Sin dal momento dell’annuncio Intergalactic: The Heretic Prophet, il nuovo progetto firmato Naughty Dog, è diventato uno dei titoli più discussi – e odiati – del momento, e tutto per la protagonista, Jordan, una donna di colore calva. Ma Neil Druckmann, director e volto di punta dello studio, risponde alle polemiche in modo chiaro: “Ignorare. Fare ciò in cui si crede. È l’unico modo.”
Il trailer, mostrato ai Game Awards, ha subito attirato una pioggia di commenti negativi a sfondo razzista e sessista, al punto che Naughty Dog ha dovuto disattivare i commenti su YouTube per contenere la tossicità. Eppure, secondo Druckmann, tutta questa reazione negativa nasce da una minoranza rumorosa di utenti “anti-woke” più interessati all’aspetto della protagonista che ai contenuti effettivi del gioco. La polemica si basa su pregiudizi, non su fatti: Intergalactic non ha ancora mostrato gameplay, e ciò che è noto è solo un trailer cinematografico.
In un’intervista recente (grazie a GamesRadar), Druckmann ha ribadito il proprio approccio: non dare troppo peso a queste reazioni, mantenere la visione artistica e sostenere gli autori nel portare avanti ciò in cui credono. “Vorrei che gli artisti si comportassero così,” ha detto. Ha inoltre definito Intergalactic come il gioco più ambizioso e coinvolgente di Naughty Dog, con “il gameplay più profondo mai creato” dal team.
Neil Druckmann ha affermato quanto segue:
“L’unica cosa che posso dire è che sono molto, molto entusiasta di questo gioco, forse quanto non lo sono mai stato per nessun altro dei nostri progetti. Ammetto che è davvero figo, ha il gameplay più profondo che abbiamo mai realizzato e non vedo l’ora di mostrarlo. Riguardo all’odio verso il gioco non so se ho qualcosa da aggiungere sull’argomento, a dire il vero. Al momento succedono delle cose sui media che bisogna semplicemente ignorare, restare fedeli a se stessi e fare ciò in cui si crede: è così che vorrei si comportassero gli artisti.”
Il gioco tratterà temi come la fede, la solitudine e l’identità personale – argomenti tutt’altro che semplici, ma che Druckmann considera essenziali nel panorama videoludico odierno. Per affrontare la tempesta mediatica, l’attrice protagonista è stata preparata anche psicologicamente, prendendo spunto dalle esperienze vissute da Laura Bailey dopo The Last of Us Part II.
Infine, Druckmann ha confermato che è anche al lavoro su The Last of Us Parte 3, ma solo se ci sarà una vera motivazione artistica dietro. Per ora, tutta l’attenzione è puntata su Intergalactic: The Heretic Prophet, un titolo che promette di far parlare ancora molto di sé, per motivi ben più rilevanti del colore della pelle della sua protagonista.
