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The Quarry – Recensione

Contemporaneamente allo sviluppo dell’ultimo episodio della Dark Pictures Anthology con Bandai Namco, Supermassive Games ha a The Quarry sotto il nome del grande produttore 2K, una nuova avventura interattiva horror teen ambiziosa, quasi spiritualmente ispirata alle origini, Until Dawn.

La caccia all’uomo è aperta

Dopo un lungo prologo che ci fa conoscere Laura e Max, due aspiranti tutor del campeggio Hackett’s Quarry che però spariscono nel nulla poco prima del loro arrivo, l’estate scorre tranquilla nella Cava di Hackett. “Ciò che non ti uccide ti fortifica, ad Hackett’s Quarry” è il motto. È una notte di fine estate, il campeggio è giunto al termine, i bambini sono andati via e i giovani tutor si apprestano a lasciare a loro volta Hackett’s Quarry, pieni di ricordi e desideri. Tuttavia un problema alla macchina li costringe a rimandare la partenza, e la combriccola decide di godersi un’ultima notte all’aperto davanti alle luci di un falò. Un’occasione per passare insieme qualche altro attimo, divertirsi, bere, scambiarsi baci e confessioni, consumare gli amori stagionali. Ma una notte in più è una notte di troppo nella cava: è iniziata la stagione della Caccia.

The Quarry, un seguito spirituale per Until Dawn

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Come abbiamo detto, The Quarry è un horror interattivo con brevi parti di esplorazione gestite dal giocatore e molti Quick Time Event e scelte da effettuare, impersonando ogni volta i panni dei vari personaggi. I primi capitoli di The Quarry si prendono tutto il tempo per svelare psicologia e il carattere dei protagonisti, preparando terreno alla storia a venire nel mentre. Abbiamo Jacob, Kaitlyn, Emma, Abi, Nick, Dylan e Ryan come personaggi giocabili, ragazzi poco più che adolescenti che presentano molti dei tratti del tipico teenager americano. Jacob lo sportivo; Emma l’influencer; Kaitlyn la responsabile – anche la più sarcastica nei riguardi dei ragazzi e con i piedi ben piantati a terra; Abigail la timida; Nick l’introverso; Dylan la spalla comica – fino ad arrivare a Ryan, sicuramente il più strano e misterioso, affascinato dal paranormale e affezionato al boss della Cava Hackett. Tutti stereotipi, o meglio, archetipi classici del genere teen che inizieranno a coltivare rapporti determinanti già nei primi minuti di gioco, mettendoci di fronte a scelte morali all’inizio semplici ma che potrebbero influenzare intere storyline e altri personaggi. Come in Until Dawn (ma stavolta con un sistema di stima/fama versus rancore/odio) troviamo una storia che funziona e che scava nelle origini del folklore del nord america, regalandoci colpi di scena ben costruiti e distribuiti.

I vari elementi di gioco sparsi lungo l’esperienza (dai collezionabili ai QTE) si rivelano piuttosto appaganti. Riguardo i bivi morali, il gioco ci spinge sempre verso due direzioni, ma le svolte narrative sono molteplici ed anche le risposte dell’interlocutore di turno influenzano gli eventi. I momenti interattivi in cui possiamo intervenire riguardano soprattutto scene di fuga o rari momenti d’azione e consistono nello spostamento di una levetta analogica in una direzione con un determinato tempismo. Di tanto in tanto i personaggi hanno a disposizione armi da fuoco; in quel caso abbiamo potuto scegliere se sparare o no. Nel primo caso, la visuale cambia in quella di un classico sparatutto in terza persona che ci dà pochi secondi per mirare e centrare il nostro obbiettivo. A proposito della telecamera, è un po’ ballerina la gestione della visuale col pad, ed il campo visivo del nostro personaggio è un po’ stretto per evidenziare efficacemente eventuali punti di interazione.

