Nonostante i progressi tecnologici, gli smartphone pieghevoli restano fragili e soggetti a usura. Ecco le criticità più diffuse e i consigli pratici per proteggerli al meglio.
Gli smartphone pieghevoli continuano a rappresentare uno degli ambiti più affascinanti e complessi del mercato mobile, evolvendosi costantemente ma mantenendo alcune criticità strutturali che ne limitano la diffusione di massa. Nonostante i progressi tecnologici degli ultimi anni e la crescente varietà di modelli disponibili nel 2025, la fragilità dei dispositivi pieghevoli persiste come uno dei problemi più rilevanti, spesso sottovalutato dagli utenti. Questo articolo analizza le problematiche più comuni legate a questi dispositivi e suggerisce alcune strategie per mitigarne gli effetti nel quotidiano.
Le sfide tecnologiche degli smartphone pieghevoli
A differenza degli smartphone tradizionali dotati di schermi in vetro, gli smartphone pieghevoli utilizzano pannelli realizzati con materiali plastici flessibili, come polimeri speciali, che consentono al display di piegarsi ma risultano più vulnerabili a graffi, deformazioni e usura meccanica. Ogni ciclo di apertura e chiusura sottopone il display a stress continui, aumentando il rischio di alterazioni soprattutto nel punto di flessione interno, dove la meccanica di piega concentra il maggior carico di lavoro.
Questo punto critico rimane il principale tallone d’Achille dei foldable, nonostante i produttori dichiarino una durata teorica di centinaia di migliaia di pieghe. Tuttavia, la realtà del quotidiano – dove polvere, variazioni di temperatura, umidità e detriti possono infiltrarsi nel meccanismo – rende questi valori spesso ottimistici. La plastica, infatti, è più suscettibile a micro-graffi e deformazioni rispetto al vetro temperato, e l’accumulo di micro-particelle nella cerniera può causare abrasioni o inceppamenti progressivi.
Oltre alla delicatezza dello schermo, gli utenti devono considerare che oggetti comuni come chiavi o monete, se tenuti in tasca insieme al dispositivo chiuso, possono danneggiare la superficie plastica del display pieghevole. Ambienti particolarmente polverosi o sabbiosi incrementano ulteriormente il rischio di deterioramento, incidendo negativamente sia sulla resa visiva che sulla sensibilità tattile dello schermo.

Il mercato degli smartphone pieghevoli nel 2025 si è consolidato con prodotti sempre più maturi e performanti. Samsung rimane leader incontrastata, dominando il segmento con modelli come il Galaxy Z Fold7 e Galaxy Z Flip7. Questi dispositivi vantano pannelli Dynamic AMOLED 2X pieghevoli, con schermi interni che raggiungono fino a 8 pollici e sono ormai impermeabili, un grande passo avanti per la robustezza e l’affidabilità.
Il Galaxy Z Fold7, ad esempio, combina uno schermo esterno da 6,5 pollici, utilizzabile anche da chiuso come uno smartphone tradizionale, e un display interno da 8 pollici che si apre come un libro, offrendo un’esperienza simile a quella di un tablet compatto. Analogamente, il Galaxy Z Flip7 si distingue per il design a conchiglia, che consente di ridurre notevolmente l’ingombro da chiuso, con uno schermo esterno migliorato da 4,1 pollici utilizzabile con molte applicazioni.
Anche altri brand emergenti e cinesi, come Motorola e Honor, hanno presentato modelli competitivi: il Motorola RAZR 60 Ultra e l’Honor Magic V5, entrambi con design a conchiglia o a libro, mostrano un’evoluzione significativa nella qualità costruttiva e nelle prestazioni. OnePlus ha invece puntato su un comparto fotografico avanzato per il suo modello Open, con sensori realizzati in collaborazione con Hasselblad, abbinati a un display pieghevole di ampie dimensioni.
Questa maturazione tecnologica si accompagna a un progressivo abbassamento dei prezzi, anche se i pieghevoli rimangono dispositivi di fascia alta, generalmente sopra i 1.000 euro, con offerte e modelli più accessibili attesi entro il 2026.
