Ubisoft torna a far parlare di sé per un nuovo round di tagli al personale, questa volta colpendo Massive Entertainment, lo studio svedese responsabile di Star Wars Outlaws, The Division e Avatar: Frontiers of Pandora. Secondo quanto dichiarato ufficialmente, la società sta avviando un “programma di transizione professionale volontaria”, che offre ai dipendenti la possibilità di lasciare l’azienda con un pacchetto di assistenza economica e supporto alla ricollocazione.
Tuttavia Insider Gaming segnala che, dietro la formula diplomatica, si tratta di licenziamenti mascherati, frutto di una più ampia strategia di ristrutturazione del gruppo francese. Il piano, in corso fino al 15 dicembre, riguarda gli sviluppatori cosiddetti “inter-project”, ovvero coloro che sono in attesa di un nuovo incarico dopo il completamento dei precedenti progetti. Ubisoft ha spiegato che la mossa serve a “riallineare i team e le risorse” per rafforzare la roadmap a lungo termine, concentrandosi sui franchise più redditizi come The Division e sulle tecnologie chiave Snowdrop e Ubisoft Connect.
Sul piano aziendale, i tagli arrivano dopo la creazione di Vantage Studios, una nuova controllata sostenuta dal colosso cinese Tencent, che ha investito oltre un miliardo di dollari per gestire i marchi principali dell’editore, tra cui Assassin’s Creed, Far Cry e Rainbow Six Siege. I progetti di Massive, come Star Wars Outlaws e The Division, non fanno parte di questa “good company”, e per questo risultano più esposti alle misure di contenimento dei costi.
Massive Entertainment ha comunque assicurato che i lavori sui suoi titoli principali proseguono senza interruzioni, citando in particolare The Division 2, The Division Resurgence e The Division 3, oltre agli aggiornamenti legati al motore grafico Snowdrop. Al momento non è chiaro quanti dipendenti siano coinvolti nella riduzione del personale, ma la mossa conferma un trend ormai diffuso nel settore: anche i grandi studi, nonostante i successi commerciali, stanno ridimensionando le proprie risorse per adattarsi a una fase di mercato più cauta e competitiva.