Come in tutti i giochi Supermassive, Hackett’s Quarry è piena di collezionabili, che aiutano il giocatore a capire il mistero dietro la famiglia Hackett e le mostruosità che popolano i boschi della Cava. Diversamente da The Dark Picture Anthology ma similmente al titolo precedente, Until Dawn, prove e indizi sono divisi in diverse categorie relative i diversi elementi che compongono il passato della Cava. E inoltre, nascosti per bene, si annidano i Tarocchi. Con la stessa funzione dei Totem con le loro “visioni di morte”, i Tarocchi sono utili a decifrare in modo criptico gli snodi futuri della storia: per leggerli occorre l’aiuto di Eliza, un’inquietante anziana che compare in ogni intermezzo tra capitoli, evidentemente ispirata al Dr. Hill di Until Dawn e al Curatore di The Dark Pictures Anthology nel suo essere super partes.

 

Modalità di gioco

Esistono diverse modalità di gioco che fanno di The Quarry un prodotto completo con una discreta rigiocabilità: il single player prevede una modalità cinema, che permette di seguire semplicemente la storia, come se ci si trovasse di fronte a una serie televisiva, potendo intervenire giusto su piccole cose – l’IA farà il resto. Poi esistono le modalità cooperativa e multiplayer: la prima in particolar modo permette di giocare tra amici con una sola copia del videogioco, controllando una coppia di personaggi, mentre la seconda (disponibile dall’8 luglio) è quella già vista negli altri giochi Supermassive e permette di collegarci online con al massimo sette persone per trovare qualcuno disposto a vivere con noi l’avventura.

 

Ispirato agli splatter anni ’80, non senza qualche difetto

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The Quarry è probabilmente l’opera (ad ora) più ambiziosa di Supermassive, che oltre a vivere di fotorealismo,effetti particellari, motion capture e animazioni facciali estremamente curate, si circonda di un cast di attori di alto livello, come Ted Raimi e David Arquette. Non sempre il risultato è perfetto: l’espressività di alcuni comprimari talvolta risulta un po’ troppo marcata; le animazioni dei corpi non sono sempre perfette ed ogni tanto la storia rivela una scrittura molto ingenua, ma dal punto di vista grafico e di realizzazione The Quarry è spettacolare. Ambientato ai giorni nostri, il prodotto si ispira apertamente ai classici b-movie splatter, rendendo omaggio a quella nicchia con nomi, trame e ambienti smaccatamente vintage. Ogni tanto mancano delle rifiniture nella gestione della macchina da presa virtuale ed ogni tanto invece le riprese sono evidentemente girate con l’equivalente virtuale della macchina a mano, ma in generale, il livello estetico raggiunto rimane impressionante e non dubitiamo che in certe sequenze vi sembrerà di assistere ad un film in Unreal Engine.
Inoltre The Quarry dispone di molteplici opzioni di accessibilità e permette anche di personalizzare velocità e difficoltà dei QTE, se li trovate troppo semplicistici. Per i più empatici e deboli di cuore è stato anche introdotto un sistema limitato di riavvolgimento della storia: tre vite da poter spendere su chi desiderate se la sua dipartita non vi dovesse piacere. Oltre alla grafica, ai dettagli dell’illuminazione e alla qualità dei modello 3D, con The Quarry vi troverete davanti ad un ottimo comparto sonoro fatto da melodie e canzoni che si mischiano egregiamente con gli scenari e gli avvenimenti.
The Quarry regge senza il minimo problema per un’abbondante quindicina di ore, sempre che non condanniate tutti i personaggi alla morte prima della fine del gioco. Inoltre presenta un alto livello di rigiocabilità grazie alla quantità di svolte e bivi con cui avrete a che fare, con una molteplicità di scene e scelte differenti che stravolgeranno parecchio l’esperienza portando a 186 finali diversi. Unica pecca: non si possono saltare i filmati in caso di seconda partita.
Per la gioia di molti, il gioco è completamente localizzato in italiano (testi, interfaccia e voci).

 

Versione testata: PS5
Piattaforme: PC , PS5, XBox Series X, PS4, Xbox One

Il Verdetto

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Erika Berselli

Erika Berselli

Giocatrice di ruolo e videogiocatorice vorace. Le piace sparire dal vivo quanto fare il ladro o muoversi nello stealth. Amante degli horror (nonostante poi non ci dorma per sua stessa ammissione) e dei gdr.

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