Una delle notizie più chiacchierate degli ultimi giorni riguarda sicuramente la dipartita di Bungie dal colosso Activision. Una rottura improvvisa, almeno per il pubblico, che apre diversi interrogativi sul futuro dell’azienda che ha dato vita ad Halo ma soprattutto sul futuro di Destiny, uno dei franchise più amati degli ultimi anni che rischia di infrangersi contro il muro delle difficoltà economiche che insorge senza un publisher alle spalle. Vediamo dunque quali sono i possibili scenari che si prospettano nel futuro dell’azienda statunitense.

L’industria dei videogiochi, in quanto tale, non è affatto esente da problemi di natura economico-burocratico, stiamo comunque parlando di aziende, di interessi e, soprattutto, di soldi. Quello tra Bungie ed Activision non è il primo “divorzio” della storia dei videogiochi, negli ultimi anni abbiamo assistito a tantissime manovre del genere, manovre che spostano elementi critici dell’industria e che vanno a creare situazioni non sempre piacevoli. La prima tra tutte riguarda proprio Bungie che, separatasi da Microsoft, abbandonando così il franchise di Halo, va ad abbracciare Activision per dare vita a Destiny. Movimentare gli equilibri all’interno dell’industria non è dunque cosa nuova ma soprattutto da alle aziende coinvolte la possibilità di lanciarsi sul mercato con proposte completamente nuove. Ad alimentare questa ipotesi troviamo un altro importante precedente che riguarda sempre Microsoft. Stiamo parlando del divorzo di Epic Games da Gears of War, questa volta venduto a Microsoft, e la totale dedizione a Fortnite negli anni successivi. In entrambi i casi, sia in 343 Industries che The Coalition, parti fondamentali dei rispettivi team di sviluppo hanno deciso di continuare rispettivamente su Halo e Gears of War. Da un lato abbiamo una 343 Industries che deve ancora farsi perdonare la sbandata narrativa di Halo 5, compensata comunque con un ottimo comparto multigiocatore, dall’altra abbiamo The Coalition che, dopo aver ripreso egregiamente le redini dell’IP, ha mostrato qualche scorcio di un Gears 5 completamente cambiato, un titolo che esprime la personalità del team e che non va ad allungare l’ombra di Cliff.

Prima di tornare a Bungie e ad Activision è però il caso di puntare la lente proprio su Cliff Bleszinski, separatosi da Epic Games poco dopo il divorzio con Microsoft per fondare Boss Key Productions senza però ottenere il successo sperato a dimostrazione che non basta semplicemente avere qualche buona idea per restare sul mercato e per concretizzare determinate idee servono soldi, risorse e pubblicità. L’altra faccia della moneta in una dipartita come quella di Cliff è rappresentata da Hideo Kojima che, separatosi da Konami, ha fondato anch’esso il suo studio, ottenendo però l’appoggio di Sony e garantendosi l’approvazione del pubblico pur non avendo ancora mostrato nulla. Sono situazioni simili ma allo stesso tempo molto diverse che evidenziano l’importanza delle relazioni, dei tempi e dei modi in cui proporre un idea ed uscire allo scoperto.

Come già saprete, Bungie manterrà la proprietà intellettuale di Destiny anche dopo il divorzio con Activision. Mantenere in piedi l’infrastruttura di un titolo come Destiny non è affatto semplice e sicuramente non è economico. Bisogna capire se Bungie sceglierà di continuare sulla sua strada, rinunciando ad un Publisher, oppure si appoggerà ancora una volta ad un altro finanziatore. Questa manovra va sicuramente a rallentare il processo di sviluppo di un eventuale Destiny 3, lasciando spazio ad una possibile nuova proprietà intellettuale con lo scopo di scardinare l’opinione pubblica dal binomio Bungie-Destiny in modo da presentarsi al mondo sotto un’altra veste. Molti ipotizzano un ritorno in Microsoft, le condizioni sono effettivamente favorevoli per uno scenario del genere ma bisogna ricordare quali furono le ragioni che spinsero Bungie ad uscire dall’ombra di Microsoft. Un ritorno in casa Microsoft non significherebbe comunque un ritorno ad Halo, al massimo un supporto e, tenendo ben presente che molte meccaniche di Destiny sono simili a quelle già presenti in Halo, non è difficile ipotizzare una possibilità del genere. Diventare completamente indipendenti vorrebbe comunque dire rinunciare al supporto economico, rinunciare ai finanziamenti capaci di far divenire realtà quelle che al momento sono soltanto idee e caricarsi sulle spalle tutte le spese che ruotano intorno allo sviluppo di un videogioco, proprio per questo pensiamo che questo sia lo scenario meno probabile. Cosa accadrà dunque a Bungie? Un distacco del genere, improvviso e netto, non può essere stato fatto senza delle soluzioni per il futuro, l’aria che si respira in Bungie è infatti un’aria di liberazione, non di miseria. La software house statunitense ha sicuramente ben chiari i passi da compiere per il futuro, non stiamo parlando degli ultimi arrivati.

Quale destino aspetta dunque bungie dopo la dipartita con Activision? Il primo passo è sicuramente quello di trovare un nuovo Publisher, se non l’hanno già fatto, e presentarsi al mondo sia con delle novità sullo stato di Destiny che con un nuovo franchise atto a scandire un nuovo capitolo nella storia costellata di successi di Bungie.

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