Durante l’assemblea con gli azionisti del 10 luglio 2025, il CEO di Ubisoft, Yves Guillemot, ha affrontato apertamente il tema delicato sollevato dalla campagna Stop Killing Games, un movimento in forte crescita che chiede la preservazione dei videogiochi online anche dopo la chiusura dei server. Con una frase chiave — “nulla è eterno” — Guillemot ha voluto sintetizzare la posizione dell’azienda, riconoscendo la portata del problema ma anche i limiti dell’attuale modello economico dell’industria videoludica.
Dexerto segnala che l’intervento è arrivato in risposta a una domanda diretta riguardante The Crew, gioco divenuto emblematico del problema: dopo la chiusura dei server nel 2024, il titolo è divenuto completamente inaccessibile. Guillemot ha confermato che questa non è una questione limitata a Ubisoft, ma un dilemma comune a tutti i publisher: “Tutti i publisher si sono confrontati con questa situazione. Forniamo un servizio, ma niente è scolpito nella pietra: a un certo punto potrebbe essere interrotto”.
Tuttavia, il CEO ha tenuto a sottolineare l’impegno dell’azienda nel mantenere l’accesso ai giochi il più a lungo possibile. Ubisoft — ha spiegato — lavora per garantire il supporto “ventiquattro ore su ventiquattro, sette giorni su sette”, finché è tecnicamente ed economicamente sostenibile. Inoltre, l’azienda avvisa i giocatori in anticipo quando un titolo sta per essere dismesso, cercando così di garantire una transizione quanto più trasparente e rispettosa possibile.
La petizione Stop Killing Games ha ormai raggiunto quota 1,3 milioni di firme e punta a ottenere patch che permettano di giocare anche senza server attivi. Non chiede un supporto perpetuo, ma soluzioni che salvaguardino la possibilità di accesso, ad esempio tramite modalità offline o patch locali.
Guillemot ha concluso definendo il tema “di ampia portata” e ha annunciato che Ubisoft è attivamente impegnata nel trovare soluzioni praticabili. Oltre a The Crew, altri giochi come XDefiant e HyperScape sono stati coinvolti in situazioni simili, terminando il proprio ciclo vitale con la disattivazione totale dell’esperienza.
Yves Guillemot ha affermato quanto segue:
“Tutti i publisher si sono confrontati con questa situazione. Quello che facciamo è fornire un servizio, ma niente è scolpito nella pietra, e così a un certo punto il servizio potrebbe venire interrotto. Nulla è eterno.”
Nel frattempo, il dibattito continua a crescere anche a livello politico: il 12 luglio, l’eurodeputato Nicolae Ștefănuță ha espresso pubblicamente il suo sostegno alla campagna, dando nuova visibilità all’iniziativa. Il messaggio è chiaro: se da una parte la realtà commerciale impone dei limiti, dall’altra parte la pressione della community internazionale spinge sempre più verso la ricerca di soluzioni concrete per preservare la memoria videoludica del nostro tempo.