Undead Labs è quasi pronta a rilasciare il suo secondo titolo, State of Decay 2 è senz’altro uno dei giochi più interessanti della line-up Xbox e, insieme a Sea of Thieves, va a chiudere la prima metà del 2018 targato Microsoft.

Attraverso un saggio mix di elementi survival e sandbox, i ragazzi di Undead Labs sono riusciti a proporre un titolo bilanciato ed interessante con il primo State of Decay. Uscito inizialmente su Xbox 360 nell’ormai lontano 2013, il titolo a base di zombie faceva parte del programma Xbox Live Arcade, antenato spirituale di quello che oggi viene chiamato ID@Xbox. State of Decay 2 è stato annunciato durante la conferenza Microsoft tenutasi in occasione dell’E3 2016 e, dopo una fase completamente fuori dai radar, il titolo ha continuato il suo sviluppo completamente indisturbato, crescendo esponenzialmente in termini di rilievo ed importanza all’interno della line-up della casa di Redmond. Il lancio ufficiale di State of Decay 2 è fissato per il 22 Maggio e, mentre siamo completamente immersi nel mondo di gioco, abbiamo pensato di darvi qualche anticipazione. La recensione finale, fissata per giovedì 17 maggio  alle 9:00, comprenderà un’analisi completa di quella che è l’esperienza di gioco proposta da State of Decay 2, non possiamo dirvi moltissimo al momento e sicuramente cercheremo di evitare spoiler qualora fosse necessario.

Il primo impatto con State of Decay 2 ci immerge in un mondo molto familiare per coloro che hanno giocato il primo capitolo, presentando elementi già presenti in State of Decay accompagnandoli ad un’azione molto pacata e mirata ad introdurre i nuovi giocatori al mondo di gioco. Pur presentandosi come un Survival Sandbox, State of Decay 2 non propone, almeno non inizialmente, quei momenti di azione pura ma inquadra l’elemento zombie utilizzando una consapevolezza dei personaggi atta a demolire quel muro di terrore inziale tipico dei titoli zombie-based. A differenza del primo capitolo, State of Decay 2 è ambientato in un periodo durante il quale l’invasione Zombie è più che consolidata e i superstiti rimasti devono fronteggiare una vita fatta di sopravvivenza e minacce continue. Oltre ad i classici problemi legati ad un’invasione zombie, State of Decay 2 decide però di aggiungere qualcosa a quella formula già consolidata con il primo capitolo, un rischio concreto di infezione difficile da curare e capace di spazzar via un avamposto in men che non si dica. Siamo di fronte ad una premessa narrativa decisamente più debole rispetto a quanto visto nel primo capitolo che comunque riusciva a creare un legame con i personaggi iniziali, caratterizzandoli in modo concreto e dando un peso ben specifico a tutti i componenti del gruppo. State of Decay 2 propone qualcosa di molto più leggero e decontestualizzato, lasciandoci scegliere una coppia di personaggi iniziali i quali nomi sono generati proceduralmente così come quelli degli altri personaggi che incontreremo. Quella di proporre un algoritmo procedurale all’interno delle trame narrative del titolo va a sfibrare il tessuto che lega i personaggi, riducendoli così ad una somma delle loro statistiche, mantenendo freddamente le distanze da un possibile legame con il giocatore.

Se è vero che tutti sono utili ma nessuno è indispensabile, State of Decay 2 mette l’accento sulla volatilità dei nostri personaggi, avvicinandosi pericolosamente ad un gestionale primo di sentimenti ma fatto di compiti da svolgere per sopravvivere. La gestione della nostra base si presenta in modo curatissimo, presentando elementi sandbox che vanno a mischiarsi con altri gestionali sia per quanto riguarda le strutture presenti che per il ruolo da assegnare ad ogni personaggio. Sicuramente ne parleremo in modo più dettagliato in fase di recensione ma possiamo tranquillamente dire che la gestione della base rappresenta una delle colonne portanti del titolo e richiede molta cura da parte del giocatore per far sì che non vada tutto a rotoli. Durante la nostra analisi abbiamo inoltre avuto modo di sperimentare una delle funzioni più richieste nel primo capitolo: la  modalità cooperativa. State of Decay 2 arriva infatti con un carico di contenuti innovativi molto interessanti, tra tutti spicca sicuramente la possibilità di giocare con altri tre amici e di sopravvivere insieme. Un’idea davvero interessante, frutto di innumerevoli richieste dei giocatori nel corso degli anni. State of Decay 2 costituisce infatti il terreno perfetto per proporre un titolo dalla forte componente cooperativa e non possiamo nascondere un po’ di delusione quando abbiamo scoperto che non è tutto oro quello che luccica. Se è infatti vero che è possibile invitare fino a tre amici nella propria “partita” è altrettanto vero che la componente cooperativa si presenta in modo fortemente limitato e non propone una soluzione di continuità molto valida. Altri dettagli seguiranno nella recensione finale ma uno dei più grandi limiti di State of Decay 2 per quanto riguarda la cooperativa è la compartizione, quasi stagna, dei mondi dei giocatori partecipanti. Nessuno, host a parte, potrà infatti esercitare un ruolo decisivo all’interno della comunità, tenendo i gruppi dei giocatori partecipanti al di fuori della partita, lasciando che un “premio multigiocatore” si sostituisca a quella che poteva benissimo essere una gestione completamente condivisa di un gruppo di giocatori.

L’esperienza di gioco si sta rivelando comunque molto interessante finora e non ci resta che salutarvi e darvi appuntamento a Giovedì 17 Maggio per la recensione finale di State of Decay 2 sempre sulle nostre pagine.

 

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