La scorsa settima è stata caratterizzata un corposo rumor: l’acquisizione di Electronic Arts, Valve o PUBG Corp da parte di Microsoft. Se l’aquisizione di EA fosse confermato, quali sarebbero le conseguenze?

Il mondo del gaming la scorsa settimana è stato messo in subbuglio da un unico e ben corposo rumors: la presunta acquisizione da parte di Microsoft di Electronic Arts, Valve o PUBG Corp., la società responsabile di PlayerUnknown’s Battlegrounds. Tre importanti società, tutte in grado di portare, seppur in modo diverso, grandi vantaggi; ma è stata l’ipotetica  acquisizione si EA da parte di Microsoft a creare intorno all’azienda americana un vero e proprio caso. Del resto le indiscrezioni hanno questo complesso potere di generare molteplici ipotesi e congetture. In questo caso specifico anche il solo pensarlo rende ben evidente la portata dell’evento, ma soprattutto- ed è quello che ha generato più fermento- rendersi conto che apparentemente l’unione delle due aziende americane è  possibile. Ci sono, infatti, alcuni elementi che andrebbero considerati, e intorno ai quali ha gravitato la fantasia di molte persone: Microsoft con Minecraft ha ben dimostrato di essere propensa alle grandi ( e costose) acquisizioni, e di rendere con le sue scelta ancora più remunerativo un franchise già di successo. L’elemento cardine, però, è sicuramente il rapporto stretto tra le due aziende iniziato nel lontano 2000, e che nel tempo tra diverse esclusive temporali o meno ( Mass Effect per esempio), si è evoluto tramutando nell’attuale EA Access, il servizio di abbonamento presente su console solo su Xbox One. Insomma i giochi targati i Electronic Arts su Xbox ci sono e sono ben accessibili, e i rapporti tra le due aziende americane negli anni consolidati. Questo per alcuni tanto basterebbe, ma dietro un’acquisizione c’è un complicato mondo di vantaggi e svantaggi  e di pro e contro da tenere presente. Continuando quindi nell’impervia strada dell’ipotetico, quali sarebbero i pro e contro?

PRO

  • Per Microsoft infoltire la line up

L’annuncio da parte di Microsoft del GamePass ha suscitato non poco scalpore. Il nuovo servizio simil Netflix ha effettivamente il potere  effettuare dei cambiamenti e di aggiungere un nuovo tassello nella distribuzione dei videogiochi, ma per poterlo fare è necessario una corposa line up composta da titoli esclusivi rilevanti. Ora, nonostante qualche difficoltà con le esclusive, i titoli su Xbox non mancano, ma con l’ipotetica l’acquisizione di Electronic Arts verrebbero automaticamente inserite nell’elenco di giochi disponibili, titoli del calibro di FIFA, Mass Effect e Battlefront, rendendo il GamePass quasi obbligatorio e portando così altre aziende a creare un servizio simile.

  •  Cambio di rotta per Electronic Arts

Questo non è decisamente un periodo semplice per EA. L’uscita di Battlefront 2 e Need for Speed: Payback non è stata poi così proficua, a causa delle tantissime proteste legate alle microtransazioni . Ea, quindi, attualmente si trova in una posizione estremamente delicata, non solo perché le ultime scelte hanno inserito EA nella classifica delle aziende con la peggiore reputazione, ma anche perché adesso un gioco successo diventa quasi fondamentale. L’acquisizione per Electronic Arts significherebbe un cambio di rotta e avere il supporto di una grande azienda come Microsoft nei tanti attesi progetti come il prossimo titolo di  BioWares, Anthem.

Contro

  • Il futuro degli sviluppatori

Electronic Arts ha al suo interno tanti studio più o meno piccoli, un’acquisizione cosa comporterebbe? Ovviamente ribadiamo che non c’è nulla di confermato e le nostre sono solo ipotesi, ma è lecito porsi delle domande. Supponendo un’ acquisizione, è difficile credere che tutti le software house verrebbero mantenute e che quindi tutti i progetti verrebbero portati avanti, del resto Microsoft non è nuova alla cancellazione di progetti anche in fase avanzata.

  •  Titoli esclusivi

Ricollegandoci al discorso GamePass, infoltire il numero di titoli disponibili, potrebbe anche significare rendere i giochi EA esclusivi, quindi legare un colosso delle terze parti solo a Microsoft. Seppur formulata come ipotesi, questo punto va considerato con delle oggettive riserve:  il sopra citato caso Minecraft, ben evidenza il disinteresse da parte di Microsoft di rendere determinati franchise esclusivi. Con i titoli targati Electronic Arts,varrebbe probabilmente lo stesso, del resto tanto del guadagno dell’azienda deriva dalla sua distribuzione a terze parti.

 

Ora dopo aver visto i pro e contro e tutti i suoi vantaggi e sui decisamente sormontabili svantaggi, è lecito chiedersi come mai la notizia non sia passata ancora da rumor a realtà? Perché nei pro e contro non abbiamo volutamente toccato i costi. Attualmente Microsoft per poter effettivamente comprare EA, dovrebbe pagare circa 35 miliardi di dollari. Cifra enorme che porta automaticamente a fare un discorso a lungo termine, specialmente considerando l’ultimo  complicato anno che ha portato Electronic Arts ad essere in una situazione non facile. Microsoft quindi potrebbe non avere certezza di guadagno e non essere il giusto mezzo per diminuire l’oggettivo divario con Sony.

Le nostre rimangono solo congetture, ma non ci stupiremo se arrivasse a breve un annucio da parte di Microsoft.

 

 

Commenti