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Wasteland 3 | Recensione

Molto spesso l’intrattenimento di genere post-apocalittico è relegato nella fantasia agli ambienti sterminati e desertici di Fallout o di Mad Max. Effettivamente è da lì che viene la serie di Wasteland, prendendo quell’antico luogo comune già affrontato nel 1988 col primo capitolo della serie e poi nel 2014, grazie ad una campagna Kickstarter che ha dato vita a Wasteland 2. In questo terzo episodio affronteremo invece gli sterminati panorami del Colorado. Troppo caldo, dite? Perché nel futuro del mondo di Wasteland, questo torrido stato si è trasformato in una landa più ghiacciata e delirante di quella Frostpunkiana. Se siete rimasti almeno un po’ incuriositi dall’introduzione, potrete scoprire tutti i dettagli del nuovissimo Wasteland 3 nella nostra recensione!

Recensione di Wasteland 3

L’inverno nucleare, tra nevi e laghi ghiacciati

Wasteland 3 si propone come seguito del 2, ma distaccato di quel tanto che basta dalla saga per renderlo godibile anche ai nuovi giocatori. La storia ci riporta a seguire le vicende dei ranger, spostatisi dalla calda Arizona al gelido, post-apocalittico Colorado ghiacciato per rispondere alla chiamata d’aiuto del Patriarca, che promette loro rifornimenti per l’Arizona in cambio della cattura dei suoi figli. L’uomo difatti si è auto-proclamato sovrano di tutto il Colorado, ma la sua prole è sfuggita al suo controllo e si è persa tra le gelide lande in vari sottogruppi, ovviamente tutti intenti a tramare per deporre in qualche modo il padre e ammazzarci nel mentre. Il nostro compito principale durante il gioco sarà, quindi, di riportare questi casi umani uno più bizzarro dell’altro al padre. Questo però è solo l’incipit: il “come” proseguiranno le vicende lo decideremo noi in base ad una lunga serie di possibilità e scelte determinate dai nostri personaggi e anche (perché no) dai nostri gusti, durante tutto il corso dell’avventura.

Recensione di Wasteland 3

Guerra, ma non solo

Wasteland 3 ci mette davanti ad un gameplay immersivo che si divide tra combattimento strategico e dialoghi con una miriade di opzioni che ci rendono padroni del nostro destino: potremo segnare la sorte di intere città o quella di un gruppo, ma in ogni caso ci verrà affidata quasi sempre la capacità di cambiare la direzione del destino di tutti – con tutte le conseguenze del caso. Accompagnando il Team November nella sua missione, sarà possibile imbattersi ben più di una volta in scelte che sfumano il confine tra bene e male: vogliamo essere dei paladini dell’ordine od uno sgangherato gruppo di infami? Sarà meglio pensarci bene e con anticipo, perché sarà difficile far pendere l’ago della bilancia completamente da una parte o dall’altra. Quando poi tutte le conseguenze alle nostre azioni diventano estremamente chiare – dopo decine di ore di gioco magari, quando ci si trova di fronte ad una scelta poco saggiamente fatta ad inizio titolo – Wasteland 3 rivela una narrativa che sta incredibilmente al passo col giocatore e che si sviluppa interamente attorno a noi.

A inizio gioco ci verrà chiesto di creare una coppia di Ranger oppure di selezionarne una già preimpostata tra le molte possibilità, personaggi che diventeranno le nostre prime controparti per tutta l’avventura. Durante la creazione è possibile sbizzarrirsi con ogni tipo di scelta estetica, di classi e abilità, data la natura da RPG che permea tutto il titolo. Durante il corso dell’avventura ovviamente non saremo sempre e solo in due a fronteggiare i vari pericoli; una volta superata l’introduzione e le missioni iniziali avremo l’aiuto di altri compagni, fino a sei in totale, che potranno essere Ranger veri e propri (al massimo altri due oltre ai nostri di partenza) più altri due personaggi che è meglio definire “companion”, reclute o cittadini che mossi dalla vostra causa o da altri obbiettivi chiederanno di potersi unire a voi. Subito dopo la fine del tutorial otterrete anche la vostra base, una mappa attraverso cui potrete accedere ai potenziali compagni, al garage, a dei mercanti e ad alcuni personaggi fondamentali per il proseguo delle missioni.

Wasteland 3 Recensione

Per ognuno dei vostri personaggi avrete equipaggiamento di vario tipo: armi, armature, granate, consumabili e spazzatura di qualsiasi taglia ed efficacia (in combattimento o monetaria) che potrete acquisire cercando nelle casse sparse per i vari livelli o raccattando oggetti dai nemici morti. Ad ogni scontro ed ogni missione risolta, il team guadagnerà esperienza per incrementare le statistiche di ogni singolo, o da poter spendere per nuove skill (come lo scassinare serrature, il primo soccorso o la leadership) che daranno tantissimi vantaggi sia in combattimento che nei dialoghi, dove potremo sbloccare scelte alternative grazie al punteggio in una determinata abilità o caratteristica. Queste scelte saranno variabili, ma a volte ci permetteranno di vincere degli scontri vitali senza dover sparare un solo proiettile. Per quanto riguarda l’esplorazione, essa potrà essere effettuata a piedi oppure a bordo di un veicolo corazzato, il Kodiak, che il titolo cerca di rendere quasi un personaggio a sé stante. Il Kodiak può essere difatti usato nelle battaglie ed è potenziabile per i combattimenti e l’esplorazione, permettendo di sbloccare intere zone del mondo e di aprire nuovi percorsi da Colorado Springs, base del nostro quartier generale, fin’anche a Denver attraverso le zone radioattive. Schierare il Kodiak in campo è un vantaggio notevole nei confronti degli avversari ed in particolar modo contro quelli più corazzati, ma non sempre sarà possibile trascinarlo con noi dall’inizio alla fine di una missione in quanto saranno presenti degli ostacoli adatti a fermarlo. Saremo, insomma, costretti a parcheggiarlo con buona pace per i nostri personaggi.

