IGN ha messo a confronto due versioni agli antipodi di Resident Evil Requiem, mostrando quanto il nuovo capitolo Capcom riesca a scalare tra hardware di fascia estrema e una console ibrida, Nintendo Switch 2. I filmati includono le sequenze iniziali della campagna, con momenti giocabili sia nei panni di Grace Ashcroft sia in quelli di Leon Kennedy. Il risultato è un confronto didatticamente interessante: potenza bruta contro ottimizzazione intelligente.
Il primo video mostra la versione PC catturata con una GPU RTX 4090 e impostazioni grafiche al massimo. Parliamo di 4K a 60 fotogrammi al secondo con Path Tracing attivato, ovvero la forma più avanzata di illuminazione dinamica disponibile nel gioco. L’impatto visivo è spettacolare: riflessi fisicamente accurati, ombre dettagliate, illuminazione globale estremamente realistica e un livello di definizione che esprime il massimo potenziale del RE Engine. Le ambientazioni risultano dense e credibili, mentre i modelli dei personaggi raggiungono una qualità cinematografica.
Il secondo video si concentra sulla versione Nintendo Switch 2, includendo anch’esso le fasi iniziali con Grace e Leon. Qui la sorpresa è la solidità tecnica: pur con inevitabili sacrifici a texture, dettaglio geometrico ed effetti avanzati, il gioco mantiene un frame rate stabile a 60fps con pochissimi cali, soprattutto in modalità docked. In portatile la resa rimane convincente, con ambienti e personaggi che spiccano sullo schermo HDR della console. Anche elementi ricchi di dettagli, come la Porsche Cayenne Turbo GT personalizzata di Leon, mantengono una resa più che soddisfacente su entrambe le piattaforme.
Il terzo filmato propone il confronto diretto tra PC e Switch 2, evidenziando differenze prevedibili ma non drastiche. Su console ibrida si è scelto di ridurre risoluzione ed effetti per garantire fluidità costante, mentre su PC la priorità è la fedeltà visiva assoluta. Il risultato è che, pur trattandosi di sistemi tecnicamente lontanissimi, non si percepisce uno scarto “abissale” nell’esperienza complessiva: entrambe le versioni fanno girare Resident Evil Requiem al meglio delle rispettive capacità.
Questo confronto è particolarmente utile per comprendere il concetto di scalabilità nei motori grafici moderni. La versione PC rappresenta il riferimento tecnologico massimo, con illuminazione avanzata e dettaglio estremo; Switch 2 dimostra invece come un hardware meno potente possa offrire un’esperienza fluida e visivamente coerente grazie a compromessi mirati.
