Secondo Bruce Nesmith, veterano di Bethesda Game Studios e designer con alle spalle lavori su The Elder Scrolls IV: Oblivion, Skyrim e Fallout 3 e 4, Starfield non è riuscito a raggiungere il livello qualitativo dei grandi RPG della casa di sviluppo per una ragione ben precisa: la generazione procedurale dei contenuti.
In un’intervista rilasciata al podcast FRVR, Nesmith ha spiegato che, pur trattandosi di un “grande gioco”, il titolo soffre di una perdita di identità e profondità rispetto ai precedenti lavori dello studio, noti per le loro ambientazioni costruite interamente a mano e per la cura dei dettagli.
“Quando i pianeti iniziano a sembrare tutti uguali, e smetti di provare entusiasmo nell’esplorazione, è lì che il gioco crolla”, ha dichiarato Nesmith. Il problema, secondo lui, nasce dal tentativo di rappresentare uno spazio realistico e scientificamente accurato: un ambiente affascinante ma “intrinsecamente vuoto”, che ha costretto il team a riempire interi sistemi con contenuti generati automaticamente. Questa scelta, però, ha ridotto la capacità del gioco di raccontare storie ambientali e di proporre missioni uniche, elementi che avevano reso iconici Skyrim e Fallout.
Nesmith, appassionato di astronomia e responsabile di parte del lavoro sui dati spaziali del progetto, ha sottolineato anche come la varietà dei nemici e la struttura delle missioni non riescano sempre a sostenere l’esperienza. “Ci sono creature aliene interessanti, ma non sono veri avversari narrativi: servono solo a riempire i pianeti, un po’ come i lupi in Skyrim”, ha spiegato, aggiungendo che l’unico vero pericolo costante restano i combattimenti con altri umani.
Pur con queste critiche, il designer non rinnega il valore del gioco. Starfield, infatti, ha venduto bene, ha una community attiva di modder e continua a ricevere aggiornamenti e nuovi contenuti, compresi DLC narrativi e miglioramenti all’esplorazione. Tuttavia, secondo Nesmith, il peso delle aspettative ha inciso sulla percezione generale: “Se non fosse stato un titolo Bethesda, la gente lo avrebbe giudicato in modo diverso”.
In definitiva, Starfield resta un progetto ambizioso e importante per Bethesda, ma anche un esempio emblematico di come la scala e la tecnologia possano, a volte, sacrificare la profondità narrativa e la magia artigianale che hanno definito The Elder Scrolls e Fallout.
Ricordiamo infine che nelle scorse ore, un noto leaker ha affermato che Starfield per PS5 non verrà annunciato quest’anno.
