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The Last of Us: Parte I, li vale davvero 81 euro?

Un quesito su cui si continua a dibattere fin dall'annuncio

Senza leak ad anticiparne l’arrivo, il remake di The Last of Us: Parte I sarebbe stato una sorpresa ben più grande di quello che è stata, comunque sia in molti fino alla fine non hanno voluto crederci. Il gioco rinascerà cosi per ben la terza volta su una nuova generazione di console, e per la prima volta su PC Windows, dopo il lancio originale del 2013 su PlayStation 3 la successiva edizione remaster del 2014 per PlayStation 4. Tuttavia c’è chi si pone una domanda, e si discute da molto su questo argomento: ne verrà la pena?

The Last of Us Parte I costerà quanto un gioco nuovo; è un prezzo adatto a un ennesimo remake?

A livello tecnico, checché ne dicano i troppi laureati su YouTube che popolano i social network, il gioco ha compiuto un balzo avanti senza precedenti. Non si tratta infatti di un semplice revamp di quanto rimasto delle versioni precedenti del gioco, si tratta invece di un titolo ricostruito dalle fondamenta, fin in ogni singolo dettaglio dei modelli dei personaggi e degli ambienti. Sono presenti inoltre tonnellate di texture a elevatissime risoluzioni, animazioni migliorati, performance a 60 fotogrammi per secondo, nuove feature di accessibilità, nuove opzioni di combattimento e migliorata AI nemica basata su quella vista nel secondo capitolo della serie.

Ciò significa che The Last of Us: Parte I non solo sarà la versione migliore di se stessa, ma sarà una versione sensibilmente differente anche sul piano del gameplay. O dinamico, come amano dire al dipartimento marketing. Tuttavia bastano queste differenze a giustificarne la vendita a 70 euro, prezzo a cui siamo abituati a veder venduti titoli nuovi e inediti?

Il gioco sarà lanciato il prossimo 2 settembre 2022 in tre edizioni: standard, Digital Deluxe e Firefly Edition, dal costo rispettivamente di 70, 80 e 100 euro l’una. Prezzi tutto sommato nella media dei lanci moderni di giochi nativi dell’ecosistema PlayStation – Il remake di Demon’s Souls costava 70 euro al lancio, altrettanti Returnal, o la versione PlayStation 5 di Horizon: Forbidden West. Insomma oramai il prezzo di lancio standard è quello, per Sony, che vi piaccia o meno.

Al momento l’ultima versione di The Last of Us: Parte I, quella PlayStation 4, è acquistabile a soli 20 euro o accessibile come parte della collezione PlayStation Plus. Vale dunque la pena pagare 50 euro extra per una versione remake? Qui, la risposta, è estremamente relativa. Per il momento quanto mostrato del remake promette grandi passi avanti rispetto al passato, ma per esserne certi dovremo provare il gioco con mano. Il gioco guadagnerà in questa nuova versione anche la prima compatibilità con le tecnologie PlayStation 5, come l’audio 3D, i trigger adattivi e il feedback aptico.

Non esiste una risposta effettiva, dunque: comprare o non comprare? Dipende. Senza dubbio questo The Last of Us: Parte I Remake è un acquisto consigliatissimo agli utenti PC Windows che non hanno mai potuto giocare prima, o un buon modo di lanciarsi nella saga per chi pur possedendo una PlayStation ancora non ha mai giocato la serie e desidera farlo nella sua forma migliore. Al contrario, per chi già ha giocato il titolo (magari in ambo le edizioni), l’acquisto è relativo al vostro sentimento. Vi sembra un remake inutile? Allora conviene risparmiare, tanto nessuno impone l’acquisto. Avete dubbi? Attendete ulteriori dettagli che potrebbero essere utili a prendere una decisione. L’unica cosa certa è che dibatterne sui social è inutile, trattandosi di una cosa tanto relativa – si finisce sempre con il ritrovarsi a esporre il proprio punto di vista contro chi fa altrettanto e chi ha ragione? Tutti e nessuno! Voi cosa ne pensate?

the last of us
Fonte: IGN

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Giovanni Carrieri

Giovanni Carrieri

Amante dei videogiochi sin dalla più tenera età ho trascorso la fanciullezza sulle console per poi passare, crescendo, al PC, mia attuale piattaforma di riferimento. Amo in particolar modo i giochi di ruolo e gli adventure, specie se open world e con una componente narrativa ben scritta e sceneggiata. Non disdegno il gioco multiplayer, sempre che la compagnia sia buona.

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