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Soulstice – Provato

Tra i numerosi annunci e trailers rilasciati in quello che è il periodo più caldo dell’anno per l’industria dei videogiochi, abbiamo avuto l’occasione di provare in anteprima una demo di Soulstice, l’Hack’n Slash sviluppato da Reply in arrivo il 20 Settembre su Xbox Series X|S, PS5 e PC.

Soulstice

Soulstice: tra Bayonetta e Berserk

Tra le numerose presenze del PC Gaming Show, Soulstice ha portato sicuramente un po’ di Italia all’interno di un evento internazionale. Radicalmente diverso dalle produzioni nostrane in termini di impatto e di target, Soulstice è senza ombra di dubbio un titolo molto ambizioso che coglie a piene mani dagli Hack’n Slash orientali come Bayonetta e Devil May Cry strizzando l’occhio, almeno stilisticamente, a Berserk. Durante questi giorni di fuoco abbiamo avuto l’opportunità di fare due chiacchere con il team di sviluppo mettendo le mani su una demo preliminare in modo da poter saggiare pad alla mano la qualità del titolo in arrivo il 20 Settembre. Soulstice ha tutti i tratti caratteristici di un Hack’n Slash combo-based con l’introduzione di un dualismo molto interessante rinforzato in maniera significativa dal legame emotivo che unisce le due protagoniste. Soulstice è la storia di Briar e Lute in un mondo ormai corrotto; il titolo è caratterizzato da una forte impronta narrativa che fa leva sulle tonalità Dark Fantasy dell’opera per poi riversare tutto il carico emotivo all’interno di un gameplay frenetico, stimolante e ritmato tra sezioni di puro combattimento e altre più esplorative. Durante la nostra prova abbiamo avuto modo di giocare due missioni slegate tra loro e, sebbene non siano ancora chiarissimi i dettagli circa la scrittura dei personaggi, abbiamo avuto l’occasione di testare gran parte delle meccaniche di gioco.

Soulstice

Soulstice è sicuramente un titolo da tenere d’occhio, pulito, solido e ben strutturato, il sistema di combattimento si presenta in maniera intuitiva e fa spiccare sin da subito la sua forte scalabilità. Durante la nostra prova abbiamo provato tre delle sette armi presenti nel gioco finale, potendo alternare costantemente durante il combattimento per dar vita a combo mastodontiche pensate non soltanto per fare alzare il counter dei colpi ma anche e soprattutto per sfruttare ognuna delle armi contro le debolezze dei numerosi nemici che ci si pareranno contro. Soulstice è dunque un titolo abbastanza articolato nelle sue meccaniche ma che riesce comunque ad offrire la sua semplicità a tutti coloro che non vogliono perdersi nei meandri delle combo infinite. Durante la nostra avventura in Soulstice vestiremo i panni di Briar e potremo interagire con Lute durante i combattimenti e le fasi di platform. Questo dualismo ultraterreno è sicuramente interessante, nulla di nuovo sotto il sole ma non è necessario innovare a tutti i costi quando si ha la possibilità di presentare una buona idea e Soulstice è sicuramente una di queste. L’integrazione di Lute nei combattimenti è fondamentale, a cavallo tra parry e attacco secondario, l’influenza dello spirito che viaggia con noi ci permetterà di superare indenni molti combattimenti mentre la sua natura spiritica ci darà la possibilità di interagire con componenti ultraterreni altrimenti irraggiungibili. Le abilità di Briar e Lute sono dunque ben intrecciate all’interno dell’ecosistema di gioco mentre due alberi abilità separati ci permettono di gestire diversi aspetti dei loro poteri. Da una parte troveremo infatti potenziamenti per le armi, nuove combo e nuovi tratti caratteristici del combattimento, per quanto riguarda Lute potremo andare ad intervenire su elementi essenziali come attacco e difesa e durata delle abilità. Anche in questo caso non siamo di fronte ad una rivoluzione del genere, per potenziare i nostri personaggi dovremo investire delle gemme trovate in giro per i livelli ed ottenute attraverso i combattimenti, le abilità più avanzate richiederanno via via un numero maggiore di cristalli e via discorrendo.

Un Hack’n Slash tutto italiano

Soulstice

L’esperienza di Soulstice pad alla mano è generalmente molto pulita ma scopre il fianco alla natura indipendente del titolo sul fronte più tecnico. Sebbene il sistema di combattimento, come accennato precedentemente, si presenti in maniera abbastanza concreta, l’impatto dei colpi, le animazioni e la fisica dei personaggi non è abbastanza convincente. Colpire i nemici non è incisivo come ci si aspetterebbe, colpa forse di un ragdoll non proprio ben bilanciato e di animazioni abbastanza problematiche sia durante i combattimenti che durante le cutscenes. La gestione della telecamera si presenta inoltre come ulteriore, grave, lacuna; durante le fasi esplorative, Soulstice propone una telecamera fissa che fa molto retrograming ma non disturba più di tanto in quanto la scelta dell’inquadratura sembra essere abbastanza azzeccata e ci permette di spostarci per i vari scenari senza troppe difficoltà, i problemi cominciando ad insorgere quando si passa ai combattimenti. La mobilità della telecamera in Soulstice è molto limitata e limitante per tantissimi versi, non permettendo al giocatore di avere piena consapevolezza del campo di battaglia e dei nemici ingaggiati. Questo aspetto viene enfatizzato ulteriormente durante le boss fights dove diventa vitale la gestione degli spazi e dei tempi, troppo spesso i nemici sono fuori inquadratura e muoversi di conseguenza può diventare davvero scomodo anche a causa di un sistema di lock-in degli avversari poco dinamico e molto legnoso.

Nonostante la forte ambizione, Soulstice resta un titolo indipendente e lo dimostra anche sul piano tecnico. In termini di resa grafica non siamo di fronte a nulla di impressionante, anzi, molto al di sotto degli standard odierni sebbene l’impronta artistica sia molto forte e interessante. Abbiamo provato la demo su un PC di fascia alta senza troppi problemi, molto gradita la presenza del DLSS già in fase di pre-lancio sebbene le opzioni grafiche, pur essendo impostate al massimo, non ci permettano di ottenere una resa visiva interessante.

In conclusione, Soulstice è un titolo che presenta delle buonissime idee e non vediamo l’ora di saperne di più sulla trama principale e sui personaggi che popolano il mondo di gioco. Si tratta di un Hack’n Slash divertente ma inevitabilmente limitato sul piano tecnico. Sono diversi gli angoli da smussare, in testa ai quali troviamo sicuramente la gestione problematica della telecamera, le animazioni e l’impatto dei colpi durante i combattimenti; tuttavia, siamo sulla buona strada e vedere un titolo italiano diverso dal solito, con un target moto più alto, può farci soltanto piacere.

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Alessandro Di Liberto

Alessandro Di Liberto

Cresciuto a pane, Pink Floyd e videogames, Alessandro è il tipo di videogiocatore che riuscirebbe a far spuntare notifiche di obiettivi e trofei anche su un Sega Master System. Non esiste nel continente persona più adatta a rivelarvi tutti i segreti dei vostri titoli preferiti. Assicuratevi solo di portare con voi dei calendari di ricambio nel caso in cui gli chiediate di provare giochi che presentano instabilità nel multiplayer, bug e glitch.

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