PC

The Dungeon Of Naheulbeuk | Recensione

L’idea di The Dungeon Of Naheulbeuk: The Amulet Of Chaos sta tutta dietro l’opera originale a cui si è ispirato, una serie di podcast francesi parodistici su un gruppo di personaggi – ambientati nel classico mondo fantasy-medievale alla D&D – in cui i suddetti stereotipati avventurieri si mettono alla ricerca di un improbabile quanto distruttivo artefatto. L’audio serie è disponibile gratuitamente sul sito ufficiale da scaricare (purtroppo, ancora solo in lingua originale), ma nel caso non aveste troppa voglia di ascoltarlo quanto più di giocarlo, il titolo di cui oggi vi parliamo riporta fedelmente la prima stagione. Magari non sarà il videogame che aspettavate da anni, ma The Dungeon Of Naheulbeuk: The Amulet Of Chaos porta con sè un gameplay da RPG strategico a turni molto valido ed elaborato, accompagnato da un comparto davvero umoristico e folle. Allora, interessati? Allora non dovete far altro che continuare a leggere la nostra recensione!

Un Dungeon e molte risate
Esplorazione col nostro party.   Come già detto, The Dungeon Of Naheulbeuk: The Amulet Of Chaos parte dalla stessa premessa della serie audio: ad un gruppo di avventurieri è stato ordinato di trafugare una statuetta, un’artefatto antico e potente all’interno del Dungeon di Naheulbeuk. I sette personaggi vorrebbero soltanto fare i bravi avventurieri, arraffare la statuetta e andarsene a velocità iper-luce ma qualcosa va storto: sulla strada incappano in un amuleto maledetto capace di corrompere la mente di chi lo indossa e che gliene farà passare di ogni… senza anticiparvi nulla, sappiate che vi farete delle grosse risate! Ovviamente nel mentre avremo anche quest secondarie bizzarre che calzano bene con la comicità del titolo e che sicuramente vi lasceranno un ricordino da condividere con i vostri amici, specialmente se giocate da tavolo.

