Tomb Raider: Legacy of Atlantis punta a riportare in vita uno dei momenti più celebri della storia dei videogiochi: l’incontro con il T-Rex. Il remake del primo capitolo della saga di Lara Croft, atteso nel 2026, non si limiterà a un restyling grafico, ma proporrà una reinterpretazione profonda delle sue sequenze più memorabili. L’obiettivo dichiarato è modernizzare l’esperienza senza tradire lo spirito originale. Un equilibrio delicato, che Crystal Dynamics considera centrale per il futuro del franchise, con il risultato finale che vuole essere un’avventura capace di parlare sia ai fan storici sia a un pubblico contemporaneo.
Come riporta GamesRadar, Legacy of Atlantis è una rilettura completa del Tomb Raider del 1996, già rivisitato in passato con Tomb Raider Anniversary e più recentemente con la trilogia rimasterizzata. Questa nuova versione, però, rappresenta la quarta incarnazione dell’avventura originale e nasce con un’impostazione diversa: non una semplice celebrazione nostalgica, ma un vero e proprio remake ed una ricostruzione pensata secondo i canoni del gameplay moderno. Il progetto è sviluppato da Flying Wild Hog, mentre Crystal Dynamics supervisiona i lavori per garantire coerenza con l’identità storica della serie.
Uno degli aspetti più discussi riguarda proprio le scene iconiche, come l’ingresso improvviso del T-Rex. Scott Amos, capo di Crystal Dynamics, ha spiegato che nel remake tali momenti resteranno centrali, ma saranno ripensati per essere realmente giocabili. In Tomb Raider Anniversary, ad esempio, lo scontro con il dinosauro era fortemente guidato da quick time event, riducendo il controllo diretto. In Legacy of Atlantis, invece, la spettacolarità dovrà nascere dall’interazione tra azione, regia e gameplay, evitando soluzioni troppo invasive.
La modernizzazione passerà soprattutto da telecamera e controlli. Il primo Tomb Raider si basava su una struttura a griglia invisibile e su movimenti rigidi, che trasformavano l’esplorazione in un puzzle spaziale metodico. Questo approccio, oggi, risulterebbe poco accessibile. Il remake adotterà quindi controlli analogici più fluidi, mantenendo però il senso di tensione, scoperta e pericolo che caratterizzava l’esperienza originale.
Dal punto di vista produttivo, Legacy of Atlantis viene sviluppato in parallelo a Tomb Raider: Catalyst, il nuovo capitolo inedito annunciato ai The Game Awards 2025 e previsto per il 2027. I due team lavorano separatamente ma condividono tecnologia e asset, utilizzando Unreal Engine 5. Questo consente una visione unitaria del futuro del franchise, pur con progetti diversi per struttura e ambizione.
Un elemento di continuità importante è la voce di Lara Croft, affidata ad Alex Wilton Regan, già nota per ruoli in Mass Effect 3 e Assassin’s Creed Origins. L’attrice doppierà Lara in entrambi i giochi, rafforzando la coerenza narrativa e caratteriale. Secondo il team creativo, la nuova Lara manterrà la sicurezza e il carisma classici, ma con una maggiore profondità emotiva, in linea con la narrazione moderna.
In definitiva, Tomb Raider: Legacy of Atlantis si presenta come un progetto “fatto dai fan per i fan”, che punta a trasformare ricordi storici – come la celebre scena del T-Rex – in nuove esperienze memorabili. Non una copia del passato, ma una reinterpretazione pensata per diventare, ancora una volta, un punto di riferimento per il genere action-adventure.
Ricordiamo infine che nella giornata di ieri è stata mostrata la prima foto con Sophia Turner nei panni di Lara Croft nella serie TV.
