Sull’acquisizione di Activision-Blizzard da parte di Microsoft ne abbiamo sentite ormai di tutti i colori. A intervenire sulla questione sono stati i diretti interessati, da Phil Spencer a Bobby Kotick a Jim Ryan, gli enti antitrust internazionali e i semplici opinionisti accreditati o da tastiera. Un nuovo punto di vista destinato a far discutere arriva ora dalle pagine di DualShockers, con un editoriale che vede nella possibile fusione un rischio, e non un beneficio, per l’industria dei videogiochi e per i giocatori.
L’articolo, a firma di Jack Peachey, vede nell’operazione in corso da parte di Microsoft un forte rischio per la pluralità nella creazione di contenuti videoludici. L’affare da 70 miliardi di dollari, che viene paragonato al PIL di diverse piccole nazioni per trasmetterne l’entità, potrebbe determinare l’unione di due delle aziende più importanti nel mondo dell’intrattenimento digitale. Il rischio, secondo l’opinionista, è che si possa assistere a un declino simile a quello in corso nel mondo del cinema dopo il quasi monopolio raggiunto da Disney.
Disney ha mostrato come la centralizzazione può risultare dannosa per un settore. A causa del calo della concorrenza e dell’aumento del potere di una singola compagnia, questi oligarchi dell’intrattenimento possono inondare il mercato con contenuti di scarsa qualità. È quanto è accaduto con l’ecceso di uscite su Disney+ relativamente alle IP Marvel e Star Wars, molte delle quali hanno ricevuto accoglienze tiepide.
Un altro problema riguarda il rischio microtransazioni selvagge. Secondo l’articolo, Microsoft avrebbe fatto da apripista in questo tipo di operazione commerciale in giochi come Ryse Son of Rome e Forza Horizon 5. Activision, da parte sua, è stata più volte nella bufera per le microtransazioni nei suoi videogiochi, anche se per qualche motivo il fatto ha avuto meno cassa di risonanza rispetto a quanto accaduto con Electronic Arts. L’unione delle due compagnie potrebbe aprire il terreno a una monetizzazione senza scrupoli.
L’editoriale non cerca di difendere Sony a spada tratta, se non altro perché ammette che se il mercato andrà nella direzione delle microtransazioni a tutti i costi e della riduzione della qualità dei contenuti anche PlayStation si adeguerà. Non solo, ma il corteggiamento di Sony a Square Enix dimostra che la corsa alle acquisizioni non è una prerogativa di Microsoft. A quanto pare, però, è proprio la casa di Redmond ad aver alzato l’asticella in termini di aggressività commerciale e potrebbe aver raggiunto un punto di non ritorno che sarà dannoso per tutti.
