Ubisoft prova a rilanciarsi dopo anni complessi annunciando una pipeline ambiziosa per i suoi franchise principali. Il CEO Yves Guillemot ha confermato che sono in sviluppo diversi nuovi capitoli di Assassin’s Creed, incluse esperienze multiplayer, oltre a due nuovi Far Cry definiti “molto promettenti”. Il tutto rientra in una profonda ristrutturazione aziendale che punta a rendere la compagnia più agile e focalizzata. Le dichiarazioni arrivano in un momento delicato, tra tagli ai costi, riorganizzazioni interne e scetticismo da parte di fan e dipendenti.
Al centro della nuova strategia c’è Ubisoft, che a gennaio ha annunciato una trasformazione strutturale suddividendo l’azienda in cinque “Creative Houses”. Tra queste figura Vantage Studios, già operativa e incaricata di guidare tre franchise chiave: Assassin’s Creed, Far Cry e Tom Clancy’s Rainbow Six.
Secondo Guillemot, sotto il brand Assassin’s Creed sono attualmente in sviluppo diversi titoli, sia single player sia multiplayer, con l’obiettivo di far crescere ulteriormente una community che lo scorso anno ha superato i 30 milioni di giocatori. La presenza di progetti multiplayer rappresenta un segnale importante, soprattutto per chi temeva un ridimensionamento di queste componenti dopo cancellazioni e revisioni di portafoglio, come quella del remake di Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo, incluso tra sei progetti interrotti durante la ristrutturazione.
Per quanto riguarda Far Cry, il CEO ha parlato di aspettative elevate e di due progetti “molto promettenti” attualmente in lavorazione, senza fornire dettagli su ambientazione o struttura. L’obiettivo dichiarato è rafforzare i franchise open world, raggiungere nuovi giocatori e offrire esperienze fresche che incentivino il ritorno costante nelle rispettive comunità.
Anche Rainbow Six viene descritto come un brand in forte salute. Il franchise ha recentemente superato i 2,5 milioni di giocatori quotidiani e continua a espandere la propria presenza negli esport. Il Six Invitational di Parigi ha registrato numeri rilevanti sia dal vivo sia online, mentre il lancio della lega cinese e la partecipazione alla prima Esports Nation Cup confermano l’espansione globale del marchio. Ubisoft ha inoltre presentato la roadmap dell’Anno 11 e confermato che Rainbow Six Mobile verrà lanciato worldwide il 23 febbraio 2026.
Come leggiamo su Variety, la ristrutturazione non riguarda solo l’organizzazione interna, ma anche la sostenibilità finanziaria: Ubisoft punta a 235 milioni di dollari di risparmi aggiuntivi, oltre ai precedenti tagli e chiusure di studi. Il nuovo modello assegna a ogni Creative House piena responsabilità sullo sviluppo dei brand e sui risultati economici (P&L), con maggiore autonomia creativa e responsabilità diretta sulle performance.
Sul fronte internazionale, la partnership con Tencent è vista come strategica per rafforzare la presenza in Cina, soprattutto per Rainbow Six, con l’ambizione di raggiungere numeri paragonabili o superiori ad altri mercati chiave. Tencent, secondo Guillemot, non interviene nella governance quotidiana ma fornisce competenze e accesso a un ecosistema rilevante.
Parallelamente, Ubisoft continua a investire in innovazione tecnologica, incluso l’esperimento AI “Teammates”, pensato per migliorare dinamiche di gameplay e supportare i team creativi senza sostituirli. L’obiettivo dichiarato è rendere i mondi di gioco più dinamici, reattivi e personalizzati.
Nel complesso, il messaggio che emerge è chiaro: Ubisoft intende rafforzare i propri franchise storici, bilanciando esperienze single player tradizionali con live service e multiplayer competitivi. Nei prossimi tre anni è prevista una pipeline definita di titoli di alta qualità, mentre la trasformazione aziendale mira a rendere la compagnia più focalizzata, efficiente e competitiva in un mercato sempre più selettivo.
