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Streamer russo uccise la fidanzata in diretta: condannato a 6 anni di reclusione

Si è arrivati finalmente a una condanna per quanto accaduto in Russia diversi mesi fa.

Lo streamer russo noto come Stas ReeFlay, che mesi fa uccise la sua fidanzata praticamente in diretta su YouTube, è stato ora condannato a 6 anni di reclusione per via di quanto accaduto.

L’avvenimento si è tenuto in Russia qualche mese fa, in cui Stanislav Reshetnikov avrebbe lasciato la sua ragazza mezza nuda chiusa fuori sul balcone per 15 minuti, per una scommessa.

Questo periodo di tempo però è bastato per far morire Valentina “Valya” Grigoryeva di ipotermia, mentre lo streamer l’avrebbe anche picchiata prima di tutto questo.

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Sono stati infatti accertati numerosi lividi sul viso come anche diversi traumi craniocerebrali, mentre sono stati smentiti i report che vedevano la ragazza essere anche incinta. Il colpevole, che rischiava prima fino a 15 anni di galera per omicidio colposo o soltanto due anni nel caso si dimostrasse come incidente per aver mostrato una morte in diretta, è stato ora condannato a 6 anni di reclusione e a sanzioni economiche.

Al fine di istituire pene più specifiche per le dirette “spazzatura” è stato interpellato addirittura il senatore russo Aleksey Pushkov. Alcuni streaming sulla piattaforma non sarebbero infatti conformi a norme etiche basilari, sfociando addirittura nella crudeltà oltre che nel malcostume.

Il senatore ha così dichiarato che “il problema si sta diffondendo sempre di più, perciò bisogna assolutamente rispondere con nuove leggi in grado di limitare queste attività“. Il trash-streaming sarebbe molto popolare in Russia, presentando contenuti dalla natura depravata in grado di far fare soldi agli streamer tramite le donazioni e le interazioni degli spettatori.

streamer stas

Ricordiamo che a marzo una diretta su YouTube ha mostrato una donna venir drogata e assaltata sessualmente nella sua casa in Russia, come riportato dal The Sun e dai media russi. Inoltre, e febbraio morì una signora di 60 anni, sempre in Russia, dopo aver bevuto un litro e mezzo di vodka durante una diretta.

Tutti questi casi hanno portato i legislatori e varie associazioni a combattere, seppur timidamente, questo orribile trend che ormai sta prendendo sempre più piede in giro per il mondo.