Sarah Bond ha rotto il silenzio dopo l’annuncio del suo addio alla guida di Xbox, condividendo su LinkedIn l’email inviata al team per comunicare le dimissioni. La manager, considerata da molti la candidata naturale alla successione di Phil Spencer dopo il suo pensionamento, ha scelto invece di compiere “il prossimo passo personale e professionale”, lasciando la presidenza della divisione gaming di Microsoft. Aggiungendo inoltre che la nuova console “è già a buon punto“.
Nel messaggio, Bond non entra nei dettagli delle ragioni della scelta, ma concentra l’attenzione sui risultati ottenuti negli oltre otto anni trascorsi nel team. Sottolinea come il gaming su PC e cloud stia crescendo “più velocemente che mai” e come Xbox abbia contribuito a costruire una piattaforma più aperta, capace di abbracciare diversi dispositivi e raggiungere giocatori in tutto il mondo. Il riferimento è alla strategia multipiattaforma che ha caratterizzato l’ultimo ciclo di espansione del brand.
Il passaggio più rilevante riguarda però l’hardware: “la nostra prossima console è già a buon punto”. Una frase breve ma significativa, che suggerisce uno stato avanzato dei lavori sulla nuova generazione Xbox e lascia intendere che i recenti cambiamenti ai vertici non rallenteranno i piani tecnologici dell’azienda.
Nel suo percorso, Bond ricorda un momento cruciale: nel 2022, quando Microsoft annunciò l’intenzione di acquisire Activision Blizzard, si impegnò a guidare Xbox in una fase di trasformazione profonda. Nei quattro anni successivi, scrive, il team ha affrontato “alcune delle sfide più grandi nella storia dell’organizzazione”, riuscendo a posizionare il business per ciò che verrà. L’operazione ha rappresentato uno snodo strategico, sia per la portata economica sia per l’impatto sull’offerta contenutistica.
Bond descrive l’attuale fase come un’epoca tecnologica di trasformazione destinata a plasmare la prossima generazione dell’industria. Proprio per questo, afferma, è il momento giusto per un nuovo sguardo e una nuova leadership. La guida passerà ad Asha Sharma, ex presidente di Microsoft CoreAI, figura che Bond elogia per l’impegno verso giocatori, sviluppatori e brand, oltre che per l’esperienza nella costruzione e scalabilità di piattaforme globali. Al suo fianco opererà Matt Booty, promosso da responsabile degli Xbox Game Studios a Chief Content Officer.
Pur lasciando la presidenza, Bond non abbandonerà immediatamente l’organizzazione: resterà come Special Advisor di Asha Sharma per facilitare la transizione e garantire continuità operativa. Nel messaggio ringrazia Phil Spencer per la guida e l’amicizia, definendolo un punto di riferimento costante nei momenti di opportunità e difficoltà, e riconosce il sostegno di Satya Nadella durante il suo percorso in Microsoft.
La parte conclusiva della mail assume un tono personale. Bond riflette su tre domande che hanno orientato il suo lavoro quotidiano: “Ho dato il meglio di me? Ho aiutato qualcun altro ad avere successo? Ho fatto il mio lavoro migliore?”. È un congedo che mette al centro il contributo collettivo e il senso di responsabilità condivisa.
Dal punto di vista industriale, la dichiarazione sulla nuova Xbox rappresenta il segnale più concreto: nonostante il cambio ai vertici, la roadmap hardware prosegue. In un settore in cui sviluppo tecnologico e pianificazione richiedono anni di anticipo, la rassicurazione pubblica serve a stabilizzare partner, sviluppatori e mercato. Il prossimo capitolo della divisione gaming di Microsoft si aprirà dunque con una nuova leadership, ma con progetti già avviati e una console che, secondo le parole di Bond, ha superato la fase iniziale ed è entrata in una fase avanzata di sviluppo.