Parlando degli scontri, i combattimenti si svolgono con meccaniche non dissimili dai classici strategici a turni, come XCOM od il più recente Gears Tactics. Prima di rivelarci ed ingaggiare uno scontro potremo muoverci sul campo ed eventualmente guadagnare un vantaggio strategico dietro alle coperture, ovviamente potendo eludere il cono di visibilità dei nemici, ma dovremo far attenzione anche al caso contrario: se dovessimo ricevere un attacco saranno i nemici a muoversi per primi, svolgendo il primo turno di ingaggio. Una volta superata questa fase inizierà il combattimento vero e proprio, dove avremo il terreno di gioco illuminato a scacchiera che ci mostrerà con un semplice movimento di mouse le nostre possibilità di movimento e attacco in base agli AP (punti azione) del personaggio: potremo muoverci e attaccare, effettuare un movimento più lungo ma senza attacco, sparare, ricaricare l’arma o usare un oggetto. Se ci rimarranno degli AP d’avanzo, potremo anche utilizzarli per aumentare la difesa in vista del turno successivo, salvarli per averne di più oppure caricare un overwatch. Importantissimo è ovviamente saper gestire questa risorsa e conoscere i propri personaggi e le loro abilità, in modo tale da massimizzare la loro efficacia. Ogni nemico entro la nostra portata avrà, vicino alla barra della vita posizionata sopra la testa, una percentuale che rappresenterà la possibilità di successo di un colpo, ovviamente influenzata dalla nostra scelta d’armi. Anche in Wasteland 3 troviamo, come accennato poco prima, coperture presenti in tutta la mappa che ci mostreranno a schermo la loro efficacia come ripari. A differenza di altri giochi, dovremo però tenere bene a mente che ogni personaggio può curare solo sé stesso e solo possedendo l’oggetto corretto; che nel caso di morte ogni personaggio avrà dei turni limitati nel quale essere rianimato e che, al di là della modalità facile, tutte le altre difficoltà presenteranno il fattore del fuoco amico. Particolarmente pericolose ma divertenti sono le abilità speciali che si caricheranno in base ai colpi messi a segno e che richiederanno molta attenzione nell’essere usate, in quanto alcune comporteranno un’effettiva esplosione – non solo per i nemici, ma anche per la vostra squadra.

Wasteland 3 come ulteriore opzione presenta per la prima volta anche una modalità cooperativa tra due utenti. Questa possibilità non stravolge le meccaniche del gioco ed è possibile sfruttarla con amici e sconosciuti per affrontare il mondo di Wasteland 3, sia per vivere un’esperienza narrativa insieme, sia per modificare il mondo di gioco dell’host in maniera imprevedibile.

Old school, non privo di difetti, ma affascinante

Wasteland 3 ha tutta una serie di pregi e difetti. Dispone di uno stile grafico e di un comparto visivo ottimo, specie nella costruzione delle mappe e durante i dialoghi (meglio se definiti close-up, ovvero viso a viso) dove potremo notare i personaggi muoversi su schermo, magari annoiati o galvanizzati dalle nostre risposte. Le animazioni sono ottime ed il gioco in generale fila liscio come l’olio su un PC in linea con i requisiti minimi. Il titolo ci propone addirittura una dimensione quasi da “open world”, con sezioni sandbox a dividere le diverse città in cui potremo muoverci liberamente. C’è però qualche piccolo bug di troppo: si sono presentati alcuni freeze che ci hanno costretto a ricaricare salvataggi precedenti ed alcuni tempi di caricamento si sono presentati come lunghi e snervanti, specialmente nello spostamento tra le location del gioco.

Il comparto sonoro in Wasteland 3 è decisamente all’altezza di quello grafico: oltre a musiche di sottofondo evocative ed effetti sonori convincenti, in giro per le lande e le città troveremo decine di personaggi, tutti quanti doppiati in lingue originale, con cui scambiare quattro chiacchiere per scoprire di più su di loro (o da cui ottenere incarichi e side quest). I dialoghi e la narrazione, con i suoi momenti divertenti e ben interpretati, rimangono sempre di altissima qualità, così come la longevità del gioco che si aggira tra le 80 e le 100 ore a seconda di quante side quest vogliate portarvi a casa.

Unica pecca vera e propria del gioco è la mancanza di una localizzazione (anche solo sottotitolata) nostrana, e l’utilizzo di una terminologia in inglese “americanizzato” molto specifica e molto complessa, che non si propone per essere subito comprensibile anche da chi mastica un po’ la lingua. Se non siete a vostro agio con l’inglese farete fatica, almeno all’inizio, a seguire sia i dialoghi con gli NPC che quelli delle stazioni radio in contemporanea.

Versione testata: PC

Versioni disponibili: PC, Xbox One, PlayStation 4

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