RECENSIONI

Valkyria Chronicles 4 (Stadia) | Recensione

Nonostante la sua uscita sia avvenuta oltre un anno fa ed il mio interesse per la piattaforma in streaming di Google mi abbia portato ad acquistarla al lancio, è la prima volta che mi trovo a recensire un gioco per Stadia, tra l’altro appartenente ad uno dei miei generi preferiti. È stata infatti resa recentemente disponibile la versione Stadia di Valkyria Chronicles 4 nella sua Complete Edition comprendente tutti i DLC: lo strategico a turni di SEGA che ha sempre avuto il plauso della critica e della sua nicchia di affezionati (ad eccezione del deludente spin-off) ha incontrato nel corso degli anni più di qualche problema nel uscire a farsi conoscere dal grande pubblico, con un terzo capitolo rimasto addirittura inedito al di fuori del Giappone. Certo, vedere il quarto episodio pubblicato anche su Google Stadia di certo non contribuirà ad incrementarne significativamente le vendite, ma è gratificante vedere come SEGA stia comunque cercando di portare su più piattaforme possibile la sua saga per permettere a chiunque di poterne usufruire. Ma in soldoni com’è questo quarto capitolo e come si comporta su Stadia?

Valkyria Chronicles 4 cutscene

Era il 19ambarabà5: dovevamo dire ambarabà perché l’impero ci aveva derubato della parola Trenta

Cerchiamo di dare un contesto a Valkyria Chronicles per coloro che non si sono mai avvicinati alla serie, nemmeno con la remastered di quattro anni fa: le vicende si ambientano nell’anno 1935, in un’Europa alternativa a quella che conosciamo attraverso i libri di storia che vede contrapporsi due fazioni avverse combattere una guerra per il possesso della ragnite, un minerale sul quale si basano le tecnologie del mondo di Valkyria Chronicles. Da una parte abbiamo la Federazione Imperiale Esteuropea governata da un sovrano, mentre dall’altra una federazione di stati alleati indipendenti definita Federazione Atlantica: la guerra fra queste due superpotenze ha coinvolto la pacifica nazione della Gallia, rimasta sinora neutrale ma bramata dall’Impero per i suoi vasti giacimenti di ragnite. Se nel primo episodio i protagonisti della vicenda sono composti dai miliziani della Squadra 7 che combattono per la Gallia, in Valkyria Chronicles 4 la trama si svolge nello stesso arco temporale, ma coinvolge l’Unità E dell’esercito della Federazione Atlantica, impegnata in una campagna militare denominata Operazione Croce del Nord che ha come obiettivo l’invasione della capitale imperiale per mettere fine ad una guerra che nell’ultimo periodo aveva visto in vantaggio gli eserciti Esteuropei. Trattando una storia diversa con differenti personaggi, Valkyria Chronicles 4 è assolutamente godibile da qualsiasi giocatore, anche da chi non ha mai toccato neanche un episodio della saga e nel corso della sua campagna il gioco ci permetterà di conoscere ed approfondire carattere e backstory di ciascuno dei personaggi assoldati nei nostri ranghi. La trama scorre piacevolmente, fra momenti drammatici nei quali i protagonisti vivranno momenti toccanti e veri e propri slices of life della vita da soldati dove non mancheranno i momenti comici ed i botta e risposta sagaci fra i commilitoni, con qualche digressione che ho poco apprezzato nel proporre una visione tutta giapponese della caratterizzazione dei personaggi sulla base dei soliti stereotipi che tocca il suo punto più basso con la missione extra (inclusa gratuitamente nella Complete Edition) della spiaggia dove non potremo che chiederci il senso di far indossare a dei soldati sul campo di battaglia dei costumi da bagno se non per il semplice ed assolutamente inopportuno fanservice.

