto-battler migliori sul mercato. Un destino simile lo può condividere Xenopurge?
Uscito in accesso anticipato a inizio 2025, è ora giunto al suo stato definitivo in tempi record. Le fondamenta erano a quanto pare già ben definite e solide, tanto da richiedere solo l’inserimento di altri contenuti e una ripulita per quelli già presenti. Nella recensione di Xenopurge scoprirete quindi una nuova frontiera per il genere, imperfetta ma coerente, dove i combattimenti automatici non richiedono solo strategia e arguzia, ma soprattutto tempismo e lucidità.
Un’ansia interminabile e letale

L’immaginario di Alien è riuscito a installare una paura matta per le cosiddette creature xeno, appartenenti a dimensioni e mondi ignoti. Terrore puro, per cui meno tempo si trascorre guardando tali creature, meglio è. In Xenopurge per fortuna non si osservano direttamente gli Xeno, ma si percepisce continuamente l’implacabilità della loro minaccia nonostante, effettivamente, siano solo dei puntini su uno schermo CRT. Quello che si evince già nei primi secondi di gioco è la sua natura ansiogena. Sarà la stanza buia dove si usano i computer di comando, sarà l’interfaccia col contrasto verde/nero che riporta la mente alla Nostromo. Eppure, Xenopurge riesce immediatamente a intrappolare la mente in uno spazio letale.
Qui entriamo in gioco noi, membro della M.A.C.E. (Mercer’s Advanced Combat Enterprises) con l’unica missione di proteggere l’umanità epurando gli alieni. Nel caso del nostro alter ego, bisogna comandare una squadra d’élite da remoto impartendo gli ordini attraverso più scenari generati proceduralmente. Non si conosce l’ambiente ostile, nemmeno la natura della minaccia. Si è solo al corrente dello status dei soldati, la cui sopravvivenza dipende da quali comandi si danno e quando. Quindi, la tattica è l’elemento chiave. Bisogna capire che equipaggiamento usare, quando e come. È necessario migliorare armi e abilità ogni volta che si ha la possibilità, ma anche arruolare i soldati giusti.
È una sequenza rapida, un loop che non ha molti attimi di pausa. Ogni sessione dura all’incirca 20-30 minuti e al primo tentativo si può già riuscire a raggiungere l’ultimo livello senza problemi. Aiuta molto avere un buon rapporto con il genere e, in particolare, gli RTS. Il tempo di reazione è tendenzialmente scarso e calcolare ogni azione come si deve è l’unico modo per sopravvivere.
Il gameplay di Xenopurge: veloce e limitato al punto giusto

Gli RTS sono il riferimento in quanto le azioni per minuto in Xenopurge tendono a essere elevate. Il gameplay, infatti, si basa sull’uso esclusivo della tastiera per comandare il personale sul campo. Usando Esc, Enter, numeri e frecce si ordina a ciascuno di essi come muoversi e chi seguire. Si può inviare un soldato più da ingaggio alla guida della squadra, o costringere un’anchor a rimanere a guardia di un crocevia con la sua possente mitragliatrice, inamovibile e pronto a tutto. La gestione forsennata non è per tutti, questo è chiaro. Certi passaggi sono macchinosi e, alla fine della fiera, il tutto si basa sull’esecuzione tempestiva di macro per evitare la morte di qualsiasi membro del nostro team e debellare la minaccia aliena.
Il numero di missioni non è così variegato, come anche l’ambientazione. Del resto, Xenopurge predispone tutto su stanze composte da quadrati non visibili (oltre allo spawn) da esplorare, con una fog of war che evidenzia soltanto i punti cruciali della struttura. Ogni volta che si giunge all’uscita e si estraggono i soldati, si riceve una moneta da usare nei negozi o nei momenti di pausa per potenziare abilità, sbloccarne di nuove o ampliare a squadra. Forse sotto questo punto di vista si poteva osare di più, arricchendo ulteriormente l’elenco di attività e differenziando le task da completare.
Queste limitazioni sono l’unico elemento che compromette la rigiocabilità. Altrimenti, la continua esecuzione di missioni riesce a conquistare se si apprezza il sistema di controllo. Non è nemmeno così difficile da imparare e i premi sono interessanti, proposti sotto forma di achievement ottenibili usando certe armi e abilità un determinato numero di volte nell’arco di una o più run. In breve, lo studio greco è riuscito a costruire un impianto stabile e valido, con cui è possibile giocare per giusto una sessione rapida o, eventualmente, entrare in sintonia proseguendo una run dopo l’altra.
Essenziale, coerente, spaventoso

Il fascino di Xenopurge non si nasconde come la minaccia aliena. I controlli essenziali e i monitor datati plasmano quest’aria fantascientifica uniforme e irrequieta, trasferendo al giocatore piena responsabilità. Una sensazione pesante che si fa sentire a ogni incontro tra soldati e Xeno, con un’angoscia veramente unica. È nell’assenza di troppi dettagli che il gioco risplende, facendo sentire il peso del comando ogni istante.
È questa semplicità, poi, che rende il titolo accessibile anche su sistemi datati. Non servono display, processori e chip grafici d’eccezione per essere godibile. I requisiti consigliati sono molto bassi per gli standard odierni, fermandosi a GTX 960 e RX 470, o Intel Core i3 9100 e Ryzen 3 1300X. Forse, ciò che serve davvero per una massima soddisfazione è una tastiera meccanica con un suono responsivo, avvolgente, alla pressione dei pulsanti.
La recensione in breve
Xenopurge può essere comodamente definito in due parole: “ansia insolita”. Nella sua banalità generale, la struttura autobattler roguelike funziona quasi perfettamente e riesce, in pochi controlli, a creare un’atmosfera degna di Aliens. Il gameplay loop è rapido ed efficace, brilla quasi sempre al netto di qualche problema con la logica dei personaggi. La rigidità dei controlli non piacerà a tutti, ma resta necessaria alla luce dell’impostazione estetica definita da Traptics. Per raggiungere uno stato di grazia ancor più elevato sarebbe bastato approfondire alcune meccaniche e ripulire alcuni aspetti rendendoli più intuitivi. Eppure, devo ammetterlo: a me la meccanicità di Xenopurge fa proprio impazzire.
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Voto Game-eXperience
