Uccidi il capo, uccidi i colleghi sparloni che giocano al rimpiattino contro le pareti, uccidi i responsabili che non ti ascoltano. Hai un taglierino in mano e non la legalità di tirare sberle ai più potenti e assetati mostri della vita reale. Però, fortunatamente, il mondo è pieno di videogiochi non solo coinvolgenti ma cui l’unico motivo è uccidere, sterminare, lootare e ricominciare da capo sempre meglio, sempre di più. Altro che taglierino, non vorresti sparare al tuo boss con un bazooka al plasma e un’enorme esplosione, andandotene con gli occhiali da sole dall’uscita principale in stile Michael Bay? Si può. Con Borderlands. Si. Può.

Ed è così che iniziamo a trattare della scalata al successo di questo titolo spaventosamente divertente e utilissimo per sfogare un po’ di rabbia repressa, e del suo seguito in cui il Capo stavolta è squartabile davvero a nostra completa discrezione. Come si diceva: un brutto anatroccolo ferito che riemerge su ali di cigno imbrattate del sangue dei nemici in una giravolta sanguinaria e maniacale.

Iniziamo con calma e ordine (mica tanto): Borderlands è uno sparatutto in prima persona post-apocalittico o quasi, con svariati elementi RPG, creato da Gearbox Software per Pc (Win e Mac), Ps3, Xbox 360. La sua nascita fu rivelata al mondo nel 2007, il rilascio effettivo il 20 ottobre 2009, due anni di sviluppo che hanno fatto la differenza tra i tanti e l’unico e inimitabile. Una versione ancora migliore fu rilasciata poi il 3 aprile 2019, per permettere davvero a tutti di essere testimoni di questo mondo apocalittico e controverso.

La storia parte in un lontano futuro, anno 2864, quando diverse navi di colonizzazione si dirigono verso il pianeta Pandora. I coloni arrivano alla ricerca di una vita migliore e delle vaste risorse di cui si parla tanto sul pianeta, tutte da conquistare in una corsa a “chi prima arriva meglio alloggia”. Purtroppo per loro, tutta questa ricchezza sventagliata e idealizzata non esiste, il pianeta non offre molto a parte qualche rovina decrepita e strana. Scoperta la verità, le compagnie minerarie del pianeta se la danno a gambe, lasciando lì non solo i coloni ma anche i criminali e pazzoidi impiegati come forza lavoro.

Le rovine in realtà offrono una tecnologia aliena inaspettata, che alcuni coloni usano per arricchirsi. Molti altri tentano la sopravvivenza come meglio possono, in piccole cittadine, anzi, paeselli, unendo le forze e i cervelli per salvarsi dalla minaccia che spunta dopo circa sette anni, quando l’orbita del pianeta porta la stagione dall’inverno alla primavera rivelando creature mostruose in risveglio da un lungo letargo.

Una lieve speranza emerge da un messaggio radio inviato dalle persone che hanno scoperto un Vault, contenuto in una volta aliena scolpita nel fianco di una montagna. Questo Vault sembra contenere depositi di tecnologia e segreti alieni mai visti, ma non esistono prove in quanto le uniche persone ad entrare sono state spazzate via da una forza spaventosa, riuscendo solo a registrare la trasmissione che reclama la proprietà del Vault, senza indicarne la posizione.

Borderlands ci dà la possibilità di avere un single player con una grafica cartoonesca spettacolare e colorata e una colonna sonora azzeccata, incalzante, un vero salto rispetto ad altri giochi Fps grigi e con tracce audio insipide o marginali all’azione, oltre ad una coop online a quattro giocatori e ad una coop a schermo condiviso con due giocatori attaccati alla stessa console. Gran parte del gameplay consiste in quello di un classico sparatutto in prima persona, con un vasto arsenale di armi da usare e ancora più nemici di vario stampo da combattere. I veicoli sono a disposizione, personalizzabili per il combattimento. Il loot dei nemici è casuale, consiste di solito in equipaggiamento che se utile nel single player, diventa di fondamentale importanza nella coop e nel multiplayer a quattro in quanto aumenta di grado e potenza, così come i nemici da sconfiggere per averlo. Non bastasse, esiste il player vs. player: quando un giocatore lo desidera può attaccarne un altro, che se accetta inizia il duello. I giocatori possono scontrarsi in arene nelle varie mappe di gioco, anche con giochi a squadre, ma non vincono oggetti – solo sanguinario divertimento.

