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Recensione | Warhammer End Times – Vermintide

Il franchise di Warhammer è ormai uno dei più longevi e remunerativi dell’intera industria fantasy/videoludica, con all’attivo decine di titoli da diversi anni (per non parlare del gioco da tavolo). Cosa succede se a questo successo viene associato un altro grande titolo d’intrattenimento come Left for Dead? Solo cose belle ovviamente.

Left for Sigmar

Warhammer: End Times – Vermintide è ambientato nella decadente città dell’Ubersreik, presa d’assalto dai temibili Skaven, che per chi fosse a digiuno in fatto di mitologia Warhammer, sono una razza di ratti antropomorfi che odiano gli umani più di ogni altra cosa. A contrapporsi a questa terribile minaccia ci saranno 5 eroi, impersonati ovviamente dai giocatori, divisi nelle classi di Witch Hunter, Dwarf, Bright Wizard, Empire Soldier e Waywatcher. Ogni eroe sarà dotato di un equipaggiamento specifico e delle abilità personali, che andranno sfruttate a dovere cooperando con i compagni per riuscire a superare le orde di ratti che il gioco vi vomiterà letteralmente addosso. Il Witch Hunter sarà la classe più bilanciata, armato di stocco e fucile, sarà in grado di fornire supporto ai combattenti di prima linea, come il Dwarf e l’Empire Soldier. Il primo funge da dps da mischia, con armi a due mani molto potenti, mentre il secondo è un vero e proprio tank, adattissimo a proteggere i compagni. Il Waywatcher è il combattente da distanza classico, armato con arco e due pugnali, molto agile, e si affianca benissimo al Bright Wizard, il mago del fuoco che non porta armi ma è in grado di lanciare potenti incantesimi sia d’attacco che di difesa. Tutti i personaggi avranno configurazioni differenti, che potranno cambiare all’inizio di ogni partita, ma non ci sarà mai un vero e proprio sbilanciamento verso l’una o l’altra classe, garantendo così l’adattabilità di tutti i personaggi ad ogni stile di gioco. Tale selezione di classe avviene in un hub dedicato, sotto forma di una taverna, che permette di selezionare la missione, gestire l’inventario e forgiare nuove armi.

Le mappe di Warhammer: End Times – Vermintide saranno in tutto 13, e come già detto in precedenza, i giocatori potranno affrontarle insieme e con l’IA di gioco. Il rischio però è quello classico di tutti i giochi cooperativi, ovvero quello di trovarsi in squadra giocatori che ignorano completamente il concetto di cooperazione, e che si concentrano solo sul punteggio o il caos totale, mandando così alle ortiche tutti i buoni propositi di qualsiasi giocatore dotato di un po’ di buonsenso. Ecco perché consigliamo di giocare sempre con almeno altri 3 amici, in modo da godersi appieno l’esperienza offerta dal gioco, cosa altrimenti ingestibile, data la difficoltà abbastanza elevata che il titolo offre.

Un nano, un elfo e un uomo entrano in una città maledetta…

Per quanto riguarda il gameplay vero e proprio, il titolo è totalmente votato all’azione dura e pura, anche se sono stati inseriti furbescamente alcuni elementi più ragionati per variare un po’ la formula, come il sistema di parate e il tempismo negli attacchi più potenti. Non fate però l’errore di considerare Vermintide un semplice button smashing; sconfiggere i ratti più potenti richiede una strategia ben definita, altrimenti il gruppo verrà sconfitto molto facilmente. Questi ratti sono praticamente paragonabili agli zombie speciali di Left for Dead, con il Rat-Ogre che altro non è che un Tank, mentre lo Skaven che trascina via i giocatori dalla battaglia altro non è che il Jockey di Valviana memoria (e c’è anche la versione dell’Hunter ovviamente), il tutto gestito proceduralmente, dai loro pattern agli spawn point. Se tutto questo vi porta a credere di trovarsi di fronte una gigantesca mod di Left for Dead non possiamo darvi torto, ma lasciatevi rassicurare che le differenze ci sono eccome. Oltre alla scelta del personaggio e allo stile di gioco legato a questa scelta, sono presenti alcuni elementi di personalizzazione delle statistiche, anche se siamo ben lontani da qualsiasi standard gdr. Nonostante tutto, c’è un’ottima varietà per quanto riguarda i vari vestiti e customizzazioni varie. Un plauso anche al livello di sfida offerto, che anche dopo decine di partite non annoia mai, e si attesta sempre su livelli abbastanza alti.

Buono anche il comparto tecnico, anche se non fa gridare al miracolo, soprattutto per la presenza di numerosi bug nella build da noi provata, ma che comunque gli sviluppatori hanno permesso di sistemare con nuove patch. Ottimi i modelli e la definizione delle ombre, soprattutto sulle spade e le armi in generale. Nella norma anche il comparto sonoro, che fa esattamente il suo dovere, senza entusiasmare troppo l’utente.

PRO:

  • Ottima fusione di due franchise di successo
  • Orde di nemici
  • Buon livello di sfida
  • Divertentissimo in cooperativa…

CONTRO:

  • …a patto di trovare la compagnia giusta
  • Alcuni bug tecnici