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Home»Notizie»Ubisoft ha reso Assassin’s Creed un GDR con molti contenuti secondari per combattere l’usato

Ubisoft ha reso Assassin’s Creed un GDR con molti contenuti secondari per combattere l’usato

La svolta di Assassin’s Creed verso il genere GDR non è stata una semplice scelta creativa, ma anche una precisa mossa di mercato.
Alberto RossiBy Alberto Rossi16 Agosto 2025
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Bayek di Assassin's Creed Origins
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La svolta di Assassin’s Creed verso il genere GDR non è stata una semplice scelta creativa, ma anche una precisa mossa di mercato. Difatti secondo Alex Hutchinson, ex veterano di Ubisoft e direttore di Assassin’s Creed III e Far Cry 4, a partire da Origins il team fu spinto ad allungare l’esperienza di gioco per contrastare la rivendita delle copie fisiche. All’epoca, infatti, il mercato dell’usato garantiva guadagni solo a catene come GameStop, lasciando i publisher senza ritorni economici, con l’obiettivo che diventò di conseguenza quello di “tenere il disco nel lettore” il più a lungo possibile.

Per riuscirci, Ubisoft scelse la strada più economica ed efficace: inserire meccaniche da gioco di ruolo, vasti mondi open world e numerose missioni secondarie. Così, titoli come Origins, Odyssey e Valhalla sono arrivati a superare facilmente le cento ore di contenuti, trasformando radicalmente l’esperienza della saga.

Hutchinson ha sottolineato che l’action/adventure puro era troppo costoso da sviluppare in rapporto alle ore offerte, mentre l’approccio GDR garantiva un’espansione della longevità a costi più contenuti.
Pur ritenendo discutibile la decisione, l’ex direttore riconosce che la strategia ha funzionato. Assassin’s Creed è uno dei pochi franchise ad aver cambiato genere senza perdere il proprio pubblico, anzi ampliandolo.

Tuttavia, rimangono dei dubbi: dopo aver investito 150-200 ore in un capitolo, i giocatori hanno davvero voglia di affrontarne un altro già l’anno successivo? Per Hutchinson, il continuo cambio di ambientazione e protagonisti ha evitato la saturazione, ma il cuore della serie – fatto di stealth e avventura narrativa – si è perso.

Alex Hutchinson ha affermato quanto segue nel corso di una nuova intervista con GamesRadar:

“Posso dirvi che all’epoca c’era molta pressione all’interno di Ubisoft per ‘tenere il disco nel lettore’, ovvero cercare di ritardare la rivendita, dato che l’unico a guadagnarci da quella transazione era GameStop. Difatti proprio per questo motivo ai designer veniva chiesto di aumentare la durata del gioco, che sembrava la soluzione più ‘pro gamer’ al problema, in una serie dove il multiplayer non aveva mai davvero funzionato. Ci tengo a precisare che il genere action/adventure è uno di quelli con il peggior rapporto costi di sviluppo per ora di gioco, ragion la soluzione più economica ed efficace per allungare i giochi era aggiungere elementi da gioco di ruolo. Come viene precisato dall’intervistatore, Hutchinson non ha dichiarato che queste sono le uniche ragioni per i cambiamenti apportati alla serie. Ad ogni modo, a suo avviso la strategia, per quanto discutibile, ha avuto successo.

Credo che Assassin’s Creed sia l’unico franchise che mi viene in mente ad aver cambiato genere mantenendo comunque il suo pubblico, quindi è stato rischioso ma sembra che abbia funzionato. Detto questo, ho sempre pensato fosse una decisione particolare per una serie che voleva anche uscire il più vicino possibile a cadenza annuale. Mi preoccupava il fatto che, se avevi appena giocato 200 ore di Assassin’s Creed, saresti davvero stato dell’umore giusto per giocarne ancora un anno dopo? Penso che fortunatamente il cambiamento radicale di ambientazione e spesso di protagonista lo renda più fresco rispetto alla maggior parte dei franchise, quindi riescono a cavarsela. Ma il mio cuore è nello spazio action-adventure, non nella gestione delle statistiche, quindi mi mancano i vecchi tempi.”

La trasformazione di Assassin’s Creed in GDR rimane quindi una scelta nata da necessità commerciali e di sostenibilità economica, che però ha plasmato l’identità moderna del brand, dividendolo tra chi apprezza i nuovi mondi sterminati e chi continua a rimpiangere le radici action-adventure.

Ricordiamo infine che Assassin’s Creed Shadows ha raggiunto nelle scorse settimane 5 milioni di giocatori.

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