Avvertenze: aiuta con l’astinenza da D&D
Combattimenti a turni, in tipico stile D&D.Così partono i nostri viaggi all’interno del dungeon di The Dungeon Of Naheulbeuk: The Amulet Of Chaos, un peregrinaggio alla ricerca di un “rimuovi maledizione” (o di qualcosa di simile) nei molteplici piani del sotterraneo in questione. Le mappe di gioco di ciascun piano sono molto ben variegate e tipiche delle nostre immaginarie ambientazioni: ad esempio, il primo piano ha l’aspetto di un vecchio castello in rovina; il secondo è una taverna a tutti gli effetti con tanto di oste/mercante pronto a vendere pozioni ed equipaggiamento ed NPC che ci assegneranno piccole missioni secondarie, e così via. Nelle prime ore di gioco difficilmente sia affezionati che non sentiranno una certa ripetitività negli ambienti, anche se dopo un po’ verrà facile ritrovarne di molto simili. Questo succede non per causa degli autori ma per effetto della fonte di ispirazione, che comunque vuole fare parodia di alcuni luoghi comuni tipici del gioco su carta.
A parte questo il funzionamento resta molto semplice e simile a molti altri GDR: potremo muoverci per tutto lo spazio ed il tempo necessario selezionando la nostra destinazione col mouse o con un controller (il cui uso è pienamente supportato), parlare con chiunque e cercare negli ambienti oggetti abbandonati da metterci nello zaino, fino all’incontro col nemico di turno che sta tra noi e il traguardo della quest seguita. E qui The Dungeon Of Naheulbeuk: The Amulet Of Chaos inizia a farsi interessante, traducendo l’esperienza da tavolo diversamente dai Divinity, in una griglia tipica alla X-COM che funziona piuttosto bene. C’è un ordine di turno da rispettare determinato all’inizio di ogni incontro ed in battaglia si possono muovere le unità di casella in casella, attaccando nemici usando armi o abilità in base ai Punti Azione (PA) disponibili. A prima vista il sistema risulta familiare, ma ci sono alcuni elementi più complessi che saranno in grado di ravvivare quanto sa di già visto, come il sistema di statistiche e di attributi di ciascun personaggio e le meccaniche più specifiche del combattimento. Tra gli attributi troviamo l’agilità (che influenza accuratezza e precisione dei colpi), forza e intelligenza (che determinano attacchi fisici e magici) ed il coraggio (che stabilisce la velocità di attacco di ciascun membro del gruppo e costituisce di fatto la nostra “iniziativa”, l’ordine nel quale i personaggi attaccheranno in uno scontro). Sul campo di battaglia oltre ai nostri personaggi ed ai loro nemici avremo a disposizione anche molteplici coperture, dietro cui nascondersi ed eventualmente (per gli eroi che possono, come il Mago o l’Elfo) attaccare a distanza. Tra le meccaniche ritroviamo quella degli attacchi di opportunità, praticamente riportata su schermo dal cartaceo: ogni qualvolta un nemico tenterà di spostarsi da una casella adiacente a quella di uno dei nostri eroi, potremo attaccarlo una volta di più, e ovviamente viceversa per i nemici. Inoltre dovremo costantemente tenere sotto controllo la nostra area di battaglia, in quanto ci saranno oggetti distruttibili, trappole, attacchi elementali e status che condizioneranno tutto l’andamento dello scontro. Sempre ripresa dal cartaceo, troviamo anche la meccanica legata ai fallimenti critici, l’incubo di ogni giocatore di ruolo da tavolo che si rispetti: tutte le volte che un nostro personaggio mancherà di colpire un nemico potrebbe accadere un evento sfortunato, e a seconda del livello di fallimento potremo semplicemente fallire o subire risvolti ben più negativi. Tutte queste opportunità mancate si accumulano però in una barra di buff particolare chiamata Randomia, che potrà essere spesa in diversi modi – PA aggiuntivi, effetti alternativi o addirittura teletrasporti improvvisi di un personaggio da un angolo all’altro dell’area.
L’AI dei nemici si fa valere sotto tutti i punti di vista, arrivando al rarissimo merito di farli sembrare mossi da un giocatore reale: se i vostri avversari si troveranno con pochi punti salute potrebbero tentare di curarsi o fuggire dal campo di battaglia lasciandovi con meno loot e meno punti esperienza, o ancora correranno a nascondersi per trarre il meglio dalla situazione. Ancora peggio, quando ci troveremo in difficoltà incalzeranno con decisione i componenti del vostro party con meno vita, concentrandosi ad abbattere il più debole esattamente come succederebbe in una sessione di gioco reale. Se a difficoltà normale l’esperienza risulta punitiva specialmente all’inizio – con nemici impegnativi che ci metteranno i bastoni tra le ruote ogni volta che possono – alle difficoltà più alte gli avversari risultano davvero macchine di morte inarrestabili che giustizieranno senza pietà i membri del party con meno salute. A parte questo scalino (da superare necessariamente con grande pazienza) ed un combattimento un po’ lento, il resto nel complesso funziona egregiamente e permette di mantenere quell’aria ironica e leggera caratteristica di tutto il gioco.
Parlando degli elementi essenziali per la tenuta dell’intera struttura del titolo, non possiamo evitare di approfondire i protagonisti, che prendono in giro i prodotti fantasy e Dungeons&Dragons in particolare: i membri del nostro party (al massimo otto) sono chiamati a seconda della loro classe o razza (L’Elfa, il Ladro, il Ranger, ecc). Inizialmente avremo a disposizione solo qualcuno dei personaggi presenti – il Ranger, l’Elfa, il Nano, il Ladro, il Barbaro e la Maga – al quale poi si potrà aggiungerne uno ulteriore, a scelta tra la Chierica, la Paladina ed il Menestrello. Ognuno di loro è caratterizzato da una personalità stravagante, stereotipata ed eccessiva: come Tolkien ci ha ben insegnato, il Nano è ossessionato dall’oro ed in più è un individuo scorbutico che ci manderà costantemente a quel paese. Il Barbaro è palesemente la parodia di Conan il Barbaro, e ovviamente vuole solo “schiacciare nemici, inseguirli mentre fuggono e ascoltare i lamenti delle femmine” come vuole la tradizione. L’Elfa è ingenua, appiccicosa e ossessiva. Il Ranger è il poveretto che si è auto-eletto a leader del gruppo, ma che entra in crisi davanti ad ogni presenza femminile. La Chierica è una nobilotta che guarda tutti dall’alto al basso, mentre il Ladro… beh, povero Ladro, si lamenta costantemente della sua infanzia e della sua vita infame, venendo costantemente ignorato dal gruppo. Queste sono sono alcune delle personalità che vi accompagneranno, e che definiranno tutta l’atmosfera di The Dungeon Of Naheulbeuk: The Amulet Of Chaos rendendolo divertente ed emozionante. Il resto è tutto da scoprire!

