Microsoft ha riconosciuto che la strategia di pubblicazione dei giochi Xbox su PlayStation 5 è stata finora poco chiara e discontinua, ma promette maggiore coerenza in futuro. A parlarne è Craig Duncan, responsabile degli Xbox Game Studios, che ha ammesso apertamente le critiche ricevute dalla community. Negli ultimi anni, infatti, diversi titoli Xbox sono arrivati su PS5 con tempistiche molto diverse. Chiarire l’approccio multipiattaforma è diventato ormai necessario, con l’obiettivo dichiarato che è quello di rendere la strategia più comprensibile e prevedibile.
Nel corso del 2025 sono già arrivati sei giochi Xbox su PS5 e, secondo le stime, un numero simile è previsto anche per il 2026. Finora, però, ogni titolo è stato gestito singolarmente: alcuni sono usciti in un secondo momento, come Indiana Jones e l’Antico Cerchio, Avowed e Forza Horizon 6, mentre altri hanno debuttato in contemporanea su Xbox, PC e PS5, come The Outer Worlds 2, Gears of War: Reloaded e Fable. Questa differenza ha generato confusione tra gli utenti, soprattutto su PlayStation.
Duncan ha spiegato che tali scelte dipendono principalmente dallo stato dei progetti e dalle condizioni di sviluppo. Dimensioni dei team, pianificazione iniziale e cambiamenti di strategia in corso d’opera influenzano direttamente i tempi di uscita. In alcuni casi è possibile adattare un progetto a un lancio multipiattaforma simultaneo, in altri no. Per questo motivo, anche nel 2026 continuerà a esserci una certa flessibilità, con titoli che arriveranno subito su PS5 e altri che lo faranno più tardi.
Il responsabile degli studi Xbox ha comunque riconosciuto che il feedback degli utenti è corretto: la mancanza di coerenza esiste e va affrontata. Microsoft sta quindi lavorando con i vari team per rendere più uniforme l’approccio, pur senza sacrificare la qualità. L’intenzione, quando possibile, è di trattare PS5 come il PC, puntando a lanci al day one anche sulla console Sony.
Nel corso di un’intervista con GamesRadar, Duncan ha condiviso le seguenti dichiarazioni in merito al ritardo di Forza Horizon 6 su PS5:
“Posso dire che ci sono sempre fattori legati allo sviluppo: quando un progetto prende il via, quanto è grande il team, quali sono i piani iniziali. Come dicevi, quando una strategia cambia, magari esiste già un piano per un gioco e a volte lo si può adattare, altre volte no. Ed è per questo che succede. Inoltre ho intenzione di essere chiaro: questo feedback è assolutamente legittimo. A volte siamo incoerenti. Alcuni giochi escono su una sola piattaforma, altri su più piattaforme. Sappiamo che dobbiamo lavorarci e cercheremo di essere più costanti in quello che facciamo. Per chi sviluppa i giochi, ad esempio per il team di Fable, l’obiettivo è semplicemente far sì che quante più persone possibile che amano Fable possano apprezzare il loro lavoro.
Questo è anche il nostro scopo. “Prima hai usato la parola “porting”, e senza voler correggere il termine nello specifico, ovunque arrivino i nostri giochi vogliamo che siano al massimo della qualità possibile per quella piattaforma. Vogliamo sfruttarne le caratteristiche e le peculiarità. Tutto ciò può portarci a mantenere una certa flessibilità. Nel senso che, se siamo in grado di pubblicare un gioco su una piattaforma ma non di farlo rendere davvero bene, allora probabilmente non lo faremo. Ci tengo inoltre a precisare che vogliamo semplicemente fare il miglior lavoro possibile, per ogni piattaforma e per ogni gioco. In questo contesto, a volte manterremo una certa flessibilità: alcuni giochi potrebbero uscire prima su PC, altri prima su console. Grounded 2 è un ottimo esempio: lo abbiamo lanciato inizialmente in Game Preview, su Steam e su PC. Quindi sì, non sarà sempre tutto uguale”.
Alla base di tutto resta però un principio chiave: pubblicare i giochi solo quando sono in grado di offrire la migliore esperienza possibile su ogni piattaforma. Se un titolo non può sfruttare appieno le caratteristiche di un sistema o non raggiunge gli standard qualitativi desiderati, l’uscita potrebbe essere rimandata. Le risorse non sono illimitate e ogni team ha vincoli precisi. Per Microsoft, la priorità resta quindi portare i propri giochi al maggior numero di giocatori possibile, ma solo “facendoli nel modo giusto”.
