Tales of Xillia è ricordato come uno dei capitoli più memorabili della serie, un vero e proprio punto di svolta. Originariamente pubblicato in Giappone nel 2011 su PlayStation 3, rischiava seriamente di non vedere mai la luce in Occidente, rimanendo confinato sul suolo nipponico. Nonostante lo straordinario successo in patria, Namco Bandai era infatti restia a portare questo capitolo della rinata saga JRPG in Europa e negli Stati Uniti, viste le scarse vendite ottenute dai precedenti episodi al di fuori del Giappone.
Dopo due anni, nel 2013, Bandai Namco si convinse finalmente a esportare Tales of Xillia e il suo seguito anche in America ed Europa, con tanto di localizzazione nella nostra lingua. Da quel momento la serie Tales of iniziò a essere commercializzata globalmente, senza più vincoli territoriali o linguistici, né lunghi tempi di attesa tra un’uscita e l’altra. Per chi se lo fosse perso, Bandai Namco ha ora deciso di riproporre proprio Tales of Xillia, naturalmente in versione Remastered.
In compagnia dello studente di medicina Jude e della “Signora degli Spiriti” Milla Maxwell, partirete per un’avventura epica sotto forma di action JRPG, il cui sistema di combattimento portò a suo tempo una ventata d’aria fresca nel genere, grazie a elementi da picchiaduro e a un cast di personaggi mai così ispirato. Completo di tutti i DLC e impreziosito da una nuova veste grafica, Tales of Xillia è pronto a farci emozionare ancora una volta. Non perdiamo altro tempo e immergiamoci nella recensione di Tales of Xillia Remastered!
Medici in prima linea

Quella di Tales of Xillia è una delle storie più amate e ricordate dai fan, sia per la scrittura brillante e coinvolgente, sia per l’ottima caratterizzazione dell’intero cast di protagonisti, che si amplia progressivamente con l’avanzare della trama. L’avventura inizia nella splendida cornice di Fenmont, una sorta di capitale dallo stile modern fantasy, con protagonista Jude Mathis: non un eroe leggendario in erba, ma un umile studente di medicina.
L’incontro con la misteriosa Milla Maxwell e con un pericoloso congegno chiamato Lancia di Kresnik darà il via a un’escalation di eventi sempre più intensi ed emozionanti. Ricorrente nella serie di Namco Bandai, e presente anche in questo capitolo, è il tema dell’utilizzo della magia per scopi più o meno etici da parte dell’uomo: un filo conduttore che attraversa tutta l’avventura e che riflette su come il potere, se finisce nelle mani sbagliate, possa alterare l’equilibrio del mondo intero.
L’unione fa la forza

Come già accennato, Xillia portava con sé una serie di innovazioni significative in termini di gameplay. Il sistema di combattimento riprendeva le meccaniche già viste nel memorabile Tales of Symphonia, divenute poi marchio di fabbrica della serie, ma aggiungeva anche alcune novità di grande impatto. Il sistema dei “vincoli” permetteva, ad esempio, di connettersi a un altro membro del party per accerchiare i nemici, colpire all’unisono e sferrare Arti combinate di grande spettacolarità.
Una formula di gioco poi ulteriormente raffinata nel seguito Tales of Xillia 2 che, secondo alcune voci, riceverà a sua volta una Remastered e che ancora oggi risulta dinamica e divertente. I vincoli creano un numero impressionante di combinazioni con cui sperimentare, spingendo il giocatore a cambiare frequentemente il party non solo per adattarsi alle esigenze di battaglia, ma anche per scoprire nuove e devastanti Arti combinate.
Tutto è stato mantenuto fedele all’originale anche in questa Remastered, inclusa la Sfera Lilium, una sorta di albero delle abilità attraverso il quale sbloccare nuove Arti o potenziamenti disegnando aree di connessione e spendendo punti PC (Punti Crescita), ottenuti con l’avanzamento di livello dei personaggi. Tutti elementi ormai classici all’interno dei JRPG, ma che in Tales of Xillia trovavano un equilibrio perfetto, rendendolo uno dei capitoli più riusciti dell’intera saga.
Xillia quindici anni dopo

Come per ogni Remastered, è inevitabile chiedersi quanto un titolo riesca a reggere il peso degli anni. Per un gioco del 2011, il divario tecnologico tra PlayStation 3 e le attuali console è inevitabilmente ampio. La serie Tales of non ha mai puntato su grafiche fotorealistiche, preferendo uno stile colorato e cartoonesco che, oggi, rischia però di apparire un po’ datato.
Fortunatamente, la direzione artistica di Tales of Xillia mantiene ancora oggi un certo fascino, e le splendide cutscene in stile anime aiutano a rendere più gradevoli modelli e animazioni che già allora risultavano modesti. Texture, risoluzione e framerate sono stati oggetto di un discreto lavoro di svecchiamento: nulla di rivoluzionario, ma sufficiente a rendere questa Remastered coerente con operazioni simili, pur restando un po’ minimalista.
Poco cambia anche sul fronte dei contenuti. Tales of Xillia Remastered include infatti tutti i DLC rilasciati dopo il lancio, anche se si tratta perlopiù di contenuti cosmetici piuttosto che di espansioni narrative o di gameplay. Completano l’offerta un artbook digitale e la colonna sonora ufficiale. Certo, una collection con entrambi i capitoli ambientati nell’universo di Xillia avrebbe fatto molto più gola, ma si tratta comunque di due titoli che, anche presi singolarmente, offrono decine di ore di puro divertimento.
La recensione in breve
Tales of Xillia Remastered rappresenta un’ottima occasione per riscoprire uno dei migliori capitoli della celebre serie JRPG firmata da Hideo Baba. Uscito originariamente nel 2011 su PlayStation 3 e approdato in Occidente due anni dopo, Xillia ha segnato un vero punto di svolta per il franchise, introducendo elementi di gameplay e narrativa che ancora oggi caratterizzano il marchio Tales of. Il peso degli anni si fa sentire soprattutto sul versante tecnico, ma dal punto di vista del gameplay il titolo riesce ancora a divertire e coinvolgere come un tempo. Una remastered discreta, forse poco generosa nei contenuti, ma capace di ricordarci perché Tales of Xillia rimane, a distanza di quindici anni, uno dei JRPG più amati della sua epoca.
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Voto Game-eXperience
