Immaginate di essere il protagonista di una fiaba a fumetti illustrata da David Petersen, con i suoi pelosissimi personaggi tanto teneri quanto umani nelle loro caratterizzazioni. Per la precisione, immaginate di essere un docile topolino in un bosco in pieno inverno, la cui dimora, un tempo accogliente e confortevole all’interno di un albero, è ora poco più di un rudere decadente e malandato. “Accogliente” o, per usare un termine ormai ricorrente nel linguaggio videoludico, cozy è anche l’aggettivo più appropriato per descrivere questo delizioso survival game sviluppato da Pine Creek Games.
Winter Burrow, a differenza di molti altri survival game, parte da una premessa narrativa dolce e toccante. Anziché essere ambientato in un mondo in guerra o post-apocalittico, il gioco si svolge in una cornice più familiare e quotidiana, dove, nonostante crostate di mirtilli e maglioni fatti a mano siano all’ordine del giorno, i pericoli non mancano mai. Preparate quindi le vostre scorte invernali, accendete il camino e calatevi nei panni di un minuscolo roditore: ecco la nostra recensione di Winter Burrow!
Il topolino di campagna

Un po’ come accadeva nel celebre film di Renato Pozzetto Il ragazzo di campagna (1984), passare dalla quiete rurale al caos cittadino non è affatto semplice. Qualcosa di simile, se non di più drammatico, capita alla sfortunata famiglia del piccolo protagonista. Dopo aver abbandonato il proprio nido sicuro, i roditori decidono di trasferirsi in città, ma il destino ha in serbo per loro un epilogo ben più amaro. Una serie di eventi porterà il nostro topolino a tornare al bosco natio, solo per scoprire che la sua vecchia casa è ormai ridotta a un relitto abbandonato.
Qui inizia la storia di Winter Burrow: una casa da ricostruire e un bosco da riscoprire, tra risorse e insidie rese ancor più temibili dalle rigide temperature invernali. Armati di ascia e altri utensili, dovrete raccogliere materiali per rendere nuovamente accogliente la vostra dimora, incontrando nel frattempo simpatici e bizzarri abitanti del bosco che vi accompagneranno nelle vostre avventure.
Accogliente ma non troppo

A prima vista, Winter Burrow non sembrerebbe nascondere grandi difficoltà. Eppure il titolo di Pine Creek Games mette subito alla prova il giocatore, facendogli perdere sin da subito il senso di orientamento e di sicurezza. Il gioco, infatti, non dispone di una mappa, e sarete quindi voi a dovervi orientare tra le distese innevate del bosco, con il rischio costante di smarrirvi. Certo, le orme lasciate sulla neve fungeranno da traccia per ritrovare la strada, ma le possibilità di perdervi e quindi di rimanere assiderati sono comunque numerose.
Le statistiche sempre visibili a schermo indicheranno lo stato del vostro piccolo protagonista, mostrando i livelli di fame, salute e resistenza al freddo. Attraverso i classici sistemi di crafting tipici del genere survival, potrete creare utensili e provviste per affrontare l’inverno, ampliando gradualmente il vostro raggio d’azione al di fuori della casa. Il ciclo giorno/notte aggiunge un ulteriore livello di tensione, costringendovi a pianificare con attenzione ogni uscita: di notte, nemmeno la pelliccia più spessa potrà salvarvi dal gelo.
Il gameplay loop è semplice ma interessante, e rappresenta il cuore dell’esperienza di gioco. Tuttavia, proprio in questa semplicità risiede il principale limite del titolo. Orientarsi nel bosco innevato può diventare spesso frustrante: la totale assenza di punti di riferimento visivi rende le fasi di backtracking tediose, e non di rado vi ritroverete a perdere la strada di casa, rischiando di perdere anche tutto il carico di materiali raccolti.
Una barriera di gameplay che stona con la natura cozy e quasi fiabesca del titolo, finendo per risultare più ostica delle stesse creature nemiche che popolano il bosco. Queste ultime, infatti, si rivelano meno fastidiose del semplice rischio di smarrirsi e soccombere al freddo pungente dell’inverno.
L’arte silvanica

Come accennato in apertura, Winter Burrow trae ispirazione dallo stile autoriale del fumettista David Petersen, celebre per la serie Mouse Guard. Petersen mescola elementi fiabeschi tipici dei fratelli Grimm con atmosfere da graphic novel d’avventura, ponendo al centro creature di piccola stazza ma dal grande coraggio. I roditori protagonisti delle sue opere ricordano molto l’eroe di Winter Burrow, che si ispira chiaramente al fumettista statunitense tanto nella narrativa quanto nello stile visivo.
Il risultato è un piccolo gioiello stilistico, impreziosito da una graziosa grafica 2D che dà il meglio di sé anche su console portatili. I colori e le illustrazioni sembrano usciti direttamente da un libro per ragazzi, mentre la colonna sonora e gli effetti ambientali trasmettono calore e cura. Pine Creek Games ha evidentemente messo il cuore nella realizzazione del proprio progetto, confezionando un mondo vivo e poetico.
Peccato per alcune sbavature nella quality of life: spesso l’interazione con determinati oggetti risulta difficoltosa a causa della loro posizione all’interno della casa, costringendovi a riorganizzare più volte l’arredamento. Anche l’inventario del topolino, piuttosto limitato e macchinoso soprattutto nelle prime ore di gioco, può risultare scomodo una scelta probabilmente voluta per aumentare la sfida, ma che rischia di rendere l’esperienza meno fluida.
La recensione in breve
Winter Burrow è un riuscito connubio tra cozy game e survival, in cui vestirete i panni di un tenero ma determinato topolino alle prese con le difficoltà della vita nei boschi durante l’inverno. Forte di uno stile artistico magnifico, che richiama le opere di David Petersen, il titolo di Pine Creek Games riesce a unire poesia e sopravvivenza in un’esperienza intima e suggestiva. Tuttavia, alcune limitazioni come l’assenza di una mappa, un inventario ridotto e un orientamento spesso caotico rischiano di rendere l’avventura più frustrante che rilassante. Winter Burrow resta comunque un indie grazioso e sincero, capace di tenervi impegnati per una decina d’ore, ma forse non quanto basta per scaldarvi davvero il cuore in una lunga notte d’inverno.
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Voto Game-eXperience
