The Witcher 4 non vuole essere semplicemente “un altro Witcher più bello da vedere”, visto che vuole rappresentate un passo avanti, un’evoluzione che parte da solide basi, ma guarda con attenzione a ciò che Baldur’s Gate 3 ha dimostrato di poter offrire. La libertà di scelta, l’impatto reale delle decisioni del giocatore e un mondo che reagisce in modo dinamico alle azioni sono diventati un nuovo standard, e CD Projekt RED vuole raccogliere la sfida. Il co-CEO Michal Nowakowski ha spiegato chiaramente che pur rimanendo fedeli allo stile e alla visione che hanno reso celebri i loro giochi, il nuovo capitolo dovrà innovare, aggiungendo profondità e interazione come mai prima d’ora.
Larian Studios, con Baldur’s Gate 3, ha ridefinito cosa significa costruire un RPG moderno, dando ai giocatori un senso tangibile di libertà: non solo nelle scelte di dialogo, ma nella possibilità di influenzare e “plasmare” il mondo. CD Projekt non vuole replicare quel modello, ma reinterpretarlo, mantenendo la propria identità narrativa e cinematografica, ma arricchendola con sistemi più dinamici e reattivi. Nowakowski ha sottolineato come molte idee legate all’interazione tra personaggi e mondo di gioco abbiano influenzato il team, pur precisando che The Witcher 4 non adotterà meccaniche come quelle basate sul lancio di dadi.
Nowakowski ha affermato quanto segue (grazie a PushSquare):
“C’è stata molta ispirazione in ciò che Baldur’s Gate 3 ha fatto. Penso che rimarremo fedeli a ciò che c’era in The Witcher 3: Wild Hunt e Cyberpunk 2077, ma non vogliamo semplicemente fare un altro gioco come quello, solo con una grafica migliore: vogliamo innovare. Credo che molte cose relative a come i personaggi possono interagire con il mondo e a ciò che questo comporta hanno rappresentato di sicuro un’ispirazione per noi. E no, nel nostro gioco non utilizzeremo un dado.”
La vera sfida sarà integrare questa nuova visione con la struttura già collaudata dei giochi CD Projekt: narrativa forte, personaggi memorabili, scelte morali e un mondo vivo e credibile. Non si tratterà di imitare Baldur’s Gate 3, ma di far evolvere la formula The Witcher, potenziandola con sistemi che rendano ogni partita più personale, reattiva e sorprendente. Un punto su cui il team sta investendo è proprio il coinvolgimento di sviluppatori esperti di titoli profondamente interattivi, come dimostra l’assunzione di figure chiave da progetti come Kingdom Come: Deliverance 2.
In questo contesto, The Witcher 4 potrebbe rappresentare il punto d’incontro tra la ricchezza narrativa e cinematografica che conosciamo, e un livello di interazione più vasto e profondo, in cui le nostre decisioni non siano solo raccontate, ma vissute, viste, e soprattutto sentite nel mondo di gioco.
