XBOX

Xbox Game Pass: alcuni dati positivi sull’engagement da Microsoft

Sarah Bond di Microsoft rivela alcuni dati positivi sul tempo passato sui videogiochi da parte degli abbonati al servizio!

Il catalogo Xbox Game Pass di Microsoft sta decisamente crescendo nel corso degli ultimi mesi, ospitando di recente numerosi videogiochi targati Bethesda grazie all’acquisizione aziendale costata ben 7 miliardi e mezzo di dollari.

Quello che ancora si continua a considerare a ragione o a torto “il Netflix dei videogiochi” sembrerebbe avere un futuro particolarmente roseo davanti a sé, offrendo al videogiocatore una grande quantità di titoli e di scelta a un prezzo decisamente ragionevole.

Ebbene, stando a quanto riportato da un articolo di Forbes, il servizio starebbe registrando numeri di engagement davvero notevoli che faranno sicuramente piacere a diversi team di sviluppo.

xbox game pass

Secondo questi dati rivelati da Sarah Bond di Microsoft, gli abbonati al servizio di Microsoft hanno cominciato a spendere il 20% di tempo in più sui videogiochi, incrementando così il proprio engagement.

Inoltre, gli stessi abbonati giocano al 30% in più di titoli, al 40% in più di generi videoludici e infine spendono il 20% di tempo in più sui videogiochi in generale.

Bond ha spiegato che c’è molta differenza tra il mondo delle sottoscrizioni video e soprattutto musicali rispetto a Xbox Game Pass, in quanto quest’ultima non influenzerebbe negativamente le entrate da parte della vendita dei prodotti presenti sul Microsoft Store, ma in alcuni casi le incrementerebbe addirittura.

Questi dati potrebbero anche aumentare significativamente in futuro, soprattutto considerando che deve ancora arrivare la possibilità di giocare al catalogo in cloud su PC, iOS e sulle stesse console Xbox.

Il membro del team di Microsoft ha infatti spiegato che dei 3 miliardi di giocatori al mondo, soltanto 200 milioni comprano una console, perciò rimane ancora tanta fetta di mercato da raggiungere.

Che ne pensate? Riuscirà veramente questo servizio a rendere giustizia al lavoro degli sviluppatori e al settore, mentre da altre parti (come in musica) i servizi online hanno invece corroso l’attività sia dei vecchi artisti come dei nuovi artisti indipendenti? Fateci sapere la vostra opinione.