Sony guarda ancora all’intelligenza artificiale generativa e lo fa con un’idea tanto ambiziosa quanto divisiva. Un nuovo brevetto, pubblicato di recente ma depositato nel 2024, descrive un sistema per creare podcast personalizzati condotti dalle voci dei personaggi PlayStation. L’obiettivo è offrire contenuti informativi su misura direttamente sulla piattaforma. Al centro del progetto ci sono LLM, profili utente e IP storiche dell’azienda. Ma non mancano interrogativi su utilità reale e implicazioni legali.
Insider Gaming segnala che il brevetto, intitolato “LLM-Based Generative Podcasts for Gamers”, propone un sistema capace di generare podcast automatici sfruttando modelli linguistici avanzati e i dati associati al profilo PlayStation dell’utente. In pratica, l’IA analizzerebbe le abitudini di gioco, i titoli più utilizzati e gli interessi principali per costruire un flusso audio personalizzato, dedicato alle notizie e agli aggiornamenti più rilevanti per ciascun profilo.
L’elemento distintivo è la conduzione del podcast: non una voce neutra, ma quella — ricreata tramite IA — di personaggi first-party come Kratos di God of War, Ellie di The Last of Us o Jin Sakai di Ghost of Tsushima. Se un utente ha passato molto tempo su un determinato gioco, il sistema potrebbe scegliere proprio quel personaggio come “host”, rafforzando il legame tra contenuto e identità videoludica.
Secondo la descrizione del brevetto, i podcast non sarebbero limitati all’audio. Potrebbero essere affiancati da video, trailer, screenshot o altri contenuti multimediali, integrandosi direttamente nella dashboard PlayStation. Sono previste anche versioni video, con personaggi virtuali o “desk host” pensati per offrire un punto di riferimento visivo durante la fruizione.
Il livello di personalizzazione spinto è uno degli aspetti più controversi. Il documento spiega che l’IA potrebbe includere battute rivolte direttamente all’utente, commentando le sue prestazioni o errori di gioco e fornendo suggerimenti su come affrontare determinate sfide. Un approccio pensato per rendere il contenuto più coinvolgente, ma che solleva dubbi sulla reale attrattiva di questo tipo di interazione.
Il brevetto giustifica l’idea partendo da un limite delle piattaforme attuali: l’incapacità di offrire contenuti informativi realmente unici e mirati per aggiornare l’utenza su ciò che accade nell’ecosistema. L’uso di LLM servirebbe proprio a colmare questa lacuna, automatizzando la creazione di contenuti su misura.
Restano però molte questioni aperte. Il documento non menziona in alcun modo il ruolo dei doppiatori originali dei personaggi, né eventuali compensazioni o accordi per l’uso continuativo delle loro voci ricreate tramite IA. Considerando che i personaggi appartengono a Sony, ma le voci sono legate a professionisti specifici, il tema potrebbe diventare centrale in un’eventuale applicazione reale.
Come spesso accade, va ricordato che un brevetto non equivale a un prodotto in arrivo. Molte idee vengono tutelate senza mai trasformarsi in funzionalità concrete. Anche in questo caso, tra dubbi legali, utilità pratica discutibile e complessità tecnica, è tutt’altro che certo che i podcast IA dei personaggi PlayStation vedranno mai la luce.
Segnaliamo in conclusione dell’articolo, che appena pochi giorni fa è emerso in rete un nuovo brevetto che suggerisce l’arrivo di un controller con tasti touch per PS6.
