Secondo Bruce Nesmith, storico sviluppatore Bethesda che ha lasciato lo studio nel 2021, un remake di The Elder Scrolls III: Morrowind oggi difficilmente funzionerebbe. In un’intervista ha spiegato che il problema non è solo tecnico, ma anche culturale e progettuale. Il gioco è troppo vecchio e il tempo ne ha messo in luce limiti che la nostalgia tende a nascondere. A differenza di Oblivion, Morrowind rischierebbe di non superare la prova del presente. Per questo, l’idea di un ritorno diretto appare poco realistica.
Il primo grande ostacolo riguarda il codice sorgente originale. Secondo Nesmith, Bethesda potrebbe non averlo più o non essere in grado di compilarlo con gli strumenti moderni. Nel caso di Oblivion, invece, il codice era ancora disponibile e integrabile in una versione aggiornata del motore, rendendo possibile un remaster. Morrowind, uscito oltre vent’anni fa, appartiene a un’epoca tecnologica molto più distante, e questo complica enormemente qualsiasi tentativo di recupero diretto.
C’è poi una questione di esperienza di gioco. Nesmith invita a rigiocare Morrowind oggi per rendersi conto di quanto alcune scelte di design risultino datate. Interfaccia, ritmo, sistemi e qualità della vita potrebbero apparire scomodi o persino “imbarazzanti” a un pubblico abituato agli standard attuali. Anche Oblivion ha mostrato segni dell’età nel suo recente ritorno, ma è stato perdonato grazie alla nostalgia; andando ancora più indietro nel tempo, questo effetto sarebbe molto più marcato.
L’unica alternativa concreta sarebbe un remake totale, ricostruendo Morrowind da zero con il motore di Skyrim. Tuttavia, Nesmith sottolinea che un’operazione del genere richiederebbe un intero ciclo di sviluppo di circa quattro anni, equivalenti a quelli di un nuovo gioco. A quel punto, la domanda diventa inevitabile: perché investire tante risorse per rifare qualcosa che potrebbe non funzionare, invece di creare un’esperienza nuova?
Per l’ex sviluppatore, la soluzione migliore sarebbe tornare nelle terre di Morrowind con una storia inedita, mantenendo elementi iconici dell’ambientazione ma evitando meccaniche e strutture che non hanno retto il passare del tempo. In questo modo, Bethesda potrebbe valorizzare uno dei suoi mondi più amati senza rimanere prigioniera del passato.
