Quando Asha Sharma si è presentata ufficialmente come nuova CEO di Xbox, uno dei dettagli che ha attirato maggiore attenzione è stato il suo gamertag pubblico. Molti utenti hanno iniziato a consultare il profilo, osservando giochi avviati, obiettivi sbloccati e attività recenti. Tuttavia, qualcosa ha insospettito parte della community: la varietà dei titoli e dei risultati sembrava poco coerente con il tempo a disposizione di una dirigente appena nominata ai vertici di una divisione così complessa.
Di fronte alle perplessità, Sharma ha scelto di intervenire direttamente, spiegando la situazione con trasparenza. Ha chiarito che il profilo era stato creato di recente con l’intento di imparare e comprendere meglio il mondo Xbox dall’interno. L’account, però, era condiviso in ambito familiare su più dispositivi, circostanza che spiega la presenza di giochi e achievement non direttamente legati alla sua attività personale. Nel fine settimana successivo alle polemiche, la CEO ha precisato di aver sistemato la situazione, invitando ogni membro della famiglia a utilizzare il proprio gamertag individuale.
La dirigente ha respinto con decisione l’idea di aver cercato di costruirsi artificialmente un’immagine da videogiocatrice esperta. “Fingere sarebbe stata un’idea terribile e non avrebbe funzionato”, ha dichiarato, sottolineando che il suo obiettivo non è apparire come la migliore gamer, ma comprendere a fondo l’ecosistema per guidarlo in modo efficace. Ha aggiunto che, pur giocando e condividendo momenti con la famiglia, la sua priorità resta rendere Xbox “il posto migliore dove giocare”, tornare alle radici del brand e rafforzarne il futuro.
Il contesto rende la vicenda particolarmente significativa. Sharma è entrata in Microsoft nel 2024, guidando la divisione CoreAI prima di essere promossa a CEO di Xbox. In precedenza ha lavorato in aziende come Home Depot, Meta e Instacart, un percorso professionale che non nasce direttamente nell’industria videoludica. Il confronto con il suo predecessore, Phil Spencer, noto per la sua immagine di gamer appassionato, ha alimentato dubbi e critiche da parte di una parte della community, generando interrogativi sulla sua esperienza nel settore.
Sharma ha inoltre voluto chiarire un altro punto: i suoi interventi sui social sono scritti personalmente e non generati tramite intelligenza artificiale. Una precisazione che punta a rafforzare l’idea di un dialogo diretto con la community in una fase delicata di transizione per il marchio.
I agree. Faking would be a terrible idea and wouldn’t work. I also didn't expect my gamertag to blowup and the reality is more boring. I created it recently to learn and understand this world. I’ve played with my family, and it’s a shared home account across devices (which you…
— Asha (@asha_shar) February 24, 2026
