L’ultima apparizione pubblica di Death Stranding ha rivelato al mondo intero la tanto attesa data di pubblicazione ma non solo. E’ stato infatti definito quello che sarà il cast di attori che presteranno il proprio volto per i protagonisti della nuova creatura di Hideo Kojima.
Kojima ha sempre visto come sottilissima la linea che separa il mondo del cinema da quello dei videogames, in un’intervista dello scorso anno a Heat Vision ha dichiarato infatti che:

Il processo [di sviluppo di un film e di un videogioco] è praticamente lo stesso. L’unica differenza, al giorno d’oggi, è se questi siano interattivi o meno. Quando subentrerà il fattore controllo, come la possibilità di regolare la telecamera, allora il confine tra questi due tipi di media scomparirà.

Del resto, Hideo Kojima si è sempre definito al “70% composto da film”, dimostrando più volte la sua passione per il cinema attraverso interviste e tweet.
Per questo il creatore di Metal Gear Solid ha voluto dare un tocco cinematografico al suo Death Stranding, ingaggiando un vero e proprio cast di stelle hollywoodiane a interpretare i suoi criptici personaggi.
Norman Reedus, Mads Mikkelsen, Léa Seydoux, Margaret Qualley, Tommie Earl Jenkins, Troy Baker, Lindsay Wagner, Emily O’Brien, Guillermo del Toro e addirittura il regista Nicolas Winding Refn saranno infatti le stars che compariranno nel gioco.
Andiamo a scoprire chi sono e perché sono state scelte dal game director giapponese per apparire in Death Stranding.

The Walking Sam

La star di The Walking Dead, Norman Reedus, sarà Sam Bridges, il protagonista di Death Stranding.
L’attore classe 1969 è famoso principalmente per aver interpretato Daryl Dixon, personaggio di spicco della serie zombies tratta dal fumetto di Robert Kirkman e trasmessa in America dal canale AMC, divenuta poi di enorme successo in tutto il mondo, battendo ovunque record di spettatori.
Il personaggio, non presente nel fumetto originale ma realizzato appositamente per la serie TV, ha conquistato il pubblico grazie proprio all’interpretazione di Norman Reedus, acclamato dalla critica per aver sostanzialmente contribuito a delineare il carattere e il temperamento del glaciale ma benevolo Daryl.
La collaborazione fra Kojima e Reedus è nata parecchi anni fa, grazie a Guillermo del Toro, regista premio Oscar per La forma dell’acqua, autore anche di capolavori come Il labirinto del Fauno e Hellboy, qui volto di Deadman, uno dei componenti della Bridges.
Kojima e Del Toro si conobbero nel 2014 in occasione di Silent Hills, remake dell’originale titolo horror Konami presentato a sorpresa durante la Gamescom di quell’anno che però venne cancellato di lì a breve segnando così il divorzio fra il game director e la sfotware house giapponese.
Il protagonista di quel gioco che non vide mai la luce, era proprio Norman Reedus, e fu lo stesso regista messicano, suo amico di lunga data, a introdurlo a Kojima.
Convinto dalle qualità dell’attore, Kojima scelse così di riproporlo per il suo primo titolo realizzato senza Konami.
Nei panni di Sam Bridges lo vedremo in missione per l’organizzazione Bridges attraverso le terre desolate di ciò che una volta erano gli Stati Uniti d’America, resi desolati e privi di civiltà dall’intervento della Death Stranding.

Dalla fredda Danimarca al rovente Giappone

A interpetare Cliff, villain principale del gioco, sarà l’attore danese Mads Mikkelsen, conosciuto a livello internazionale per aver recitato in Blockbuster del calibro di Rogue One: A Star Wars Story e 007 Casino Royale, ma ricordato principalmente per la saga di Pusher nonché Valhalla Rising. Film che devono essere piaciuti parecchio allo sviluppatore giapponese, tanto da spingerlo a inserire in un cameo addirittura il regista di entrambe le pellicole, anch’egli danese, Nicolas Winding Refn, che ha curato la regia fra gli altri di Drive (palma d’oro a Cannes nel 2011) e che vedremo qui interpretare un non meglio identificato Heartman.
Mads Mikkelsen, in un’intervista a Polygon, ha raccontato così il suo primo incontro con l’autore di Death Stranding:

Ci siamo conosciuti grazie a un amico in comune. A Hideo piace lavorare con i suoi amici, ha guardato alcuni dei miei film, ha voluto conoscermi e abbiamo raggiunto questa connessione. Gli è bastato questo per capire di volermi nel suo gioco.

Mikkelsen ha anche descritto le sue prime reazioni quando ricevette i dettagli sul gioco che stava realizzando:

Non avevo la minima idea di cosa stesse parlando. Stavo solamente andando a incontrare un conoscente di un mio amico e vidi che tutta la gente attorno, ben più giovane di me, rumoreggiava dicendo ‘Ehy, questo è il padrino dei videogames!’. In effetti si rivelò un genio.
Ha cercato di spiegarmi ciò che voleva fare e io ero lì, in piedi come un idiota, a ripetere ‘Che cosa? Puoi ripetermelo di nuovo?’. Il suo mondo è così complesso. Ha senso solo quando è finito, è davvero arduo da comprendere a parole.

