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Triangle Strategy – Recensione

Sviluppato da Artdink ed edito da Square Enix in collaborazione con Nintendo stessa, Triangle Strategy è il nuovo JRPG tattico in esclusiva Nintendo Switch diretto dallo storico produce della serie Bravely Default e Octopath Traveler Tomoya Asano. Dotato dello stesso inconfondibile stile in HD-2D amato nei suoi precedenti lavori per la console ibrida Nintendo, Triangle Strategy si rifà ai combattimenti a turni in stile tattico tipici di franchise quali Fire Emblem e Final Fantasy Tactics. Nei panni di Serenoa, rampollo di una delle casate che compongono il Regno di Gleenbrook, partirete alla scoperta di Nortelia, una nazione profondamente spaccata da secoli di intrighi politici e spargimenti di sangue.

Guerra e pace

Triangle Strategy

Triangle Strategy è un JRPG dalla forte componente narrativa, dove il fantasy medioevale si fonde con gli intrighi geo-politici per raccontare una storia di conflitti, alleanze e sgambetti fra tre popoli tanto diversi quanto uguali fra loro. Nortelia è stata per secoli teatro di battaglie sanguinolenti fra i tre regni che la compongono: il regno di Gleenbrook, epicentro degli scambi commerciali terreni nonché marini, il Sacro Impero di Sabulos, una particolare teocrazia sita nel cuore del deserto e maggior produttrice del sale, elemento prezioso oltre che preziosa moneta di scambio con i rivali ed infine il Granducato di Aesglast, situato in una fortezza fra le montagne di Nortelia dove il clima rigido ha temprato lo spirito dei suoi guerrieri oltre che eccellenti minatori. Dopo anni di guerre per la supremazia di Nortelia, i tre regni hanno raggiunto l’insperata pace, pace però che sembra essere destinata a sbriciolarsi nuovamente per lasciare spazio a un nuovo, tragico conflitto.

L’evento che sembrava potesse sigillare definitivamente l’armistizio diverrà invece involontariamente il punto di partenza di una nuova crisi: a Serenoa, protagonista del gioco nonché rampollo della casata Wolfhort, una delle tre principali del regno di Gleenbrook, è stata promessa in sposa Frederica, nipote del lord delle gelide lande controllate dagli Aesglast. A pochi giorni di distanza dal lieto evento, all’interno della miniera del ferro che avrebbe dovuto siglare la pace definitiva fra i regni, si consuma però una violenta carneficina che dà il via ad un’escalation di conflitti. L’intensa e profonda narrativa di Triangle Strategy intreccia quindi i destini dei vari Regni e dei singoli casati, in un turbinio di intrighi e tradimenti in salsa Game of Thrones che si sviluppano attraverso lunghe ma appassionanti cutscene realizzate con lo stesso motore grafico del gioco. L’impatto con la trama di Triangle Strategy è tutt’altro che indolore, visto che la quantità di dialoghi presenti fin dalle primissime fasi di gioco è decisamente sostanziosa, ma la qualità degli stessi e la loro capacità di appassionare sono sicuramente un punto a favore del titolo Square Enix, la cui lore e il cui quadro geopolitico è sicuramente degno di nota, seppur non originalissimo.