Dopo aver completato la “trama” (termine esagerato in realtà, ma che assolutamente non pesa nel gioco) i giocatori possono liberamente percorrere tutto il mondo, concludendo le missioni secondarie incompiute. Dopo essere tornati alla schemata principale, possono comunque decidere di giocare al Nuovo Gioco 2, dove rinizieranno con i personaggi già attrezzati, livellati, con i soldi e le abilità con cui hanno completato la prima run. Anche i nemici saranno livellati a loro volta, iniziando dal livello 34 e salendo.

Il single player peccava di una certa ripetitività di fondo, che spariva completamente nelle partite a più giocatori, coop online o locale. La calibrazione delle classi era ben pensata per alimentare la frenesia delle battaglie ma anche le tattiche di gruppo, se il party è ben calibrato e affiatato. L’unica cosa che un po’ amareggia è che entrando in partite avanzate rispetto al proprio percorso le missioni non verranno conteggiate, mentre exp e armi rimangono al giocatore.

Non molti si aspettavano il successo di Borderlands – che veniva troppo accostato ad una copia di Diablo più Fps – ma il gioco andò a segno e nel cuore dei giocatori si creò una speranza che dopo pochi anni divenne fondata: Borderlands 2, ancora più ricco di contenuti, furore e rabbia. Borderlands 2 viene annunciato nel 2011 e rilasciato il 18 settembre 2012 negli Usa, il 20 settembre in Australia e Asia e il 21 settembre internazionalmente.

Quasi uguale al primo, Borderlands 2 riparte da dov’eravamo stati lasciati, cinque anni più tardi: Handsome Jack, l’antagonista per eccellenza, ha rilevato la Hyperion Corporation, si è dichiarato dittatore assoluto di Pandora e si è preso il merito di aver trovato quel famoso Vault. Jack ha cancellato inoltre la luce sul pianeta, ponento una base a forma di H gigante in orbita proprio di fronte alla luna di Pandora. Il nuovo gruppo di Vault Hunters in questo gioco diventa il killer esecutore di Jack, per riportare la pace sul pianeta.

I protagonisti iniziano su un treno diretto chissà dove per iniziare la ricerca, ma quasi subito il treno non si rivela essere altro che una trappola di Jack per uccidere tutti gli Hunter. I cacciatori si difendono quindi nel lungo passaggio tra i vagoni fino ad un carico di esplosivi: l’eslosione fa precipitare il mezzo nella Zona Contaminata dell’Artico, con la nostra squadra ancora viva tra le macerie mentre Claptrap sta scavando tra i resti. In seguito, un misterioso “Angelo” li contatta, spiegando perché Jack deve essere ucciso e dirigendoli verso i quattro originali trovatori del Vault per strapparli dalle grinfie della Hyperion.

Quindi tutti i nostri ex-personaggi riappaiono nel sequel come Png, assumendo in realtà un ruolo fondamentale per la trama principale e offrendo missioni secondarie che continuano le loro storie.

Borderlands 2 prende a piene mani dalla struttura e dal gameplay del primo, mantenendo la caratteristica grafica cartoon frizzante e sempre più colorata ed energica, apportando delle modifiche lievi a quello che i fan avevano già potuto conoscere e ammirare, ad esempio una trama coerente e inaspettatamente carina da seguire, narrata tramite capitoli e numerose missioni extra. Le mappe di gioco infatti non sono tutte da subito disponibili, ma verranno sbloccate mano a mano che procederemo nel gioco, completando missioni, uccidendo per raccogliere un nuovissimo e ampissimo arsenale di armi, equipaggiamenti, accessori ed esperienza, necessari per andare avanti a potenziare il proprio personaggio. Nonostante siano piccole, queste minime influenze determinano un gameplay molto più variegato, intrigante, soddisfacente, che rendono questo gioco notevolmente migliore e più bilanciato del predecessore, che si evolve per dare forma ad un prodotto completo scacciapensieri e graficamente stuzzicante. Anche il sonoro rimane qualitativamente ottimo, e le presentazioni dei nemici non mancheranno mai di sorprenderci o di farci, in qualche modo, divertire: la giusta dose di azione che il cigno assassino richiede, con un assetto sempre più curato e personaggi sempre più interessanti!

Un vero consiglio: provate l’uno e poi gettatevi sul due, e capirete la differenza, l’ironia intrinseca in ogni piccola cutscene o scena introduttiva, l’egocentrismo di Handsome Jack che la fa da padrone e come cattivo funziona, si fa odiare e dà risalto ai “buoni” – anche se pur sempre mercenari. Preparatevi a distruggerlo al meglio et voilà, le jeux son fait!

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