Godibile, bello ed esilarante
Stile cartoonesco... da favola!The Dungeon Of Naheulbeuk: The Amulet Of Chaos risulta essere graficamente piacevole e gratificante, grazie ad una caratterizzazione dei personaggi sviluppati in stile cartoonesco, con animazioni strambe volutamente rese goffe per rendere meglio l’ironia di cui l’intero gioco vive. A colpo d’occhio il tutto risulta pulito: i modelli semplici sono funzionali e svolgono perfettamente il loro ruolo dando vita a personaggi magri, alti e grassi che vivono dei loro piccoli, innocenti stereotipi. I colori vividi fanno la loro parte, esaltando in maniera particolare le atmosfere del gioco, sia quelle cupe che quelle più rilassanti.
La musica non è particolarmente rilevante in qualche modo, anche se risulta comunque piacevole da ascoltare e adatta ai vari contesti che andremo ad affrontare. Se da questo punto di vista il gioco sembra meno riuscito, la memorabile ambientazione regalataci dal team di sviluppo del dungeon invece va applaudita perchè ha centrato in pieno l’obbiettivo di rendere interessanti i vari scenari, regalandoci ogni volta nuove possibilità di combattimento ed eplorazione. Assieme a questo, l’elemento comico che è centrale nel titolo, riuscitissimo: è vero che le battute dei personaggi possono sembrare al primo impatto scontate o prevedibili, o ancora peggio frutto di una scrittura non ben riuscita. In realtà – se ne renderanno conto tutti i giocatori da tavolo che sono anche videogiocatori – queste battute sono una resa abbastanza realistica, in linea con l’idea generale che si è venuta a creare attorno ai personaggi (piccoli esempi: il bardo seduce sempre tutto; gli elfi sono insopportabilli ed il ladro del party continuerà a parlare di quanto il proprio passato sia stato oscuro e terribile senza venire ascoltato da nessuno). Inoltre il titolo offre tonnellate di citazioni dirette a D&D, al Signore degli Anelli e persino a Warhammer, in grado di strappare numerosi sorrisi. Per quanto riguarda la longevità del gioco, essa risulta piuttosto ampia e si aggira attorno alle 15 ore per la trama principale, e alle 50 ore completando le side quest, pur non offrendo molta rigiocabilità.
In ultimo, The Dungeon Of Naheulbeuk è doppiato da un cast di doppiatori veramente abili, in grado di rendere molto bene l’estremizzazione dei personaggi, guidato da Felicia Day (famosa per The Guild, Geek & Sundry). Assieme a lei, tutti i doppiatori sono legati all’ambiente delle campagne epiche fantasy – nel caso qualcuno dovesse seguirli li riconoscerà sicuramente, anche perchè il gioco è localizzato interamente in inglese e purtroppo non offre sottotitoli in italiano. Tuttavia, questo non vi dovrebbe fermare se lo valutate per un eventuale acquisto: l’inglese usato è comprensibile e pensato per essere apprezzato da un ampio parco di persone, anche se inevitabilmente certe sfumature vanno a perdersi.

Piattaforma: Pc (via Steam, GoG, Epic Store)
Pegi: 13+
Longevità: (15 ore di trama principale) 50 ore circa per trama e side quest
Sviluppatore: Artefacts Studio
Editore: Dear Villagers, E-Home Entertainment
Distributore: Steam
Lingua: completamente in inglese
Anno: 17 settembre 2020
Tipologia: GDR, strategico, a turni