The Elder Scrolls 6 è uno dei giochi più attesi di sempre, ma anche uno dei più enigmatici, visto che a distanza di anni dall’annuncio, le informazioni ufficiali restano pochissime. A rompere il silenzio, almeno sul piano delle idee, è stato un ex veterano di Bethesda. Secondo lui, il nuovo capitolo della saga dovrebbe guardare con attenzione a Baldur’s Gate 3, non per copiarlo, ma per imparare una lezione chiave. Una lezione che riguarda il peso delle scelte.
Bruce Nesmith, designer che ha lavorato su Daggerfall, Morrowind, Oblivion e come lead designer su Skyrim, ha espresso la sua visione in una lunga intervista. Pur avendo lasciato Bethesda nel 2021, Nesmith resta una voce autorevole quando si parla di The Elder Scrolls, ed alla domanda su come Bethesda potrebbe “scuotere” la propria formula storica con The Elder Scrolls 6, la sua risposta è stata chiara: osservare Baldur’s Gate 3 e capire perché ha avuto un impatto così forte.
Secondo Nesmith, uno dei motivi centrali del successo del gioco di Larian Studios è la sensazione che ogni scelta del giocatore sia davvero importante. In Baldur’s Gate 3, prendere una decisione non significa solo sbloccare un dialogo alternativo, ma modificare in modo evidente il mondo di gioco, i personaggi e persino lo sviluppo della storia. È questo livello di conseguenze reali che, a suo avviso, Bethesda dovrebbe recuperare e potenziare.
Nesmith suggerisce che, nel tempo, i giochi Bethesda abbiano in parte ridotto l’impatto delle scelte, affidandosi a strutture più conservative e prevedibili. Un approccio che funzionava bene in passato, ma che oggi rischia di apparire superato. Il pubblico, secondo lui, ha dimostrato chiaramente di voler vivere esperienze in cui le azioni abbiano un peso concreto e duraturo, non solo narrativo ma anche sistemico.
Il riferimento a Baldur’s Gate 3 non è casuale. Il titolo è stato uno dei più acclamati degli ultimi anni, capace di vendere decine di milioni di copie e di imporsi come punto di riferimento per il genere RPG. Per Nesmith, prendere spunto da un successo così evidente non significa snaturare The Elder Scrolls, ma evolverlo, rendendo le sue meccaniche di scelta e conseguenza più moderne e incisive.
Nel frattempo, su The Elder Scrolls 6 si sa ancora pochissimo: l’ambientazione sarebbe stata decisa già ai tempi di Fallout 4, ma non è mai stata confermata ufficialmente. Bethesda continua ad alternare lo sviluppo tra i suoi grandi franchise, mantenendo il massimo riserbo sul nuovo capitolo. Le parole di Nesmith, però, offrono uno spunto importante su che tipo di RPG potrebbe — e forse dovrebbe — diventare The Elder Scrolls 6 per rispondere alle aspettative di un pubblico ormai abituato a standard molto più elevati.
Segnaliamo infine che secondo un ex sviluppatore di Bethesda, The Elder Scrolls 6 è stato annunciato troppo presto per “colpa” di Skyrim.
