Continuano sempre molto animate le discussioni sul servizio Xbox Game Pass, disponibile tramite abbonamento sulle piattaforme di Microsoft e in grado di offrire al videogiocatore veramente tanto valore, in relazione al costo sostenuto per la sottoscrizione e alla quantità di giochi presenti sul catalogo.
Tuttavia, ci si sta ancora chiedendo quanto sarà sostenibile per la compagnia americana e per gli sviluppatori il mantenimento e potenziamento di questo particolare servizio di videogiochi on-demand, e quindi quanto potrà durare o quale sarà la qualità dei videogiochi first-party.
Tom Warren, noto giornalista per il portale The Verge, è tornato a discutere su questo elemento riguardante la sostenibilità del servizio, spiegando che in base alla sua opinione “il servizio di Xbox Game Pass non è ancora redditizio” per Microsoft.

Nel caso si fosse dimostrato veramente redditizio nel corso dell’ultimo periodo, Microsoft avrebbe potuto rivelare maggiori dati sui guadagni effettivi del Game Pass negli ultimi resoconti finanziari per il primo trimestre 2021, stando a quanto affermato da Warren.
Secondo il noto giornalista e talvolta insider, il catalogo di Microsoft deve crescere ancora di più per poter essere veramente redditizio, per poter produrre un guadagno vero e proprio. Questo è uno dei motivi per cui il colosso di Redmond si trova ancora alla pazza ricerca di aziende da acquisire, al fine di poter inserire tanti nuovi giochi fissi all’interno del suo servizio. Qui sotto riportiamo le dichiarazioni di Warren.
“Se il Game Pass fosse un servizio redditizio allora Microsoft dichiarerebbe quei ricavi e quei guadagni agli azionisti. Ma non è così, in quanto il Game Pass dovrebbe crescere ancora di più, ma ciò richiede necessariamente enormi investimenti, tante acquisizioni di studi di sviluppo e altro. Questo costa molto più di quanto non riescano a coprire attualmente i ritorni dalle sottoscrizioni all’abbonamento.”
Voi cosa ne pensate di queste dichiarazioni?
