Dopo aver analizzato le versioni PlayStation e Xbox, Digital Foundry ha esaminato anche l’edizione Nintendo Switch 2 di Resident Evil Requiem. Il verdetto è sorprendentemente positivo: pur essendo la piattaforma meno potente tra quelle di attuale generazione, la console ibrida di Nintendo riesce a offrire una conversione solida e tecnicamente convincente. Il merito principale va al DLSS, la tecnologia di upscaling basata su intelligenza artificiale sviluppata da NVIDIA.
Switch 2 parte da una base tecnica inferiore rispetto a PS5 e Xbox Series X|S, ma possiede un elemento unico nel panorama console: il supporto al DLSS. In Resident Evil Requiem la risoluzione nativa è estremamente contenuta — circa 540p in modalità docked e 360p in portatile — ma l’upscaling consente di ricostruire un’immagine a 1080p con una qualità sorprendentemente alta. Secondo Digital Foundry, l’impatto visivo finale può risultare persino superiore a quello di Xbox Series S, nonostante la risoluzione di partenza sia molto più bassa.
Il confronto diretto con PS5 evidenzia inevitabili differenze nelle impostazioni grafiche. Le geometrie sono semplificate, le texture meno definite e il sistema avanzato di rendering dei capelli viene sostituito da una soluzione più leggera, con un downgrade particolarmente evidente nelle cutscene. Tuttavia, questi compromessi sono stati giudicati “tagli che non contano davvero”: durante il gameplay l’impatto complessivo resta contenuto e l’esperienza rimane coerente.
Un aspetto apprezzato è la coerenza tra modalità docked e portatile. Capcom ha mantenuto quasi tutte le stesse impostazioni grafiche in entrambe le configurazioni, limitando le differenze visive e garantendo continuità tra gioco su TV e in mobilità. Questo dimostra una buona ottimizzazione del RE Engine, capace di scalare efficacemente su hardware meno potente.
Il vero punto critico riguarda le performance. Il frame-rate è completamente sbloccato e oscilla in modo marcato: in modalità dock si passa indicativamente tra 30 e 60fps, mentre in portatile i cali possono essere ancora più evidenti. L’assenza di modalità grafiche alternative, di un limite fisso a 30 o 40fps e di un VRR pienamente funzionante penalizza la stabilità complessiva, soprattutto nelle scene più pesanti.
Nonostante questo limite, Digital Foundry considera il port un successo tecnico. La distanza rispetto alle console Sony e Microsoft è meno ampia del previsto, e gli artefatti legati all’upscaling aggressivo risultano pochi e raramente evidenti. Il caso di Resident Evil Requiem su Switch 2 dimostra quanto il DLSS possa compensare limiti hardware che, in assenza di una tecnologia di ricostruzione avanzata, sarebbero difficili da superare.
