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Videogiochi: Maiali che giocano? Una ricerca dimostra che ne sono in grado

Curiosi risultati per l'esperimento della Pennsylvania State University

I videogiochi, nostra grande passione, sono probabilmente tra le abitudini umane che sarebbe più arduo “spiegare” a un animale. Cosi come la televisione, o un qualsiasi gioco di carte (per fare alcuni esempi). Si tratta di abitudini talmente complesse e talmente avulse dai più basilari istinti animaleschi che viene difficile figurarsi come potrebbe comprenderli, per esempio, un maiale. Questa, almeno, è sempre stata la mia convinzione. Ebbene, mi sbagliavo.

Due micro maiali di razza Panepinto e due maiali di razza Yorkshire (Sus scrofa) hanno infatti imparato, nell’ambito di una peculiare ricerca, ad utilizzare un videogioco mediante un joystick. I soggetti sono stati addestrati all’uso di un joystick che controlla i movimenti di un cursore su un monitor. Il gioco richiede ai maiali di portare il cursore a contatto con alcuni obbiettivi aderenti alle pareti virtuali del gioco, sempre posizionati in posizioni randomiche, e un premio era fornito quando riuscivano nell’impresa. L’esperimento ha dimostrato come gli animali siano stati in grado di comprendere i concetti del loro obbiettivo a video, facendo poi sfoggio delle loro capacità motorie in relazione al problema. Le limitazioni imposte dal joystick inoltre aprono il futuro all’eventualità di futuri progetti analoghi con l’uso di touchscreen.

L’esperimento è stato condotto presso la Pennsylvania State University e tutti i risultati sono pubblicamente reperibili presso la pubblicazione Frontiers of Psychology. Come si sottolinea nei risultati della ricerca, alcuni maiali sono risultati più rapidi nell’apprendimento del gioco. Il maiale più performante, chiamato Ivory, ha centrato il bersaglio nel 76% dei tentativi compiuti. Il meno abile, Ebony, si è fermato a quota 34%. Ad ogni modo il risultato evidenzia come questi animali siano stati in grado di mettere in correlazione gli input impressi con il joystick con gli spostamenti del cursore sullo schermo. In passato un simile test, con risultati ancora migliori, fu condotto su alcune scimmie e scimpanzé, avvantaggiate indubbiamente oltre che da un intelletto superiore anche dalla versatilità dei pollici opponibili, gentile dono dell’evoluzione tanto caro a ogni gamer.