Oltre ai regni protagonisti di quest’avventura, tre sono anche i poli che determinano la personalità di Serenoa che si riverseranno sullo svolgimento delle vicende narrate. Pragmatismo, moralità e libertà rappresentano tre diverse strade da percorrere ogni qualvolta saremo chiamati a prendere una decisione importante all’interno del gioco. Ogni risposta data durante i dialoghi fra le tre proposte influenzerà quindi l’andamento dei conflitti, impostando di volta in volta la trama su binari che culmineranno in finali completamente differenti a beneficio della rigiocabilità del titolo. I dialoghi con gli NPC e con in vostri commilitoni saranno infatti un passo fondamentale in Triangle Strategy per poter plasmare a proprio piacimento il destino di Serenoa e compagni. Oltre a ciò, un altro elemento distintivo di Triangle Strategy è sicuramente la presenza della Bilancia Risolutrice, strumento ricorrente al quale Serenoa affiderà le scelte più importanti nel corso della trama. Serenoa affiderà a ciascun membro del party un sassolino con il quale esprimere il proprio parere ad ogni quesito fondamentale la cui decisione finale avrà pesanti ripercussioni sulla trama. Se però ogni membro del party avrà un’opinione di partenza, grazie alle informazioni raccolte in precedenza potrete persuadere ciascuna unità a votare da una parte o l’altra, operazione però non così semplice come sembra. La strategia di Triangle Strategy quindi è fondamentale non solo all’interno, ma anche al di fuori del campo di battaglia.

Il principe degli scacchi

Bilancia Risolutrice

Chiusa la parentesi strettamente legata alla parte narrativa, il gameplay Triangle Strategy è anche e soprattutto spade, lance, scudi e magie. I combattimenti di Triangle Strategy riprendono la formula a turni nella sua variante “a scacchiera” già ben nota ai fan di saghe quali Fire Emblem e, per restare in tema Square Enix, Final Fantasy Tactics. Serenoa e compagni affronteranno di volta in volta i propri nemici all’interno di arene strutturate a mò di tabellone di gioco, spostandosi attraverso le caselle che compongono la griglia di battaglia. A turno ciascuna unità, alleata o nemica, potrà quindi muoversi secondo il proprio raggio d’azione determinato dalle proprie statistiche e alterabile nel corso della battaglia per poi spendere l’azione a disposizione attaccando, utilizzando un’oggetto oppure un’abilità speciale. Alcune azioni, come l’attacco base e l’utilizzo di oggetti (scorte permettendo), possono essere svolte in ogni turno senza limitazioni, altre invece richiedono un determinato numero di Punti Tecnica, i quali andranno ricaricati una volta esauriti semplicemente stando fermi.

Queste abilità sono spesso attacchi più potenti rispetto a quelli normali, oppure in grado di infliggere danni collaterali o alteramenti di stato ai propri nemici e andranno sbloccate via via avanzando di livello. Il parco abilità è determinato dalla classe d’appartenenza dell’unità, classe che potrà essere anche migliorata in una particolare area del gioco chiamata Accampamento accessibile in qualsiasi momento fra una battaglia e l’altra. All’interno dell’Accampamento potrete inoltre fare scorta di oggetti da utilizzare in battaglia, oppure migliorare i parametri delle vostra unità dal fabbro o ancora scambiare i Punti Encomio ottenuti raggiungendo determinati achievement in battaglia con preziose ricompense. Ciascuna battaglia costituisce una storia a sé stante, per questo la scelta delle unità da schierare, limitata per numero, andrà quindi ponderata di volta in volta in base a fattori come la conformazione del terreno, le condizioni di vittoria o sconfitta, la tipologia di nemico, ecc. pena la sconfitta.

Serenoa

Le arene di battaglia stesse giocano quindi un ruolo fondamentale all’interno dell’economia di Triangle Startegy, così come l’interazione con gli elementi ambientali che la compongono. Edifici e alture danno libero sfogo alla pianificazione delle più disparate strategie, ed influenzeranno la vostra scelta nello schierare determinati personaggi in posizioni precise. Alcune strutture, come staccionate o barricate, sono infatti distruttibili in modo da creare nuovi varchi o vie di fughe altresì inaccessibili, altre invece, come le trappole o congegni, potranno cambiare lo svolgimento della battaglia in favore della fazione che riuscirà per tempo ad attivarle.

