Nel 2015, The Order: 1886 debuttava come esclusiva per PlayStation 4, portando con sé un comparto tecnico sbalorditivo ed un universo affascinante. Ma tra i giocatori e i critici, la delusione fu palpabile: la durata ridotta e l’assenza di modalità multiplayer lasciarono l’amaro in bocca, e proprio in tal senso oggi, grazie alle parole del co-fondatore di Ready at Dawn, Ru Weerasuriya, emergono retroscena che chiariscono cosa sia andato storto dietro le quinte di uno dei giochi più discussi della scorsa generazione.
Weerasuriya ha rivelato (grazie a The Game Business) che circa il 30% del gioco venne tagliato pochi mesi prima del lancio, in un momento decisivo per rispettare la finestra d’uscita imposta da Sony. Lo sviluppo aveva già subito un rinvio e il tempo extra non fu sufficiente a completare tutto il materiale previsto e tra i contenuti sacrificati vi era anche un multiplayer già funzionante, poi abbandonato con l’idea di recuperarlo in un eventuale sequel.
Nonostante The Order: 1886 sia stato criticato per la sua breve durata — completabile in 5-6 ore andando dritti — in origine era pensato per essere significativamente più esteso. La scelta di comprimere così tanto l’esperienza è stata una delle ragioni principali del suo mancato successo commerciale, eppure Ready at Dawn aveva una visione chiara per almeno due sequel, con le storie già delineate, ma l’occasione non si è mai concretizzata.
Il fallimento commerciale non solo ha chiuso le porte a un seguito, ma ha anche segnato la fine della collaborazione tra Ready at Dawn e Sony, con lo studio che ha poi virato verso la realtà virtuale, ottenendo buoni risultati con Lone Echo, fino a essere acquisito da Meta nel 2020 — collaborazione che si è chiusa nel 2023 per divergenze strategiche.
Oggi Weerasuriya è alla guida di una nuova realtà, Atlantis Studio, ma il fantasma di The Order: 1886 resta un promemoria di quanto le decisioni produttive e commerciali possano plasmare, e talvolta compromettere, un’opera potenzialmente memorabile.