Il rapporto fra Kojima e gli attori scritturati è sempre stato infatti in prima persona. La volontà del game director era infatti quella di dare un’impronta realistica e tangibile ai personaggi di Death Stranding, non solo limitandosi a effettuare il body capture degli attori che avrebbero partecipato alla realizzazione del gioco, ma lasciando che essi interpretassero il proprio ruolo secondo le proprie qualità e tratti distintivi.
Ne è proprio la prova una delle caratteristiche principali del personaggio di Cliff, spesso rappresentato con il sigaro alla bocca, scelta adottata da Kojima dopo aver visto le continue pause nelle quali l’attore Mads Mikkelsen era intento a fumare.

Tutte le donne di Death Stranding

Death Stranding vede nel suo cast anche una forte componente femminile.
Primo volto noto rivelato nel trailer dell’anno scorso è sicuramente Léa Seydoux, attrice francese da noi conosciuta principalmente per aver recitato in La vita di Adele, adattamento della graphic novel Blu è un colore caldo, che ruota attorno alle tormentate vicende amorose di una liceale omosessuale.
Stando però a quanto rivelato da Kojima in un tweet, i film preferiti del game director interpretati dall’attrice francese sono altri: in ordine di gradimento, Hideo ha dichiarato di averla apprezzata particolarmente in Sister, pellicola del 2012 con regia di Ursula Meier, Belle Épine, drammatico a firma Rebecca Zlotowski e infine È solo la fine del mondo, scritto e diretto da Xavier Dolan.
In Death Stranding, Léa interpreterà Fragile, altra figura chiave del gioco e molto probabilmente aiutante del nostro Sam Bridges, i cui dettagli sono però ancora avvolti nel mistero (come tutto il resto della trama, ovviamente).
Altra presenza femminile che ha stupito tutti è sicuramente quella di Lindsay Wagner, attrice sessantanovenne icona della serie cult degli anni ’70 La Donna Bionica, qui nelle vesti di Amelie, prontamente ringiovanita per l’occasione.
Hideo Kojima ha svelato di essere un grande fan dell’attrice e di aver voluto fortemente che recitasse all’interno del gioco.

Ho iniziato a pensare a chi potesse interpretare il ruolo di eroina e Lindsay rappresentava una persona davvero speciale per me sin dalla mia adolescenza. Lei è la persona che più ammiro. Ora ho 55 anni e non so per quanto tempo ancora rimarrò attivo, quindi ci tenevo a fare qualcosa con lei prima di smettere. Il giorno dopo che ho ingaggiato Norman, ho deciso che avrei lavorato con lei.

La scelta della Wagner risale al primo periodo di concepimento del gioco:

Prima ancora che lo script avesse una forma, sapevo di volere una versione di lei all’epoca dei trent’anni. Nelle prime fasi dello sviluppo abbiamo fatto parecchi esperimenti su come renderla più giovane in tempo reale. E’ stata una delle nostre sfide principali.

Kojima non ha nascosto inoltre una certa emozione riguardo al loro primo incontro:

Lidnsay sapeva che nella maggior parte dei videogames ci sono un sacco di pistole e tanta violenza; non condivideva questo concetto. Nonostante ciò, ha acconsentito a incontrarmi ed ero parecchio nervoso e stressato, perché sapevo quanto lei fosse importante per me. Quando ho incominciato a parlare con lei, ho menzionato come stessi realizzando giochi da 30 anni e, mentre la maggior parte dei giochi parlano principalmente di violenza e dell’utilizzo di armi bianche e pistole per stabilire chi è il migliore, nel mio gioco, nonostante fossero comunque presenti armi del genere, l’idea era invece quella di cercare di creare una corda, un legame, per unire assieme tutti quanti. Si emozionò parecchio e fu stupita da quello che stavo dicendo. ‘E’ davvero qualcosa di realizzabile?’ mi chiese, e a un certo punto fu persino commossa. In quel momento accettò l’offerta e io ne fui veramente felice.

Ultimo personaggio femminile in ordine di reveal, ma non per questo meno importante, è Mama. Interpretata da Margaret Qualley, attrice e modella classe 1994 famosa per la serie HBO The Leftovers che vedremo presto anche sul grande schermo nel prossimo film di Tarantino, C’era una volta a… Hollywood.

The mask but not the least

A chiudere la lunga lista del cast di Death Stranding ci pensano Tommie Earl Jenkins e Troy Baker.
Il primo, attore prevalentemente teatrale, ha ricevuto una nomination ai BAFTA per lo show per bambini Go Jetters, qui interprete di Die-Hardman, il mascherato comandante della Bridges.
Sempre a proposito di maschere, Troy Baker indosserà invece quella dorata dalle fattezze di un teschio, outfit che caratterizzerà Higgs, conosciuto anche come “Man in The Golden Mask, tenebroso antagonista affiliato al gruppo di separatisti noto come Homo Demens, intenzionati a opporsi alla rifondazione degli Stati Uniti d’America.
L’attore, noto per la sua carriera da doppiatore di videogames ha già lavorato in passato con Kojima dando prestando la sua voce a Revolver Ocelot in Metal Gear Solid V: The Phantom Pain.

Per vederli in azione sulla vostra PlayStation 4 non vi resta che aspettare il prossimo 8 Novembre, data in cui potremo finalmente mettere le mani sull’ultima fatica targata Hideo Kojima.

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