Interessante inoltre è l’effetto che l’utilizzo di determinate magie, singole o combinate fra loro, avrà sull’ambiente circostante. Ad esempio, le magie di ghiaccio creeranno barriere in grado di rallentare, viceversa utilizzando magie di fuoco sarà possibile appiccare incendi che danneggeranno le strutture in legno e i nemici circostanti. Combinando magie di diverso tipo si potrà infine dare il via ad effetti devastanti in grado di infliggere un’ingente quantità di danno ai nemici. I blocchi di ghiaccio, se sciolti con il fuoco, si tramuteranno in pozzanghere che, se colpite con i fulmini, folgoreranno i nemici che si trovano nei paraggi. La difficoltà Triangle Strategy aumenta esponenzialmente con l’avanzare della trama principale ma senza mai però risultare proibitiva o frustrante. Nonostante lo spettro del Game Over sia sempre dietro l’angolo, il titolo di Square Enix vi permetterà di conservare l’esperienza accumulata in partita anche a seguito di una sconfitta, ripristinando inoltre tutti gli oggetti consumati. Un ottimo espediente per un fail and retry mai snervante che consente invece di provare e riprovare diverse strategia prima di trovare quella più adatta alla situazione.

Tratto distintivo

2D-HD

Triangle Strategy è l’ennesimo esercizio di stile partorito dalla mente di Tomoya Asano, già director di celebri spinoff come la serie di Bravely Default oltre che il più recente Octopath Traveler, impreziosito dagli spettacolari artwork di Naoki Ikushima. L’inconfondibile tratto di Ikushima prende vita in-game grazie ad una splendida veste grafica in stile HD-2D, vera e propria moda dell’ultimo decennio che mescola sprites ad elementi tridimensionali creando un piacevolissimo effetto diorama fra pixel e colori sgargianti. La cura maniacale per i dettagli dei fondali e per le miniature dei protagonisti sono ormai il marchio di fabbrica delle recenti produzioni Square Enix nate su Nintendo Switch, e Triangle Strategy ne costituisce l’ennesimo esempio perfetto. Nonostante i modelli dei personaggi siano interamente in 2D, le animazioni risultano comunque essere fluide e credibili, grazie soprattutto ad un framerate stabile sui 60fps. Un doveroso plauso anche a Akira Senju, compositore della colonna sonora del gioco il cui curriculum vede, fra gli altri, la scrittura delle musiche per serie anime quali Mobile Suit Victory Gundam, Fullmetal Alchemist: Brotherhood oltre che l’adattamento animato di Tales of Vesperia.

Meglio Triangle Strategy che Strategia Triangolare

Nulla da ridire sulla longevità del gioco: le missioni di Triangle Strategy sono davvero tante, sia quelle che seguono il filone principale della trama sia invece quelle che approfondiscono le sottotrame di contorno, anche se quest’ultime trattasi perlopiù di cutscene che si focalizzeranno su eventi lontani dal teatro della battaglia ma che si svolgono comunque in contemporanea con la main quest. Main quest che culminerà in uno dei diversi finali sbloccabili, ciascuno dei quali raggiungibile solo compiendo determinate scelte nel corso del gioco. Insomma, gli amanti dei jrpg strategici troveranno pane per i propri denti, accompagnati però anche da diversi momenti dejavù per via dei temi trattati non propriamente originali e per le dinamiche di gioco forse eccessivamente derivate. Sottotono la localizzazione in italiano del gioco, inspiegabilmente distante dall’ottimo doppiaggio presente sia in lingua giapponese che in inglese. L’adattamento, oltre che ai dialoghi, ha coinvolto infatti nomi di luoghi, regni ma soprattutto di personaggi, inspiegabilmente alterati rispetto all’originale. Questo fatto causa un disallineamento piuttosto fastidioso fra il parlato e il testo a schermo, un piccolo neo che fortunatamente però intacca solo in minima parte l’ottimo lavoro svolto dal team di Artdink.

Il Verdetto

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Matteo Marchetti

Matteo Marchetti

Musicista e videogiocatore incallito. Quando non è impegnato a produrre suoni orripilanti con il suo basso, lo troverete di certo a pigiare tasti sul pad per salvare un'altra principessa o per distruggere l'ennesimo boss.

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