Valkyria Chronicles 4 battlefield

Squadra che vince non si cambia…

Dopo le recensioni non molto lusinghiere per Valkyria Revolution, il team di sviluppo ha capito che la cosa migliore da fare fosse quello di riproporre un gioco molto più simile al primo episodio, forse troppo simile. Dal punto di vista del gameplay infatti Valkyria Chronicles 4 non si distacca poi di molto dal primo capitolo della saga, proponendo pochissime novità rispetto al passato limitate principalmente alla nuova classe introdotta (il granatiere), ad un maggior bilanciamento del gioco ed ad alcune novità relative al carro armato. Sul campo di battaglia ci viene nuovamente proposto il sistema BLiTZ, sistema che cerca di miscelare la possibilità di gestire in maniera calma e ponderata la propria squadra come avviene negli strategici a turni con il dinamismo tipico degli scooter in terza persona. Anziché proporre mappe suddivise a griglia e muovere le unità su di essa in maniera rigida, ogni personaggio potrà scorrazzare liberamente sul campo di battaglia fino all’esaurimento della sua barra del movimento, limitando gli attacchi ad uno solo per turno. Anziché assegnare un unico turno a ciascun personaggio, composto da attacco e movimento, Valkyria Chronicles mette a disposizione del giocatore un numero variabile di punti comando spendibili a piacimento su ognuna delle unità: sebbene utilizzare più volte in una stessa fase lo stesso soldato comporti dei Malus, è comunque possibile spendere su di esso ogni punto comando, oppure conservarli nelle fasi successive. Al di fuori del campo di combattimento il gioco diventa un gestionale, dove le risorse guadagnate in battaglia, che siano essi punti esperienza necessari per aumentare il livello delle unità o le ricchezze necessarie per la costruzione di nuove armi da parte del reparto di ricerca e sviluppo. Altra fase di gioco dove la componente strategica sarà particolarmente importante è il dispiego delle truppe dopo il briefing di battaglia che richiede attenzione non solo a quali unità schierare sulla base di classe di appartenenza e di abilità passive, uniche per ogni personaggio, ma anche ai rapporti fra i commilitoni che potrebbero darsi una mano nel caso in cui l’affinità fra i due personaggi fosse ad un buon livello. Valkyria Chronicles 4 non è un gioco facile: il livello di difficoltà si attesta sugli standard piuttosto elevati proposti dalla serie, anche a causa della meccanica di permadeath che colpisce i personaggi sconfitti sul campo, ma la presenza di una modalità facile potrebbe comunque giovare i giocatori più inesperti che devono prendere dimestichezza con le meccaniche del BLiTZ.

Valkyria Chronicles 4 map

… nemmeno in cloud

 A livello tecnico la versione per Stadia non fa assolutamente una piega: non che il gioco originale sia mai stato esoso in termini di risorse, ma non vi è alcuna differenza evidente fra il gioco sul servizio di streaming di Google e la versione console e PC del gioco, lasciando quindi al giocatore la possibilità di scegliere dove usufruirne senza dover rinunciare a nulla. La versione Stadia, oltre a poter essere giocata su computer con mouse e tastiera come per la versione PC, non ha presentato particolari problemi di fluidità nelle sessioni di gameplay (anche se la natura poco frenetica del gioco non li avrebbe messi in particolare evidenza) e dal punto di vista complessivo non si nota alcuna differenza con la versione console (ma neanche nessun miglioramento che la maggior disponibilità di risorse dei client Stadia avrebbe potuto attuare). L’unica grossa differenza risiede forse nel prezzo: l’uscita della versione per PlayStation 4 e Xbox One, risalente a due anni fa, ha fatto sì che questo gioco sia ora disponibile a prezzi più bassi di quella Stadia, ma la presenza di ben 6 DLC di missioni secondarie (sì, anche quello della spiaggia) che su console sono venduti ad un prezzo che si aggira fra i 5 ed i 7 euro l’uno e che qui invece sono inclusi gratuitamente in quanto Complete Edition va a mitigare la discrepanza di prezzo fra questa versione per Stadia e quella della controparte per console.

Versione testata: Google Stadia

Versioni disponibili: PlayStation 4, Xbox One, Nintendo Switch, PC Google Stadia