La pubblicazione a sorpresa di Tomb Raider: Definitive Edition su Nintendo Switch e Switch 2 — al prezzo contenuto di 18,19 euro — ha attirato immediatamente l’attenzione degli appassionati e degli analisti tecnici. Le conversioni, curate da Aspyr, sono state messe sotto la lente da Digital Foundry, e il verdetto è netto: il port non è all’altezza delle aspettative, soprattutto sulla nuova console. I compromessi grafici sono evidenti fin dai primi confronti con le versioni PS4 e, ancor più sorprendentemente, con quelle PS3 e Xbox 360 del 2013, che in alcuni casi risultano persino superiori.
Il problema maggiore riguarda il comparto visivo: le ombre hanno una risoluzione più bassa e mancano quelle dinamiche della vegetazione, sostituite da versioni statiche che impoveriscono gli scenari. L’occlusione ambientale è ridotta, molte piante sono state rimosse e la tessellation presenta lacune con dettagli geometrici mancanti o posizionati in modo errato. Inoltre, una delle caratteristiche più iconiche della Definitive Edition, il sistema TressFX dedicato ai capelli di Lara, è completamente assente, eliminando un elemento distintivo del remaster originale su PC, PS4 e Xbox One.
Su Switch 1 certi limiti possono essere considerati tollerabili, dato l’hardware ormai datato. Tuttavia, su Switch 2 la situazione cambia radicalmente: se da un lato il gioco raggiunge un solido 1080p a 60fps, dall’altro non offre alcun miglioramento in modalità docked rispetto a quella portatile, segnalando un utilizzo incompleto della potenza della console. Digital Foundry evidenzia inoltre che Switch 2, già capace di gestire titoli moderni e complessi come Star Wars Outlaws, avrebbe potuto ospitare una versione visivamente più ambiziosa.
Nonostante alcuni aspetti positivi — come texture migliorate, fluidità stabile e un prezzo accessibile — il port si presenta come una conversione minimalista, molto più vicina alla versione Switch 1 che a un vero remaster pensato per la nuova piattaforma. Per Digital Foundry, il risultato è chiaro: Tomb Raider: Definitive Edition su Switch 2 è lontano dall’essere “definitivo”, e rappresenta un’occasione mancata per valorizzare un titolo storicamente importante e tecnicamente già ben ottimizzato su altre piattaforme.
