Microsoft ha annunciato nei giorni scorsi un nuovo aumento dei prezzi di Xbox Game Pass, la piattaforma di abbonamento che offre accesso a centinaia di giochi su console, PC e cloud. Un cambiamento che arriva in un momento delicato e che ha riacceso le critiche legate all’acquisizione di Activision Blizzard, completata nell’ottobre 2023 per 69 miliardi di dollari.
A commentare la situazione è stata Lina Khan, ex presidente della Federal Trade Commission (FTC) statunitense, che in passato aveva tentato di bloccare l’accordo temendo proprio conseguenze di questo tipo. Secondo Khan, gli aumenti di prezzo e i licenziamenti avvenuti in Xbox negli ultimi mesi rappresentano la diretta conseguenza di una concentrazione eccessiva del mercato:
“L’acquisizione di Activision da parte di Microsoft è stata seguita da forti aumenti di prezzo e licenziamenti, con effetti negativi sia per i giocatori che per gli sviluppatori. Come abbiamo visto in diversi settori, la crescente concentrazione del mercato e l’aumento dei prezzi spesso vanno di pari passo. Quando le aziende diventano troppo grandi per preoccuparsi, finiscono per peggiorare le condizioni per i clienti”, ha scritto su X.
La FTC, all’epoca guidata da Khan, aveva infatti avviato un’azione legale per fermare l’acquisizione, sostenendo che avrebbe danneggiato la concorrenza nei settori del cloud gaming e degli abbonamenti digitali. Tuttavia, dopo che un tribunale federale ha respinto la richiesta di sospensione, Microsoft ha potuto finalizzare l’operazione. L’agenzia ha poi ritirato la propria opposizione nel maggio 2025, chiudendo definitivamente il caso.
Gli ultimi rincari del Game Pass sembrano però dare peso alle preoccupazioni iniziali. Secondo Bloomberg, una delle cause principali dell’aumento sarebbe la perdita stimata di circa 300 milioni di dollari derivante dall’inclusione di Call of Duty: Black Ops 6 nel servizio al lancio. Una mossa che, pur vantaggiosa per gli abbonati, riduce significativamente le vendite dirette del titolo.
Per ora, Microsoft non ha risposto alle critiche di Khan, ma il tema resta caldo: con l’industria dei videogiochi sempre più concentrata nelle mani di pochi colossi, cresce il timore che l’espansione dei servizi in abbonamento finisca per tradursi, a lungo termine, in prezzi più alti e meno libertà per i consumatori.
Microsoft’s acquisition of Activision has been followed by significant price hikes and layoffs, harming both gamers and developers.
As we’ve seen across sectors, increasing market consolidation and increasing prices often go hand-in-hand.
As dominant firms become… https://t.co/FoI50tlEsL
— Lina Khan (@linamkhan) October 3, 2025
