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GOOGLE STADIA

Un’operazione fai da te per impedire a Stadia di “ascoltare” e proteggere la privacy

Il nuovo servizio Stadia di Google sfrutta l’ecosistema Chrome per offrire giochi attraverso lo streaming su dispositivi mobili, browser web e TV. Sebbene non strettamente richiesto, l’azienda offre anche un controller Stadia dedicato che si connette direttamente ai server di streaming tramite la propria connessione WiFi per ridurre la latenza complessiva del sistema. Ovviamente, essendo un prodotto Google, il controller ha un minuscolo microfono che è sempre in ascolto per poi utilizzare i dati raccolti per filtrare al meglio le pubblicità che più potrebbero interessare all’utente, un po’ come avviene su un qualsiasi smartphone Android (ma anche iOS).

A Heikki Juva, l’ eroe del giorno, non piacevano le implicazioni sulla privacy, ma sfortunatamente non sembra esserci alcun modo per disattivare questa “funzionalità” nel software senza ricorrere ad estremi rimedi. Ha dunque deciso che la soluzione più conveniente sarebbe stata semplicemente rimuovere il microfono dal controller, ma si è scoperto che c’era un problema. Analizzando i precedenti smontaggi su diversi video caricati su YouTube, ha scoperto che è quasi impossibile smontare il controller senza danneggiarlo.

Quindi Heikki ha avuto un’idea audace per mettere fine a tutto ciò sul controller Stadia. Conoscendo approssimativamente la posizione del microfono, avrebbe semplicemente perforato la custodia del controller per esporre e infine rimuovere il dispositivo. L’operazione è stata complicata dal fatto che, dal video di smontaggio che ha visto, sapeva che avrebbe dovuto perforare anche il PCB (circuito stampato) per arrivare al microfono montato sul lato opposto.

Ora, non credo dobbiamo spiegare perché perforare un gadget alimentato da una batteria interna agli ioni di litio sia pericoloso e non garantiamo necessariamente la riuscita dell’operazione Heikki (la chiameremo così da oggi in poi) per arginare il “problema“. Ma quando ci viene presentata un’unità sigillata come questa, ammettiamo che non esistono molte buone opzioni. Il fatto che l’utente debba fare di tutto per disabilitare il microfono in un controller di gioco è un perfetto esempio del motivo per cui dovremmo cercare di evitare questi dispositivi progettati in questo modo.

Alla fine Heikki è riuscito a creare un foro di 7 mm nella parte posteriore del controller Stadia che gli ha permesso di estrarre il microfono tutto d’un pezzo. La rimozione del microfono sembra non aver avuto effetti negativi sul dispositivo poiché, sorprendentemente, si scopre che un controller di gioco non ha effettivamente bisogno di ascoltare il giocatore durante la sua sessione di gioco. Chi l’avrebbe mai detto eh?

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