La Nintendo Switch 2 Edition di Xenoblade Chronicles X ha deluso le aspettative della critica tecnica. L’analisi approfondita pubblicata da Digital Foundry conferma i dubbi emersi nella community e va oltre, definendo questa versione la peggiore tra le edizioni aggiornate per Switch 2 uscite finora. Nonostante un incremento significativo delle prestazioni, la resa visiva sarebbe compromessa da scelte tecniche discutibili. Il risultato è un’esperienza che appare nitida negli screenshot statici ma perde qualità in modo evidente durante il gameplay in movimento. Una situazione che ha acceso il dibattito sull’efficacia degli upgrade next-gen.
Nel video di approfondimento – pubblicato sul sito ufficiale e sul canale YouTube di Digital Foundry, con ulteriori dettagli nella rubrica DF Direct Weekly #252 – l’analisi tecnica si concentra soprattutto sulla qualità dell’immagine dinamica. Durante il movimento emergono superfici “impastate”, un marcato effetto pittura a olio, distorsioni nei dettagli interni e aliasing evidente. Elementi sottili come cavi e linee elettriche risultano irregolari e sfocati, perdendo definizione. L’analisi comparativa evidenzia come le texture e gli oggetti minuti soffrano particolarmente il sistema di ricostruzione dell’immagine adottato.
Secondo Digital Foundry, il problema principale risiederebbe nella risoluzione nativa di partenza, che sembrerebbe molto bassa, forse vicina a quella dell’originale su Wii U. L’immagine verrebbe poi ricostruita tramite un upscaling aggressivo basato su una tecnologia di machine learning considerata datata, paragonabile alle soluzioni di intelligenza artificiale di circa cinque anni fa. Non sono state rilevate tracce di tecnologie più moderne come DLSS né di FSR1, e la qualità finale sarebbe addirittura inferiore a quest’ultimo. Questo spiegherebbe le distorsioni percepite in movimento, nonostante la maggiore fluidità.
Il dato positivo è rappresentato dal salto ai 60 fotogrammi al secondo. Il frame rate più elevato rende l’azione sensibilmente più fluida rispetto alle versioni precedenti e costituisce, secondo la stessa analisi, l’unico vero passo avanti tangibile su hardware Nintendo. Per alcuni giocatori questo miglioramento potrebbe bastare a giustificare l’upgrade, soprattutto considerando la natura dinamica del combat system e l’ampiezza delle aree esplorabili su Mira.
Tuttavia, la valutazione complessiva resta critica. Digital Foundry sottolinea che l’incremento della fluidità non compensa una qualità d’immagine ritenuta fortemente compromessa. La speranza espressa nell’analisi è che Monolith Soft possa intervenire con aggiornamenti correttivi o rivedere l’approccio tecnico nelle future conversioni. L’esame tecnico evidenzia come un semplice aumento del frame rate non sia sufficiente a garantire un upgrade convincente se la base di rendering e l’upscaling non sono all’altezza delle aspettative per una nuova generazione hardware.
Il caso di Xenoblade Chronicles X su Switch 2 riporta al centro una questione fondamentale nello sviluppo multipiattaforma e nelle riedizioni: l’equilibrio tra prestazioni e qualità visiva. Quando la ricostruzione dell’immagine diventa troppo aggressiva e parte da una risoluzione nativa ridotta, il rischio è quello di compromettere la pulizia visiva, soprattutto nei movimenti rapidi e nei dettagli sottili. Un aspetto che, nel giudizio di Digital Foundry, pesa più del beneficio garantito dai 60 fps.
