Nintendo Switch 2 è stata accolta con numeri da record, ma non mancano le polemiche: il gruppo di attivisti Gaming Consumer Rights (GCR) ha infatti lanciato una campagna di boicottaggio contro la console, accusando Nintendo di sfruttare pratiche scorrette per incrementare le vendite. Secondo gli attivisti, la società avrebbe costruito un’illusione di scarsità per spingere i fan ad acquistare una macchina troppo costosa per il valore reale offerto, con giochi già visti riproposti a prezzo pieno. Un’accusa pesante, che mette in discussione il modello commerciale della casa di Kyoto proprio nel momento del suo maggiore successo.
Il sito web aperto da GCR mira a informare i consumatori sulle criticità legate a Switch 2, raccogliendo fonti su prezzo, specifiche e diritti di proprietà digitale. Gli attivisti sostengono che Nintendo abbia manipolato il mercato aumentando in modo artificiale i costi della console, dei giochi e perfino delle riparazioni future, minacciando inoltre il supporto fisico e imponendo restrizioni illegali sull’uso della macchina.
La campagna utilizza uno slogan che gioca sul nome della console: “It’s time we Switch 2 a new gaming platform” (“È ora di passare a una nuova piattaforma di gioco”). L’obiettivo è incoraggiare i giocatori a orientare i propri acquisti verso alternative più accessibili, anche di marchi minori, per promuovere un cambiamento nell’industria videoludica.
Il gruppo non si limiterà alla presenza online: sono già in programma proteste dal vivo in occasione del New York ComicCon e dei The Game Awards. GCR ha dichiarato che “il gaming dovrebbe essere accessibile e divertente per tutti, indipendentemente dal budget, dal Paese o dallo stile di vita”. Una posizione che punta a trasformare il malcontento in azione collettiva, mettendo Nintendo sotto i riflettori non solo per i successi commerciali, ma anche per le accuse di pratiche scorrette.
